Home In Evidenza Gioco e scommesse illegali a Brindisi: maxi sequestro di beni per 500mila euro nei confronti di esponente della Sacra Corona Unita

Gioco e scommesse illegali a Brindisi: maxi sequestro di beni per 500mila euro nei confronti di esponente della Sacra Corona Unita

Carabinieri

Un patrimonio illecito del valore superiore a 500.000 euro, tra immobili, conti correnti e attività commerciali, è stato sottoposto a sequestro preventivo dai Carabinieri nei confronti di un 45enne, ritenuto dagli investigatori un elemento di spicco della componente mesagnese della Sacra Corona Unita (SCU).

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Lecce – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo integralmente la proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce. L’operazione si inserisce nella strategia di aggressione ai patrimoni mafiosi finalizzata a colpire la criminalità organizzata direttamente al cuore dei suoi interessi economici.

I beni sequestrati tra Brindisi, Mesagne e la provincia

L’esecuzione della misura patrimoniale ha interessato in modo esteso diversi centri nevralgici della provincia brindisina. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi sono intervenuti simultaneamente nei comuni di: Brindisi, Mesagne, Carovigno, Torre Santa Susanna.

Nel mirino degli investigatori sono finiti svariati beni mobili e immobili, inclusi rapporti bancari e finanziari, fabbricati e complessi commerciali ritenuti riconducibili in via diretta o indiretta al nucleo familiare del 45enne.

Il legame con il clan Pasimeni-Vitale-Vicientino

Il blitz economico odierno costituisce il naturale sviluppo investigativo di una più ampia operazione antimafia condotta lo scorso 15 dicembre dai Carabinieri di Brindisi. In quell’occasione, un’ordinanza di custodia cautelare aveva colpito lo stesso 45enne e altri presunti affiliati al clan Pasimeni-Vitale-Vicientino, articolazione attiva della Sacra Corona Unita nel Brindisino.

Secondo le ipotesi accusatorie, l’operazione invernale aveva permesso di smantellare i vertici del sodalizio criminale, fortemente radicato nel territorio e dedito a gravi reati: associazione di tipo mafioso; traffico internazionale e locale di sostanze stupefacenti; estorsioni e usura; gestione e controllo illegale del gioco d’azzardo.

La sproporzione patrimoniale e il finto lavoro da bracciante

Gli approfondimenti economico-finanziari successivi agli arresti, coordinati costantemente dalla DDA salentina, hanno permesso di far luce sul tenore di vita e sulle reali capacità finanziarie dell’uomo. Dall’analisi incrociata dei redditi dichiarati e dei beni posseduti è emersa una netta sproporzione, elemento chiave che ha spinto il Tribunale a disporre il sequestro preventivo dei beni.

Nel corso delle verifiche è emerso un ulteriore dettaglio ritenuto rilevante dagli inquirenti: l’attività di bracciante agricolo formalmente dichiarata dal 45enne — e utilizzata strumentalmente per accedere al regime di libertà vigilata — sarebbe risultata del tutto fittizia.

Le indagini e il sequestro

Le indagini, corroborate dai puntuali esiti degli accertamenti patrimoniali e finanziari, hanno consentito di:

Il Tribunale delle Misure di Prevenzione ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca dei seguenti beni:

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