Home Focus Gioco pubblico, presentato il Bilancio di Sostenibilità: l’intervento di Geronimo Cardia, presidente Acadi

Gioco pubblico, presentato il Bilancio di Sostenibilità: l’intervento di Geronimo Cardia, presidente Acadi

Si è tenuto oggi il Forum Acadi 2023 sul settore del gioco pubblico, durante il quale è stato presentato il Bilancio di Sostenibilità. Il presidente di Acadi, Geronimo Cardia, è intervenuto a più riprese per sottolineare diversi aspetti che qui vengono riassunti.

  1. Rappresentanza in Confcommercio

 Acadi rappresenta con le filiere dei suoi associati un quinto del gettito Comparto del Gioco Pubblico e circa un terzo di quello della verticale distributiva degli apparecchi.

Fa parte del sistema confederale di Confcommercio a fianco di Fipe, EGP e Fit che nel comparto possono rispettivamente vantare una rappresentanza massiccia di:

E sono felice di poter esprimere ottimismo in ordine all’inclusione nella rappresentanza confederale di una rappresentanza di circa 1500 imprese di gestione che come noto assistono i concessionari e la rete per la raccolta delle risorse pubbliche generate dal comparto e per lo svolgimento ordinato delle attività.

  1. Obiettivo del Forum

Perché siamo qui?

Da sempre per il comparto si pongono in via prioritaria due temi strettamente legati: uno di conoscenza e l’altro, che lo presuppone, reputazionale.

Negli anni la conoscenza del fenomeno ha fatto importanti passi avanti, generando tra gli stakeholder, tra i portatori di interessi, ma anche in una fetta importante dell’opinione pubblica, una maggiore consapevolezza della reputazione da riconoscere al comparto.

Un comparto il cui ruolo ed il cui valore aggiunto nel sistema Paese sono ben rappresentati dalle quattro espressioni della giornata di oggi: Responsabilità, Legalità, Fiscalità e Occupazione.

Di qui il senso della continuazione di un percorso avviato nel 2019 con la nostra ultima assemblea generale in presenza che ha preceduto lo stop pandemico che ha messo in ginocchio tutti ma in particolare il Comparto, tra i più colpiti dalle chiusure.

Un percorso, quello che vogliamo continuare, che vuole tendere a proporre pubblicamente un bilancio di sostenibilità di comparto che in modo tecnico e documentato continui nel tempo ad esplicitare l’andamento dell’azione dello stesso comparto.

  1. Guardare anche all’interno del Comparto

Ma cercando di fare qualcosa di più.   E’ vero che il Comparto del gioco pubblico nella sua interezza è un comparto strategico per il Paese.

Ma è altrettanto vero che il comparto del gioco pubblico è fatto di tante realtà, di tante verticali distributive di prodotti, con sistemi e parametri diversi, con profili fiscali diversi, con strutture distributive diverse, con esperienze di gestione delle dipendenze diverse, con livelli occupazionali diversi, con capacità di presidio di legalità dei territori differenziate.

E se queste specificità possono considerarsi note agli addetti ai lavori, abbiamo pensato sia il caso di investire in conoscenza per dare maggiore visibilità alle specificità del comparto anche a tutti gli altri portatori di interesse oltre che all’opinione pubblica.

Vediamo quali riflessioni sono stimolate dai dati di oggi.

  1. Dai dati della Brochure le prime indicazioni

Partiamo dalla brochure del Forum e dai dati che ci vengono proposti dai nostri esperti che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro svolto.

Con un colpo d’occhio possiamo avere l’idea (nella sezione “Comparto”) non solo dei macro numeri complessivi ed in particolare quale è la spesa dell’utente, quale il gettito erariale, quante le concessioni, quante le aziende e quali i livelli occupazionali, ma anche e soprattutto (nella sezione Retail) la spaccatura di tali dati riferiti alle verticali distributive che si articolano fisicamente sul territorio e, ancora più analiticamente, (nella sezione “Apparecchi”) le specificità di una verticale distributiva significativa che si articola sui territori, con evidenza delle sue reti distributive attuali, dei punti sui territori e del loro apporto al sistema.

Dal confronto di tali dati ognuno può cominciare a trarre le proprie prime valutazioni.

  1. I dai del Bilancio di Sostenibilità

In linea con queste valutazioni, il Bilancio di Sostenibilità analizza i dati del comparto nel suo complesso, senza rinunciare ad entrare nel particolare.

E ciò che pensiamo sia giusto è che esso sia redatto con gli stessi standard e la stessa severità che si addicono all’iniziativa. Per questo abbiamo l’ambizione di vedere avviato un percorso di certificazione, che vedremo evolvere e perfezionare nel tempo.

  1. I quattro punti di caduta del Bilancio di Sostenibilità

Detto questo, ritengo necessario mettere in evidenza alcuni specifici punti di caduta del Bilancio nelle sue conclusioni dedicate alle quattro leve di azione del Comparto che forniscono uno spunto di riflessione credo rilevante anche sotto il profilo politico.

A pagina 74 ci sono le conclusioni sul tema della Responsabilità.

La Responsabilità è intesa quale forma di tutela della salute dell’utente così come della fede pubblica.

Le leve per la tutela dell’utente che vedono il comparto impegnato direttamente sono diverse (tecnologia, informazione, registro di autoesclusione) ma tra queste mi colpisce il dato della necessità di avere a terra un’offerta pubblica di prodotti misurati e controllati dallo Stato, che solo un’equilibrata distribuzione dei punti di gioco tra rete specializzata e generalista può assicurare.

E colpisce il dato che già operatori dotati di grandi capacita di gestione e distribuzione di prodotti sensibili quali tabacco, alcolici e super alcolici.  Ed a ben vedere sono le grandi capacità messe in campo dalla rete generalista che potrebbe essere anche ulteriormente qualificata con processi di formazione realmente efficaci.

Ed i numeri parlano chiaro, per questo basta richiamare quelli a pagina 71 o più semplicemente quelli che abbiamo visto della Brochure.

Nel Retail degli 85.000 punti sul territorio, circa 75.00 sono della rete generalista di bar e tabacchi, di cui 41mila di bar esercizi pubblici.

Di questi, nella verticale degli Apparecchi, dei 53.000 punti, circa 49mila sono riferiti alla rete generalista di bar e tabacchi, di cui circa 38mila di bar e pubblici esercizi.

Un esercito di incaricati di pubblico servizio già esperto e che può diventare ancora più esperto con le iniziative (ma ordinate) di formazione.

Noi siamo impegnati su questo sui territori, ricordo l’importanza delle iniziative con Confcommercio Puglia e con Confcommercio Toscana (saluto e ringrazio per tutti Gianni Picci e Vito D’Ingeo) che hanno favorito un’integrazione tra istituzioni e realtà confederali del territorio con le rappresentanze del comparto.    Qui il tema è delicato perché va focalizzato bene non solo il tema della riconoscibilità della problematicità o della patologia, per intervenire, ma anche quello degli effettivi strumenti di intervento oggi consentiti dalla legge.

In questa stessa pagina del Bilancio colpisce poi la proposta di valutazione di un sistema per le nuove realtà che consente di assicurare una presenza qualificata e capillare sul territorio ma anche di tenere sotto controllo la dimensione e la numerosità dell’offerta.  Questo sistema è in linea con esperienze simili quali quella dei tabacchi e si appoggia a criteri di distanze tra punti (e non da luoghi sensibili) calibrate in ragione della popolazione.

A pagina 78 ci sono le conclusioni sul tema della Legalità.

La Legalità è intesa in senso ampio: dal presidio dei territori, alle attività di compliance poste in essere nell’esercizio dell’attività con il rispetto della normativa antiriciclaggio, della tracciabilità dei flussi finanziari, della trasparenza dei soggetti coinvolti per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni.

Ma il contrato all’illegalità è attuato principalmente dal presidio del territorio con una presenza effettiva dell’offerta di Stato. Non si può prescindere dal presidio del territorio se si vuole fare il contrasto all’illegalità.

E su questo specifico aspetto colpisce ancora una volta il dato che il presidio del territorio è assicurato in larga parte dalla rete generalista dei pubblici esercizi. Lo dice il dato del numero dei comuni presidiati.

I dati 2022 sono chiari.

I Comuni in Italia sono 7.901

Quelli con pubblici esercizi o tabaccherie \ ricevitorie con apparecchi sono 6.044

Quelli con sale con apparecchi da intrattenimento: 1.759

Quelli con negozi scommesse: 1.460

Quelli con punti scommesse: 1.889

Quelli con Sale Bingo: 137

A pagina 81 ci sono le conclusioni sul tema della Fiscalita’.

La Fiscalità deve prendere in considerazione diversi aspetti: dal gettito erariale generato dal comparto per l’esercizio dele attività di gioco, alla fiscalità ordinaria generata dalle aziende per imposte dirette ed indirette.

Ebbene facendo un focus specifico sul gettito erariale da emersione riveniente dal gioco regolamentato nella sua interezza emerge che la gran parte di questo è generato a tutt’oggi per dal retail.Rispetto al gettito erariale complessivo (prelievi ed utili erariali, imposta unica, prelievi sulle vincite) riveniente dall’intero comparto del gioco pubblico, pari nel 2022 a circa 11,2 miliardi di euro, il gettito erariale complessivo generato dal retail è di circa 10,2 miliardi di euro, che corrisponde a circa il 91%.

Il gettito erariale riveniente dal retail è a sua volta generato per larga parte dalla verticale distributiva degli Apparecchi stimabile in circa 5,9 miliardi milioni di euro, circa il 53% del totale dei prelievi del 2022.

Ed il dato che colpisce ancora una volta è che il gettito erariale riveniente dagli Apparecchi è quello a sua volta generato per larga parte dalla verticale distributiva degli Apparecchi collocati presso la rete generalista che è stimabile in circa 3,1 miliardi di euro, percentuale di quasi il 20% del totale dei prelievi del 2022 (da bar, esercizi pubblici ed altri esercizi commerciali per oltre  2,9 miliardi di euro e da tabaccherie e ricevitorie per circa 500 milioni di euro).

A pagina 82 ci sono le conclusioni sul tema dell’Occupazione.

E qui il bilancio mette in risalto il fatto che i livelli occupazionali più elevati sono assicurati dalla rete del territorio ed in particolare dalla rete generalista e da tutta la sua filiera.

Del numero riferito all’intero comparto di 150.000 lavoratori:

oltre 140.000 sono relativi al canale retail;

di questi, oltre 42.500 sono relativi alla verticale distributiva degli apparecchi;

di questi, oltre 19.000 sono relativi ai punti generalisti costituiti dagli esercizi pubblici e commerciali,

oltre 5.000 nelle tabaccherie e ricevitorie,

oltre 18.000 nelle sale specializzate con apparecchi.

  1. Attualità dell’analisi e delle considerazioni

 Oggi questa consapevolezza è fondamentale perché si stanno rimuovendo i corto circuiti istituzionali esistenti (penso alla questione territoriale) ma si stanno anche ridisegnando i criteri distributivi.

E nel farlo siamo convinti che l’obiettivo del legislatore sia quello di agire ad invarianza di gettito, senza pregiudicare (semmai migliorare) i livelli di tutela dell’utente, di legalità, e di occupazione ad oggi raggiunti con l’attuale assetto.

Oggi è un giorno importante per il comparto.

Abbiamo assistito:

Il tutto nella consapevolezza che settimana prossima si dovrebbero definire gli aspetti del NADEF, la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, che darà le basi per i provvedimenti che saranno adottati di qui alla legge di bilancio.

L’urgenza c’è tutta.  E degli aspetti rilevati riteniamo si tenga conto.   Certo saranno importanti anche gli altri aspetti che vedono tutti d’accordo. Ossia:

Tutti principi centrali e condivisi.

Ma oggi siamo qui per mettere in evidenza tra questi la necessità imprescindibile di preservare il presidio di legalità sui territori con un’equilibrata distribuzione tra punti specializzati e punti generalisti, senza comprometterne l’efficacia, neanche indirettamente.

La preoccupazione è legittima perché la Legge Delega allo studio prevede in un passaggio sul sistema distributivo delle reti di raccolta (si tratta della lettera c) dell’articolo 13), laddove utilizza tre concetti “razionalizzazione territoriale e numerica dei luoghi fisici”, utilizzo di “criteri di specializzazione” e di “progressiva concentrazione”.

Ecco, per quanto emerge dal bilancio, è bene che questi tre concetti non vengano interpretati nel senso che si pregiudichi una equilibrata distribuzione tra punti specializzati e punti generalisti.

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