Nel 2023 gli operatori non autorizzati hanno conquistato il 71% del mercato europeo del gioco online, pari a oltre 80 miliardi di euro, contro i 33,6 miliardi del settore regolamentato. In Italia il mercato nero vale circa 20 miliardi l’anno e continua a crescere nonostante i più di 11.400 siti oscurati da ADM e le centinaia di sequestri effettuati dalle forze dell’ordine.
Il predominio del gioco illegale in Europa
Secondo il report di Yield Sec, il mercato europeo del gioco online è ormai in gran parte sottratto al circuito regolamentato. Nel 2023 gli operatori illegali hanno intercettato 80,6 miliardi di euro, pari al 71% del totale, mentre i concessionari autorizzati si sono fermati a 33,6 miliardi. Il valore complessivo del comparto ha così raggiunto i 114,3 miliardi di euro, con un incremento del 46% rispetto al 2022.
Quello che desta maggiore preoccupazione è la crescita più rapida del gioco irregolare rispetto a quello legale: il GGR illegale è aumentato del 53%, mentre quello regolamentato si è fermato al +30%.
81 milioni di cittadini coinvolti e 20 miliardi di tasse “perdute”
La fotografia tracciata dal report mostra anche l’impatto sociale. Nel 2024, il 92% dei contenuti legati al gioco online visualizzati dagli utenti europei proveniva da siti senza licenza. Praticamente 81 milioni di cittadini dell’Unione, pari al 18% della popolazione, hanno interagito con piattaforme illegali.
L’effetto si è fatto sentire anche sui bilanci pubblici. Secondo Yield Sec, i governi dell’UE hanno perso 20 miliardi di euro di gettito fiscale nel 2024 a causa della migrazione dei giocatori verso operatori non autorizzati.
Differenze tra le aree europee
Il peso del gioco illegale varia a seconda delle aree geografiche. L’Europa orientale risulta la più vulnerabile, con l’82% dei 35,5 miliardi di euro di entrate dal gioco online riconducibili a operatori irregolari. Nell’Europa occidentale la quota scende al 72%, pari a 44,3 miliardi di euro. L’Europa meridionale, che comprende anche l’Italia, si attesta al 58%, mentre l’Europa settentrionale raggiunge il 55%.
In tutte le macroaree, dunque, il gioco illegale risulta maggioritario, con conseguenze dirette per gli operatori legali, per le casse pubbliche e per la tutela dei giocatori.
Il divario competitivo: per ogni euro legale, 2,40 all’illegale
Lo squilibrio tra mercato regolamentato e mercato nero è ormai evidente. Per ogni euro generato dagli operatori autorizzati, gli illegali ne incassano 2,40. Questo meccanismo, definito nel report come “effetto torre Jenga”, indebolisce progressivamente il comparto regolamentato, vincolato da restrizioni su bonus, pubblicità e maggiori obblighi di compliance, mentre favorisce le piattaforme senza licenza, libere da regole e in grado di offrire promozioni aggressive.
Le strategie degli operatori non autorizzati
Gli operatori illegali hanno affinato tecniche sempre più sofisticate per attrarre clienti:
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bonus e promozioni fuori scala, impossibili da replicare per i concessionari legali;
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registrazioni immediate senza controlli di identità e limiti di deposito facilmente aggirabili;
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utilizzo di criptovalute e prediction markets, molto diffusi soprattutto tra i più giovani;
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sfruttamento di social media come TikTok, Twitch e Instagram per veicolare offerte e link diretti ai siti;
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ricorso a recensioni false e all’uso di bandiere nazionali e loghi bancari per dare credibilità;
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persino l’impiego di deepfake di celebrità per simulare endorsement e attirare nuovi utenti.
L’Italia, un mercato nero da 20 miliardi
In Italia il fenomeno ha un peso significativo. Le stime parlano di un giro d’affari di circa 20 miliardi di euro l’anno generato dal gioco illegale, tra online e rete fisica parallela.
ADM ha intensificato l’azione di contrasto attraverso la black list dei siti non autorizzati, che conta oggi oltre 11.400 domini oscurati, di cui circa 840 solo nel 2025. Parallelamente, la Guardia di Finanza e le altre forze di polizia hanno moltiplicato i controlli sul territorio.
L’allarme degli esperti
Per Ismail Vali, fondatore di Yield Sec, il crimine organizzato continuerà a prosperare finché non ci sarà un approccio comune: “Serve collaborazione tra governi, regolatori e operatori legali. Senza monitoraggio ed enforcement mirati, il settore regolamentato rischia di perdere terreno e i cittadini di restare privi di tutele reali”. sb/AGIMEG

