Home Attualità Gioco responsabile, LOGiCO: serve una presa di coscienza collettiva del settore. La comunicazione è un’occasione unica per recuperare la fiducia e contrastare la percezione negativa del settore

Gioco responsabile, LOGiCO: serve una presa di coscienza collettiva del settore. La comunicazione è un’occasione unica per recuperare la fiducia e contrastare la percezione negativa del settore

Logico

La ricerca della Fondazione FAIR in collaborazione IPSOS dimostra in modo lampante la necessità di costruire una presa di coscienza collettiva del settore per una maggiore responsabilità sociale del comparto. La questione non è più se occuparsi di gioco responsabile, ma come occuparsene. Gli strumenti di tutela non bastano se non accompagnati da un cambio culturale.

È la posizione espressa da Valérie Peano, per conto dell’Associazione LOGiCO – che rappresenta una parte della filiera del gioco pubblico in Italia – in occasione del confronto con la Fondazione FAIR sulla ricerca dedicata al gioco responsabile realizzata in collaborazione con IPSOS.

Secondo l’Associazione, la ricerca conferma la necessità – avvertita sia dagli opinion leader sia dall’opinione pubblica – di un intervento comunicativo con un focus particolare sui giovani e i minorenni, riconoscendo alla comunicazione un ruolo centrale nella prevenzione e nel contrasto del disturbo da gioco d’azzardo.

“Implicitamente la ricerca conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il divieto di pubblicità previsto dall’art. 9 del Decreto Dignità è stato un fallimento”, sottolinea Peano. “Una buona norma si giudica dai risultati che ottiene: serve una valutazione non solo ex ante, ma anche ex post, degli effetti.”

Fondazione Fair

Gioco responsabile, LOGiCO chiede il patrocinio per le campagne di comunicazione dei concessionari

Con il Decreto di Riordino del Gioco online del 2024, il legislatore ha dato una prima apertura introducendo una comunicazione sul gioco responsabile da parte dei concessionari. Su questo terreno LOGiCO aveva anticipato le scelte del legislatore: già nel 2018 lanciò la prima campagna TV di gioco responsabile in Italia. Lo spot ricevette molti plausi, ma subì due dinieghi – da parte del Ministero della Salute e della Fondazione Pubblicità Progresso – nell’ottenere i relativi patrocini, sul presupposto che uno spot di utilità sociale dovesse dissuadere in modo assoluto dal gioco e non raccomandare il gioco responsabile.

“Oggi che il contesto è cambiato in base al Decreto di Riordino, non sarebbe comprensibile che i concessionari del gioco pubblico non possano usufruire di tale patrocinio per le campagne di comunicazione e promozione del gioco sicuro e responsabile”, prosegue Peano. La ricerca parla esplicitamente di una comunicazione corale di tutti i concessionari, una sorta di “pubblicità progresso” sostenuta collettivamente dagli operatori autorizzati e accompagnata dal logo del regolatore, con l’obiettivo di creare un messaggio istituzionale comune, riconoscibile e di qualità.

Senza comunicazione, il rischio è quello di situazioni paradossali. LOGiCO cita il caso recente dei calciatori di Serie A con problemi di disturbo da gioco d’azzardo, in relazione ai quali il fatto di aver giocato al di fuori delle tutele del circuito legale è passato totalmente in secondo piano.

La ricerca lo sottolinea bene: le campagne di gioco responsabile sono un’occasione unica per il comparto come spazio di fiducia per l’intero settore. Anche qui il ruolo associativo può essere fondamentale per sostenere un’auto-regolamentazione del settore e un’uniformità di azione, affinché l’errore di uno non finisca per danneggiare tutto il settore. fp/AGIMEG

 

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