Home Attualità Fusini (Ascom Bergamo): “Meno slot nei locali non significa meno gioco ma spostamento verso il canale online. Locali fisici di gioco presidio di legalità”

Fusini (Ascom Bergamo): “Meno slot nei locali non significa meno gioco ma spostamento verso il canale online. Locali fisici di gioco presidio di legalità”

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La riduzione dei terminali di gioco nei locali pubblici non coincide con un reale calo del gioco: la diminuzione degli apparecchi fisici nei bar nasconde una migrazione del fenomeno verso le piattaforme digitali. È quanto sottolineato da Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo.

Dallo spazio pubblico al controllo privato: le ragioni del cambio di rotta

Il progressivo arretramento delle slot dagli esercizi commerciali è guidato da una combinazione di fattori normativi ed economici:

Questa contrazione dell’offerta fisica ha spostato la domanda verso il canale online. “Il gioco lecito sta traslocando da quella che è l’azione nel punto di vendita al gioco online”, ha detto. A differenza del locale pubblico, la fruizione tramite smartphone elimina ogni forma di visibilità sociale e rende quasi impossibile l’intercettazione precoce di comportamenti problematici legati al Disturbo da gioco d’azzardo (DGD). “La gente non smette di giocare solo perché trova meno slot nei locali. Le opportunità online stanno sempre più aumentando, e non sembrano affatto arrestarsi”, prosegue Fusini.

Ascom Bergamo: il ruolo dei locali pubblici come presidio territorialeslot machineslot machine

Secondo la ricostruzione di Ascom Bergamo – come riporta Bergamo News -, i punti vendita autorizzati rappresentano una forma di tutela per il sistema economico e sociale:

Per rafforzare la funzione preventiva dei punti vendita, Ascom promuove percorsi formativi per i gestori, incontri informativi sul rispetto delle regole del gioco lecito e il coordinamento del codice etico provinciale insieme ad APS.

“Noi abbiamo sempre sostenuto la difesa del gioco lecito nelle attività commerciali – spiega Fusini -. Perché avevamo sempre paventato il rischio che togliere il gioco lecito da luoghi presidiati non mettesse in condizione il nostro sistema di tenere monitorato il consumo di gioco e soprattutto il pagamento di quelle che sono le tasse e le imposte che ne derivano”.

La contraddizione sistemica e le prospettive di contrasto

Il trasferimento del fenomeno sulla rete sposta l’attenzione sulle responsabilità delle istituzioni. Il ruolo dello Stato evidenzia un’ambivalenza strutturale: da un lato incassa il gettito fiscale generato dal gioco, dall’altro è chiamato a finanziare gli interventi socio-sanitari per la cura delle dipendenze.

Le cifre della spesa netta registrate nel 2025 confermano che l’attenzione non può limitarsi al conteggio degli apparecchi rimossi dai locali. La vera sfida per la tutela della salute pubblica si combatte oggi sull’accessibilità continua e privata offerta dai dispositivi digitali.

“Bisogna cercare di concentrarsi maggiormente sul contrasto al gioco online, poiché è lì che è complicato far desistere il giocatore”, ha aggiunto. “Il rischio – continua – è concentrarsi sull’oggetto che scompare invece che sul comportamento che cambia forma. Perché mentre un apparecchio può essere rimosso, l’offerta di gioco può continuare a raggiungere lo stesso giocatore attraverso altri canali, con modalità diverse e molto meno visibili”.

La nostra comunità si deve interrogare, non su quanto si vede, ma su quello che è il vero problema”, ha concluso. cdn/AGIMEG

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