Home Attualità Gioco online tra le nuove entrate Ue: ipotesi prelievo su spesa o puntate dei giocatori

Gioco online tra le nuove entrate Ue: ipotesi prelievo su spesa o puntate dei giocatori

Il settore del gioco online torna al centro del dibattito europeo sulle nuove risorse per finanziare il bilancio pluriennale dell’Unione. Secondo quanto riportato da Italia Oggi, il Parlamento europeo si prepara a esprimersi su una serie di misure fiscali che potrebbero coinvolgere direttamente anche il comparto del gaming digitale.

La proposta, attualmente all’esame della Commissione per i bilanci (Budg), rientra nel più ampio negoziato sul quadro finanziario 2028-2034 e punta a individuare nuove fonti di entrata per sostenere un bilancio stimato in circa 1.800 miliardi di euro.

Tra le ipotesi sul tavolo figura un prelievo specifico sul gioco online, che potrebbe essere strutturato secondo diversi modelli: tassazione sui servizi offerti dagli operatori, imposte sul fatturato netto (GGR), sulle puntate effettuate o, in alternativa, contributi legati alle infrastrutture tecnologiche utilizzate, come server e dispositivi.

Armonizzazione fiscale e ripartizione tra Stati membri

Uno degli elementi centrali della proposta riguarda la necessità di un’armonizzazione a livello europeo. Qualsiasi intervento fiscale sul gioco online richiederebbe infatti una direttiva comunitaria condivisa, oltre a un meccanismo chiaro per la distribuzione delle entrate tra gli Stati membri.

Si tratta di un passaggio tutt’altro che semplice, considerando le profonde differenze normative e fiscali che caratterizzano attualmente i mercati nazionali del gioco. Il rischio, evidenziato anche nei documenti tecnici del Parlamento, è quello di creare squilibri competitivi o sovrapposizioni con i regimi già esistenti.

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Criptoattività: Bruxelles studia un contributo sulle plusvalenze

Accanto al gioco online, il pacchetto di nuove entrate comprende anche un possibile prelievo sulle criptoattività. L’idea allo studio prevede una tassazione uniforme sulle plusvalenze generate da questi asset digitali, con l’obiettivo di intercettare una quota di ricchezza oggi difficilmente inquadrabile nei sistemi fiscali tradizionali.

Anche in questo caso, come evidenziato dalla Commissione europea, restano aperte diverse criticità: dalla definizione degli eventi imponibili alla valutazione delle attività, fino alle differenze normative tra gli Stati membri.

Iter decisionale ancora lungo

Il voto in Commissione rappresenta solo un primo passaggio. Il Parlamento europeo avrà infatti un ruolo consultivo, mentre la decisione finale spetterà al Consiglio dell’Unione europea, chiamato a esprimersi all’unanimità.

I prossimi snodi istituzionali sono già calendarizzati: un primo orientamento politico è atteso nel Consiglio europeo di aprile, mentre una base negoziale più definita potrebbe emergere entro l’estate. sb/AGIMEG

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