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Google, stretta sui prediction market negli USA: pubblicità vietata anche in Michigan e New York

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Google allarga la stretta pubblicitaria sui mercati predittivi negli Stati Uniti. Con un aggiornamento della propria policy del 13 luglio 2026, il colosso di Mountain View ha inserito Michigan e New York tra gli Stati in cui non è più consentito promuovere contratti di prediction market e prodotti collegati.

Il divieto è operativo con effetto immediato e si aggiunge a quelli già in vigore in Nevada e Ohio, portando a quattro le giurisdizioni escluse.

La policy di Google consente la pubblicità di questi prodotti soltanto agli operatori regolati a livello federale e nelle sole giurisdizioni approvate: per risultare idonei occorre l’autorizzazione della Commodity Futures Trading Commission come Designated Contract Market oppure la registrazione presso la National Futures Association.

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Le sentenze contro Kalshi in Michigan e New York

L’aggiornamento arriva dopo due pronunce giudiziarie favorevoli agli Stati interessati. In Michigan la giudice Rosemarie Aquilina ha prorogato l’ordine restrittivo nei confronti dei contratti sportivi di Kalshi, ritenuti una forma di scommessa illegale.

La piattaforma di prediction markets dovrà applicare il geoblocco agli utenti dello Stato entro il 12 agosto, pena una sanzione di 500.000 dollari per ogni giorno di inadempienza. In precedenza il termine era fissato a due settimane con una penale giornaliera di 120.000 dollari, poi sospesa temporaneamente da un’istanza d’urgenza con cui Kalshi aveva sostenuto i costi eccessivi della misura e il possibile contrasto con la normativa federale.

A New York la giudice Analisa Torres ha respinto la richiesta di Kalshi di un ordine restrittivo e di un’ingiunzione preliminare, stabilendo che le leggi statali sul gioco restano applicabili anche quando i contratti sportivi vengono quotati su una borsa regolata a livello federale.

Secondo la corte, il Congresso non ha inteso privare gli Stati delle loro tradizionali competenze in materia e la normativa federale non prevale quindi su quella newyorkese. Anche Nevada e Ohio, gli altri due Stati già esclusi dalla policy di Google, avevano in precedenza avviato azioni di contrasto contro i contratti sugli eventi sportivi. fp/AGIMEG

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