Giornata nazionale del Made in Italy, D’Angelo (pres. Sapar): “Le piccole e medie imprese di gestione un patrimonio italiano da non disperdere con un riordino del gioco fisico che favorisca solo i grandi operatori internazionali”

Il riordino del gioco fisico “porterà ad una sorta di privatizzazione del mercato”, secondo Sergio D’Angelo, presidente di Sapar. D’Angelo ha voluto affidare ai canali ufficiali dell’associazione un messaggio in vista della tanto attesa riforma.

“Mentre il Ministero delle Imprese del Made in Italy festeggia la giornata nazionale, un altro ministero a pochi metri di distanza, il MEF, sta lavorando sulla riforma del gioco fisico. Si tratta di una riforma che, se andrà avanti come da indiscrezioni giornalistiche, porterà ad una sorta di ‘privatizzazione’ del mercato del gioco fisico”.

“Di fatto verranno escluse dal mercato 2300 aziende di gestione, eccellenze italiane e prima linea di difesa sul territorio della salute pubblica, della tutela dei minori e degli interessi erariali. Sono aziende che poche settimane fa hanno dato vita all’evento fieristico internazionale “Enada Primavera”, una delle filiere più importanti in Italia dal punto di vista occupazionale e non solo. Bisogna ricordare che tra aziende di gestione e relativo indotto, la filiera del gioco fisico in Italia conta circa 5000 aziende con 80.000 addetti”.

“Le preoccupazioni per questa possibile ‘privatizzazione’ del settore del gioco fisico da parte di pochi concessionari, tutti in mano a fondi o imprenditori esteri, non sono solo delle imprese ma anche di tanti politici”.

I pareti degli esponenti della politica

Riccardo Pedrizzi

“La riforma del gioco pubblico entra nella fase decisiva, ma tra operatori e osservatori cresce la preoccupazione per l’assenza di un pieno confronto politico. Bisogna sciogliere i nodi ancora sul tappeto e, innanzitutto, tra i più importanti quello circa la formazione di un eventuale oligopolio.”. È quanto dichiarato dal senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanza e Tesoro di Palazzo Madama, ricordando le tappe della vicenda.

“C’è da chiedersi vogliamo dare forza al libero mercato e alla concorrenza o vogliamo stringere verso l’oligopolio? Un rischio da evitare e quindi non è possibile aumentare i limiti di concentrazione dei punti fisici a pochi soggetti. Dobbiamo garantire il libero mercato o non andare verso una gestione di pochi soggetti”. Questo il pensiero dell’onorevole Andrea De Bertoldi, presidente dei Liberali Cristiano Democratici – Gruppo Lega.

D’Angelo: “Piccole e medie imprese lanciano un grido d’allarme”

D’Angelo prosegue: “Insomma nel giorno dedicato al Made in Italy, sono proprio le piccole e medie aziende di gestione italiane a lanciare un grido d’allarme per non essere escluse da una riforma che potrebbe farle scomparire, con danni per l’occupazione, la tutela dei giocatori e le entrate erariali”.

“Il Made in Italy è molto più di un’etichetta; è un simbolo di eccellenza che evoca qualità, tradizione, che rappresenta un’opportunità economica importante, rendendolo un patrimonio unico. Per questo chiediamo al Governo di non disperdere questo patrimonio rappresentato dalle imprese di gestione ed anzi di tutelarlo nel rispetto di una qualità lavorativa unica nel suo genere”. sm/AGIMEG