A Milano presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, si è svolto il Forum Nazionale Antiriciclaggio 2025 – organizzato dalla European School of Banking Management e dalla Scuola Italiana Antiriciclaggio&Compliance – in cui istituzioni, professionisti e soggetti obbligati si sono potuti confrontare sulle nuove sfide della compliance antiriciclaggio.
In questa occasione è intervenuto anche Gianluca Tannoia, direttore di Betpoint, che ha dichiarato: “Si tratta di un tema che Betpoint non considera soltanto tecnico, ma anche culturale. Nel settore del gioco a distanza siamo abituati a parlare di dati, di tecnologia, di automatismi. Ma oggi ci viene richiesto che dietro un alert ci sia una scelta consapevole, un’interpretazione umana. Oggi vorrei raccontarvi come, nel nostro comparto, stiamo passando dal segnale alla segnalazione: da un dato che appare, a un’informazione utile.
Il contesto in cui operiamo è complesso: da un lato, il volume transazionale del gaming online è elevatissimo, con migliaia di operazioni al secondo; dall’altro, il rischio di riciclaggio è “teoricamente reale”, seppure sempre più spesso confinato in fenomeni di entità e modalità tutto sommato poco rilevanti. Per ottenere SOS realmente utili, la vera sfida che si presenta davanti a noi è imparare sempre più a distinguere il “rumore” dal segnale, e fare emergere segnalazioni che siano rilevanti, fondate e investigabili.
In questo contesto – ha aggiunto -, “segnale” significa “potenziale anomalia”: un movimento, un comportamento, un dato che si discosta da un concetto di “normalità” e/o di “ragionevolezza. Ma nel nostro settore, forse più che in ogni altro tra quelli interessati dalla normativa AML, ogni segnale ha bisogno di essere interpretato, contestualizzato, tradotto. E solo quando assume un profilo di sospetto consapevole e fondato, il segnale diventa segnalazione e assume valore operativo e informativo. Negli ultimi anni i concessionari di gioco a distanza hanno vissuto una vera evoluzione strutturale e culturale. Abbiamo imparato a integrare tecnologia, competenze umane e visione sistemica che metta in relazione tutti gli attori della filiera antiriciclaggio. Ora ci attende il salto di qualità per fare in modo che le nostre segnalazioni non siano il frutto di automatismi, ma di un processo intelligente e qualificato di analisi del rischio.
La mia riflessione oggi si articola in tre passaggi: i presidi essenziali nei concessionari di gioco a distanza; i processi che generano gli alert e li trasformano in una segnalazione; gli accorgimenti utili a rendere le segnalazioni più efficaci“, ha specificato.
Presidi essenziali nei concessionari online
“Affinché un concessionario per la raccolta di giochi pubblici a distanza trasformi segnali in segnalazioni realmente utili, un concessionario deve dotarsi di presidi ben strutturati e sinergici. E’ essenziale che la tecnologia incontri il giudizio umano. I sistemi generano alert ma è l’analista AML che dà un senso all’anomalia, ricostruendo contesto e finalità delle operazioni. I presidi descritti di seguito rappresentano la rete sensoriale del concessionario: da qui nasce il segnale”, ha detto.
“Servono procedure chiare, ruoli e responsabilità ben definiti, e formazione specialistica continua sui fenomeni di riciclaggio nel gaming e sugli schemi comportamentali emergenti. È fondamentale che la prima linea di difesa includa analisti qualificati dotati di conoscenza delle logiche e caratteristiche di ogni verticale di prodotto e dei meccanismi sottesi agli strumenti di pagamento e che tali aree siano poi coordinate da un Team Antifrode/AML specializzato nel gaming che effettua il monitoraggio dei conti di gioco su un livello più elevato.
Il profilo di rischio del giocatore va aggiornato costantemente per tutta la durata del rapporto in base al comportamento effettivo: frequenza, entità delle giocate, correlazioni tra giochi e modalità di pagamento. Lo stesso principio deve estendersi anche alle singole operazioni, avendo riguardo alle caratteristiche peculiari di ciascun singolo prodotto di gioco e/o di ciascun singolo mezzo di pagamento. In altre parole, il rischio non è un concetto statico, ma un indicatore dinamico che evolve insieme al comportamento del giocatore. Il presidio più efficace è quello che evolve con il rischio.
Completano i presidi del concessionario di giochi pubblici l’integrazione di questi ultimi con piattaforme esterne di fornitori qualificati, al fine di reperire informazioni riguardanti l’appartenenza dell’utente a PEP, blacklist, liste sanctions, ecc. In caso di offerta multicanale risulta molto utile la condivisione dei dati tra i diversi canali di raccolta se interoperabili, per ricostruire relazioni cross-platform.
Vanno definiti con chiarezza e ragionevolezza gli alert e il relativo workflow utili all’investigazione interna. E’ utile prevedere meccanismi di triage strutturati che consentano di archiviare pratiche derivanti da alert non meritevoli di approfondimento, pur garantendo sempre la tracciatura delle decisioni assunte. Devono essere adottate regole e procedure pensate per lo specifico settore dei giochi pubblici che tengano conto, ad esempio, del ciclo di vita del cliente, delle modalità di deposito e prelievo dal conto di gioco, del behaviour del giocatore, delle sue interazioni con le strutture aziendali preposte al contatto con i clienti. E’ importante altresì implementare sistemi di alert che individuino tempestivamente i diversi potenziali fattori di anomalia, inclusi gli eventuali cambiamenti improvvisi nel comportamento del giocatore nel tempo. Si parte da uno screening dei comportamenti automatizzato per passare subito dopo ad una analisi soggettiva, qualitativa e imprescindibilmente manuale. La strategia ideale presuppone anche la predisposizione di una integrazione diretta tra l’alert, i successivi approfondimenti e la SOS, con la redazione di una scheda completa da presentare all’unità interna di segnalazione contenente tutte le informazioni necessari. L’alert è il punto di partenza, non di arrivo. La vera differenza sta in ciò che avviene dopo: come il segnale viene letto, filtrato e trasformato in conoscenza”, ha aggiunto.
L’interpretazione: il momento umano del processo AML
“Non è sufficiente generare alert: ciò che misura la validità di un sistema AML è la sua capacità di produrre segnalazioni credibili e utili per le autorità competenti. Per far ciò è indispensabile che la tecnologia incontri il giudizio umano. I sistemi generano alert, ma è l’analista AML che dà senso all’anomalia, ricostruendo contesto e finalità delle operazioni. Questo lavoro non è meccanico: richiede esperienza, conoscenza dei prodotti e degli schemi comportamentali, coerenza logica e sensibilità investigativa”, ha detto.
“Una volta completato il processo di validazione, la Segnalazione di Operazione Sospetta non è più un mero obbligo formale: diventa un atto di collaborazione attiva con il sistema Paese. L’obiettivo non è “quante SOS inviamo”, ma quanto valore informativo contengono. Una segnalazione ben costruita consente alle Autorità di collegare fatti, soggetti e flussi finanziari in modo rapido e investigabile. E soprattutto riduce il rumore, migliorando la capacità collettiva di leggere i fenomeni emergenti. In questa prospettiva, i concessionari di gioco a distanza sono oggi fornitori di intelligenza AML, non solo soggetti vigilati. Il nostro contributo si misura non nella quantità, ma nella capacità di generare conoscenza utile”, sottolinea.
“Tra gli accorgimenti per rafforzare l’efficacia delle segnalazioni:
- Esplicitare nella SOS il “narrativo logico”: spiegare perché l’anomalia è sospetta e quali elementi oggettivi la supportano.
- Puntare alla selettività, non alla quantità: meglio meno segnalazioni, ma con contenuto fondato e strutturato che agevoli l’attività investigativa dell’UIF o dell’Autorità. Non facciamoci prendere dalla paura di “non segnalare”.
- Includere elementi utili all’indagine: relazioni temporali, controparti, coordinate, descrizioni contestualizzanti.
- Inviare SOS supplementari quando emergono nuovi elementi dopo l’invio iniziale.
- Valutare il feedback qualitativo (quando disponibile) per aggiornare regole e modelli.
L’obiettivo finale è che la SOS arrivi come un “pacchetto investigativo” ben confezionato, non come un segnale da decifrare. “Dal segnale alla segnalazione” significa passare: all’automatismo all’interpretazione, dal controllo all’intelligenza; dall’obbligo alla collaborazione consapevole. Nel gioco a distanza, la tecnologia consente di vedere tanto ma è l’uomo, con la sua capacità di analisi, che trasforma il dato in conoscenza e la conoscenza in valore”, ha specificato.
“L’antiriciclaggio non è più solo un requisito regolamentare, ma una funzione strategica di fiducia e credibilità per l’intera industria. E il comparto dei giochi pubblici — se ben presidiato — può essere non solo conforme, ma utile al sistema Paese, contribuendo in modo concreto alla prevenzione dei rischi e alla trasparenza del circuito legale.
Ecco perché oggi, quando parliamo di segnalazioni, non parliamo più solo di obblighi, ma di intelligenza collettiva. Ogni segnale che interpretiamo, ogni anomalia che traduciamo in conoscenza, è un passo avanti verso un sistema più trasparente e più credibile.
In fondo, il nostro lavoro è proprio questo: ascoltare i segnali, capirne il senso e trasformarli in valore. Perché dietro ogni alert può esserci un rischio, ma anche l’occasione di rendere il sistema più forte — per il comparto, per le Autorità, e per tutto il mercato dei giochi pubblici regolamentato”, ha concluso. cdn/AGIMEG










