È stato presentato all’Enada Workshop, in corso oggi a Roma, il Report 2026 sul mercato del gioco pubblico realizzato da Sapar, un documento di analisi che ripercorre oltre sessant’anni di attività dell’associazione – nata nel 1962 e oggi rappresentativa di circa 1.500 imprese – e aggiorna la fotografia del comparto degli apparecchi da intrattenimento con e senza vincita in denaro, delle concessioni, della tassazione e della distribuzione territoriale. Il report conferma il peso economico del settore, definito “terzo comparto produttivo italiano”, e ricostruisce il ruolo centrale dell’apparato dei gestori nella filiera del gioco di Stato.
Dall’evoluzione storica alle performance 2019–2024: la struttura del comparto e le priorità per il futuro
I dati contenuti nel documento descrivono una rete estremamente articolata. Nel comparto terrestre risultano attive 249.641 AWP, 54.484 VLT, 53.768 punti dedicati alle lotterie, 4.390 sale VLT, 91.973 apparecchi senza vincita in denaro, 6.022 punti vendita, 34.610 pubblici esercizi, 34.270 punti con AWP, 49.724 esercenti, oltre a 184 sale Bingo e 256.252 punti complessivi che compongono la distribuzione del gioco pubblico. Dieci sono i concessionari per la rete AWP/VLT e 183 quelli per i giochi numerici e le lotterie. La filiera viene definita come un vero circuito industriale, che coinvolge produttori, distributori, software house, aziende metalmeccaniche e imprese dell’indotto.
Il report dedica un focus alle AWP, considerate dal documento come gli apparecchi “a minore pericolosità” fra quelli con vincita in denaro, grazie al costo partita fissato a 1 euro, alla vincita massima non superiore a 100 euro, al payout del 65% e alle funzioni di controllo garantite dalla rete telematica. L’analisi evidenzia come la ripartizione economica del giocato assegni il 65% al giocatore, il 25,80% a Erario, ADM e concessionari, e il 9,20% a gestori ed esercenti, definendo però “eccessiva” la pressione fiscale che grava sul prodotto.
Uno dei capitoli centrali del report riguarda infatti la dinamica economica del quinquennio 2019–2024. Nel segmento AWP, la raccolta passa da 22.931 milioni di euro nel 2019 a 15.974 milioni nel 2024, con una contrazione del 30,3%. Nello stesso periodo il prelievo erariale scende da 4.914 a 3.834 milioni (-22%) e il margine della filiera da 2.249 a 1.757 milioni (-21,9%). Anche il confronto 2024/2023 mostra variazioni negative: raccolta -6%, gettito -6% e margine -6,1%.
Nel segmento VLT, la raccolta cala dai 23.616 milioni del 2019 ai 16.673 del 2024 (-29,4%), mentre il gettito passa da 1.833 a 1.434 milioni (-21,8%). Più contenuto il calo del margine della rete, che scende da 1.310 a 1.194 milioni (-8,9%), con una lieve crescita (+0,5%) nel confronto tra 2024 e 2023. Considerando insieme AWP e VLT, la raccolta complessiva passa da 46.547 milioni nel 2019 a 32.647 nel 2024 (-29,9%), con un gettito che si riduce da 6.747 a 5.268 milioni (-21,9%) e un margine della filiera che scende da 3.559 a 2.951 milioni (-17,1%). Anche in questo caso il confronto annuale 2024/2023 segna variazioni negative su tutti gli indicatori.
Il documento contiene inoltre una tabella riepilogativa sulla tassazione degli altri giochi. Nel 2024 la spesa per AWP e slot ammonta a 3.581 milioni di euro (in lieve calo rispetto ai 3.621 del 2023), con un introito erariale di 2.023 milioni. Le VLT registrano una spesa di 1.431 milioni e un gettito di 1.434 milioni. Le scommesse sportive salgono a 1.069 milioni di spesa (da 1.054), mentre il prelievo si attesta a 188 milioni. I giochi numerici raggiungono 2.108 milioni di spesa e 733 milioni di gettito; le lotterie crescono a 2.367 milioni (2.079 milioni l’introito fiscale); il settore online tocca 3.493 milioni di spesa e 444 milioni di prelievo; il Lotto arriva a 2.236 milioni, cifra che coincide con l’importo destinato all’Erario.
Un intero capitolo è dedicato alla frammentazione normativa regionale. Il report riepiloga punto per punto le distanze minime dai luoghi sensibili, ricordando come molte regioni applichino norme retroattive. Si va dai 500 metri retroattivi in Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto, ai 300 metri non retroattivi di Lazio, Puglia e Campania, passando per regole differenziate basate sulla dimensione dei Comuni (come in Calabria, Basilicata, Sicilia e Marche). Secondo Sapar, questa eterogeneità rende impossibile programmare investimenti e predisporre il nuovo bando di concessione previsto dal riordino.
Il tema della tutela dei minori è affrontato attraverso i dati Moige 2023, dai quali emerge un aumento dei giovani che giocano online almeno una volta a settimana: dal 1% rilevato nel 2021 al 3% del 2023, con differenze territoriali e scolastiche riportate nella tabella pubblicata nel documento.
Nella parte finale, il report sintetizza le priorità che Sapar ritiene necessarie per garantire stabilità e legalità nel comparto: il riconoscimento giuridico del gestore all’interno dell’articolo 110 del Tulps; una normativa nazionale uniforme su orari e distanze per superare la frammentazione territoriale; una riforma della tassazione basata sul margine netto e non più sul preu tradizionale; il rafforzamento delle politiche di gioco responsabile; e un nuovo equilibrio nei rapporti con il sistema bancario, che – viene evidenziato – da anni tende a chiudere o negare l’apertura dei conti alle imprese del comparto.
Il documento si chiude con la proposta tecnica della nuova AWP Sapar, un modello progettato con payout al 70%, riduzione del PREU del 5%, vincita massima da 200 euro, QR code per i controlli ADM, display bank per il ritiro delle vincite, messaggi automatici relativi al gioco problematico e tempi di gioco ottimizzati. Una soluzione che, secondo l’associazione, potrebbe contribuire a migliorare sicurezza, performance e sostenibilità della rete. sb/AGIMEG










