La Camera dei Delegati del Maryland (Stati Uniti) ha approvato due provvedimenti per vietare le piattaforme di gioco in stile “sweepstakes” e rafforzare il contrasto al gioco d’azzardo online illegale.
La norma HB 295 è passata il 20 marzo con 105 voti favorevoli e 24 contrari, mentre l’HB 1226 il 23 marzo con 134 voti favorevoli e 2 contrari, all’ultimo giorno utile prima della scadenza interparlamentare. Entrambi i testi sono ora alla commissione Bilancio e Tassazione del Senato.
HB 295: divieto penale per i giochi interattivi a premi in denaro
L’HB 295 introduce un divieto penale per le cosiddette “piattaforme di gioco interattivo”, cioè quei servizi digitali che mescolano pagamento, casualità e premi in denaro (o equivalenti), spesso tramite sistemi a doppia valuta convertibile.
Nel mirino finiscono soprattutto le piattaforme in stile sweepstakes, concorsi a premi online che di fatto replicano il gioco d’azzardo, nei settori di casinò, lotterie e scommesse sportive.
Le sanzioni sono rilevanti. Si parte da multe dai 10.000 ai 100.000 dollari fino a pene detentive che possono arrivare a tre anni per chi gestisce o promuove queste attività. La norma introduce anche obblighi di trasparenza per i titolari di licenza, che dovranno dichiarare eventuali legami con operatori attivi in mercati vietati, pena il rischio di revoca o mancato rilascio della licenza.
Il percorso del provvedimento non è stato lineare. Dopo un’audizione il 5 febbraio davanti alla Ways and Means Committee, in cui la Maryland Lottery and Gaming Control Agency ha ribadito l’illegalità di queste piattaforme e l’inadeguatezza delle norme attuali, il testo è rimasto fermo per oltre un mese. Il 18 marzo sono arrivati gli emendamenti sulle sanzioni. Due giorni dopo, il 20 marzo, è arrivato il via libera della Camera.
HB 1226: stretta sul gioco illegale online
Parallelamente l’HB 1226, il Maryland Illegal Online Gambling Enforcement Act, punta direttamente al contrasto del gioco online non autorizzato. Oltre alla gestione delle piattaforme illegali, il testo vieta anche qualsiasi forma di supporto ad esse, come operatori, affiliati, fornitori di traffico e processori di pagamento.
Il provvedimento rafforza i poteri del procuratore generale e dei pubblici ministeri, che potranno intervenire con ingiunzioni e blocchi di accesso per gli utenti nello Stato. Un aspetto particolarmente importante è che ogni singola puntata illegale verrà considerata un reato a sé, con un effetto cumulativo sulle sanzioni. A questo si aggiungono il sequestro dei proventi e possibili pene detentive. Il testo è stato approvato il 23 marzo, ultimo giorno utile prima della scadenza interparlamentare, con 134 voti favorevoli e 2 contrari.

Ora la partita passa al Senato
C’è poi un terzo provvedimento collegato, l’HB 518, approvato all’unanimità dalla Camera il 18 marzo e ora all’esame della Commissione Bilancio e Tassazione del Senato.
Anche in questo caso, il tema non è nuovo. Già a gennaio il Senato aveva discusso l’SB 112, una versione gemella dell’HB 295, senza però arrivare al voto. E lo scorso anno era stata proprio la stessa assemblea ad approvare una norma simile, poi fermata alla Camera. La sessione legislativa si chiuderà il 13 aprile.
Se il Senato darà il via libera all’HB 295 o all’HB 1226, il Maryland si allineerà all’Indiana, che ha adottato una legge analoga a inizio marzo, e ad altri sei Stati che negli ultimi mesi hanno scelto di intervenire sul fenomeno. fp/AGIMEG

