Home Attualità Gioco online, il 16 aprile attesa la sentenza UE sul caso Malta-Germania

Gioco online, il 16 aprile attesa la sentenza UE sul caso Malta-Germania

È attesa per il 16 aprile la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-440/23, procedimento che potrebbe avere riflessi rilevanti sul contenzioso tra giocatori tedeschi e operatori di gioco online con licenza maltese.

Il caso nasce dall’azione promossa davanti al tribunale civile di Malta dal cessionario di un giocatore residente in Germania, che chiede la restituzione delle somme perse su piattaforme gestite da European Lotto and Betting Ltd e Deutsche Lotto Und Sportwetten Ltd, società con sede a Malta e autorizzate dalla Malta Gaming Authority, ma prive, all’epoca dei fatti, di licenza tedesca. Secondo la tesi dell’attore, i giochi erano stati offerti in Germania in violazione della normativa nazionale, con conseguente nullità del contratto di gioco e diritto alla restituzione delle somme puntate.

Le società convenute hanno opposto due linee difensive. La prima sostiene che la normativa tedesca restrittiva sul gioco online non dovrebbe essere applicata perché incompatibile con la libera prestazione dei servizi garantita dall’articolo 56 del Trattato sul funzionamento dell’UE. La seconda afferma che la domanda di rimborso costituirebbe un abuso del diritto dell’Unione.

Le conclusioni dell’Avvocato generale

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Nelle conclusioni depositate nella causa, l’Avvocato generale propone alla Corte di dichiarare ricevibili le questioni pregiudiziali e chiarisce un punto centrale: i giudici di uno Stato membro, in questo caso quelli maltesi, possono esaminare in via preliminare la compatibilità con il diritto UE delle norme di un altro Stato membro, nella specie quelle tedesche, quando ciò sia necessario per decidere una controversia civile.

Sul tema dell’abuso del diritto, le conclusioni escludono che il principio UE possa impedire, di per sé, al consumatore di agire per ottenere la restituzione delle somme perse. Secondo l’Avvocato generale, una simile azione si fonda sul diritto nazionale applicabile al contratto e non costituisce, in quanto tale, un uso abusivo del diritto dell’Unione.

Resta ora da vedere se la Corte seguirà questa impostazione. La decisione del 16 aprile è attesa con particolare attenzione, perché potrebbe incidere su numerose cause analoghe avviate in Germania e Austria contro operatori maltesi del gioco online. sm/AGIMEG

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