”L’Osservatorio regionale sul gioco d’azzardo patologico della Campania ha preso vita praticamente dopo il COVID. La sua operatività è nata grazie a un decreto della precedente giunta regionale. Le sue principali direttrici d’impegno hanno riguardato la formazione degli operatori sociosanitari, il sostegno alle attività di presa in carico dei servizi pubblici, la valorizzazione delle reti del privato sociale, quindi delle comunità terapeutiche e delle altre realtà che si interessavano anche dei problemi dell’azzardo, e del mondo dei consumatori.
Abbiamo anche iniziato a porre le linee guida per la formazione degli operatori del gioco pubblico. Questo è il traguardo. Lo step che, con la nuova giunta regionale, vorremmo concretizzare: un piano sistemico regionale di formazione degli operatori, così da aumentare la tutela dei minori e dei soggetti più fragili”. Lo ha spiegato ad Agimeg Aniello Baselice, presidente dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo della Campania, a margine del convegno sul gioco minorile che si è svolto a Napoli.
Gioco responsabile, approccio realistico: livelli di rischio e tutela dei minori
“Si deve partire da un approccio realistico. Quando si parla di gioco responsabile, si tratta un argomento che può essere visto in chiave molto moralistica. La questione va, invece, posta rispetto a quelli che possono essere i livelli di rischio del gioco, di gravità dell’esposizione dal gioco: gioco a basso rischio, a medio rischio, ad alto rischio.
Siamo tutti d’accordo che ci sono delle aree di fragilità sociale, ma anche di vulnerabilità e di tutela ad esempio rispetto ai minori. Proprio questo è un punto di contatto dove è possibile lavorare insieme. Esistono, poi, delle questioni che sono extraregionali, più di tipo generale rispetto a quella che può essere la normativa sui punti sensibili o il discorso che riguarda l’offerta. Su questo punto noi come Regione ci adeguiamo alla linea della Conferenza Stato-Regioni rispetto alla riduzione delle offerte di un gioco veloce, di un gioco che in qualche modo possa andare a intaccare e a incidere sulla fragilità e la vulnerabilità sociale e psicologica di tante persone. Su questo cerchiamo di lavorare insieme, di trovare dei punti d’intesa“, ha aggiunto.
Controlli e valutazioni, il ruolo dell’osservatorio tra regole ed etica
“Non abbiamo motivo di confliggere nella misura in cui vogliamo anche verificare se, rispetto a quello che prevede la normativa in atto e che in qualche modo siamo tenuti anche ad applicare, c’è un livello anche etico di responsabilità.
Come osservatorio noi andiamo a verificare le indicazioni che ci vengono fornite, i risultati del lavoro fatto, per esempio, nei servizi. Il nostro compito è quello di fare una valutazione sul risultato del lavoro fatto, dare delle indicazioni, delle dritte su quelli che possono essere gli scenari futuri, le dritte giuste, gli emendamenti ad eventuali errori, i rimedi, e anche la capacità di leggere il futuro”, ha detto.
gpm/AGIMEG


