L’Associazione As.Tro ha inviato una lettera di replica al Direttore responsabile del quotidiano Torino CronacaQui, in riferimento all’articolo apparso sull’edizione del 1° marzo scorso, dal titolo “L’allarme di Libera: il Piemonte è malato di ludopatia in un anno spesi più di 9 miliardi”. Al centro della replica i dati sulla ludopatia e le cifre sulla spesa legata al gioco.
Critica ai dati sulla diffusione della ludopatia
- L’articolo pubblicato il 1° marzo 2026 affermava che circa 1,5 milioni di italiani (il 3% degli adulti) sono affetti da dipendenza da gioco.
- As.Tro sottolinea che in Italia manca una banca dati ufficiale e quindi non si può sapere con certezza come sia stato calcolato quel numero.
- L’associazione ha condotto un’indagine accedendo ai dati delle Aziende Sanitarie, scoprendo che circa 20.000 persone sono in cura per ludopatia a livello nazionale.
- La differenza enorme tra i 20.000 in cura e i 1,48 milioni stimati suggerisce che il dato pubblicato nell’articolo potrebbe essere eccessivamente gonfiato o calcolato senza un metodo trasparente.
- La replica invita quindi a rendere pubblica la metodologia usata per arrivare a quel numero di 1,5 milioni.
Critica ai dati sulla spesa totale
- Per quanto riguarda, invece, la spesa sostenuta dai giocatori, le cifre riportate scontano il vizio d’origine di indicare come “spesa” l’importo complessivo delle somme puntate dai giocatori senza sottrarre le somme restituite ai giocatori a titolo di vincite.
- nella Regione Piemonte, nel 2024, la spesa totale per il gioco (canale fisico + canale on line) ammontava ad 1,34 miliardi di euro e non a 9 miliardi di euro come riportato nell’articolo (e nel titolo). La spesa nel canale fisico è stata di 1,05 miliardi e non di 4,5 miliardi. La spesa nel canale on line è stata di 284 milioni e non di 5,25 miliardi.
- sulla base dei dati corretti, quindi, la spesa annua pro capite riguardante entrambi i canali di gioco è stata, nel 2024, pari a 315,28 euro (0,86 euro al giorno) e non a 2.232 euro come riportato nell’articolo;
- nella Provincia di Torino sono stati spesi per il gioco (canale fisico + canale on line), 701,4 milioni e non 2,17 miliardi, come riportato nell’articolo. La spesa annua pro capite nella provincia di Torino ammonta, pertanto, a 318 euro (0,87 euro giornalieri) e non a 2.347 euro come riportato nell’articolo.

Rifiuto di associarli a criminalità
- L’associazione respinge anche l’accusa di equiparare gli operatori del gioco lecito a organizzazioni criminali.
- Sottolinea che la maggior parte degli operatori è composta da imprenditori onesti.
- Riconosce che ci sono infiltrazioni criminali, ma afferma che questo non giustifica la diffamazione di tutto il settore.
- Paragona la situazione ad altri settori (come edilizia o ristorazione) che, pur avendo infiltrazioni, non vengono considerati criminali nel loro insieme.
Appello al rispetto dei dati e al confronto costruttivo
As.Tro conclude dicendo che, per un sistema di gioco pubblico più efficace, bisogna basarsi su dati corretti e non su informazioni gonfiate o diffamatorie. Si mette, infine, a disposizione per ulteriori approfondimenti, chiedendo che le discussioni siano fondate su dati obiettivi.
“In conclusione, riteniamo che in questa fase di riordino del sistema del gioco pubblico legale qualsiasi posizione potrà risultare utile al confronto purché sia basata su dati corretti e non utilizzi l’arma della diffamazione per sostenere le proprie, pur legittime, battaglie politiche”, conclude.
QUI il testo integrale della lettera. cdn/AGIMEG

