Home Attualità Forum delle Associazioni Familiari, a Roma esperti e istituzioni: gli interventi del convegno “Scommettere sul futuro”

Forum delle Associazioni Familiari, a Roma esperti e istituzioni: gli interventi del convegno “Scommettere sul futuro”

Si è svolto questa mattina a Roma, nella Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, il convegno “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari.

L’iniziativa ha messo a confronto rappresentanti del mondo ecclesiale, studiosi, amministratori locali e parlamentari sulle ricadute sociali del gioco e sulle strategie di regolamentazione del settore, in un momento in cui il dibattito sul riordino è al centro dell’agenda politica. Tra gli interventi della mattinata quelli del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, del professor Maurizio Fiasco (ALEA) e di Andrea Bosi, vicepresidente di Avviso Pubblico.

Cardinale Zuppi (CEI)

Il Cardinale Matteo Maria Zuppi ha aperto il suo intervento ringraziando il Forum e richiamando l’importanza del lavoro comune: “Una delle cose in cui ci indeboliamo tutti è non saper lavorare insieme, ed è pericoloso quando le battaglie sono così importanti e decisive”. 

Zuppi ha poi messo in guardia da approcci minimali: “C’è il ragionamento per cui ci accontentiamo di dire: fallo, però stai attento. Che sia sufficiente questo, direi proprio di no. Una buona parte del gioco è digitale, ed è quella più invisibile e più pericolosa”.

Da qui l’appello alla politica: “Su certi temi bisogna recuperare uno spirito costituente. Bisogna trovare qualcosa che sia di tutti, lì è il nodo. Qui ci si gioca la dignità della famiglia, delle persone e anche delle istituzioni”.

Il Cardinale ha citato l’enciclica e il suo passaggio sulle dipendenze digitali: “L’esposizione precoce e non mediata ai dispositivi digitali incide negativamente su sonno, attenzione, regolazione emotiva e relazioni. Piattaforme e servizi sono progettati per catturare il tempo e lo sguardo degli utenti, sfruttandone le fragilità e indebolendo la libertà interiore. Chi progetta o finanzia questi sistemi assume una responsabilità morale che non può essere elusa”. La conclusione è un auspicio: “Che la politica sappia prendere scelte forti, chiare, comuni e trasversali per combattere l’azzardo e liberare la vita di tanti”.

Fiasco (ALEA)

Il professor Maurizio Fiasco (ALEA) ha spiegato come l’ingresso delle famiglie nel dibattito cambi la prospettiva: “Cambia il rapporto con un dispositivo che vuole il gioco responsabile come questione che riguarda il singolo, rispetto a un progetto industriale che si chiama fuori da ogni responsabilità. Quando il focus si sposta sul sistema danneggiato, che è la famiglia, diventa difficile continuare a proporre questo dispositivo”.

Il sociologo ha denunciato il rischio di normalizzazione del fenomeno: “Sono vent’anni che c’è un allarme, ma non c’è una recessione. Nella sedicesima legislatura avevamo 130 deputati e senatori di tutti i partiti che volevano una regolamentazione diversa, adesso si contano sulle dita di una mano. Si è creato un triangolo decisionale tra governo, industria e interessi economici locali che bypassa il processo delineato dalla Costituzione”.

Fiasco ha quindi fornito i numeri del settore: “Il gioco responsabile è praticato in Italia da 13 milioni di persone che danno allo Stato poco più di un miliardo. I 10 miliardi che si aggiungono arrivano dagli abitudinari e dai patologici”.

Bosi (Avviso Pubblico)

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Andrea Bosi, vicepresidente di Avviso Pubblico, rete che riunisce 630 enti locali, ha posto l’accento sul legame tra gioco legale e fenomeni illegali: “Due reati su tutti, l’usura e il riciclaggio. Con 165 miliardi di euro di raccolta non si può immaginare che questi reati non siano correlati a un fenomeno di tali dimensioni. Durante la chiusura per il Covid tutti i reati sono calati tranne due: le denunce per usura e le segnalazioni per riciclaggio”.

Sul riordino del settore, Bosi ha difeso il ruolo dei territori: “In 15 anni regolamenti e ordinanze dei comuni e leggi regionali sono stati confermati da TAR e Consiglio di Stato di fronte a centinaia di ricorsi delle lobby. Oggi quell’esperienza positiva del distanziometro e delle ordinanze sugli orari sembra venire calpestata”. 

L’ex assessore ha infine portato l’esperienza di Modena: “Avevamo 29 esercizi esclusivamente dedicati al gioco, sei anni dopo erano otto. Modena è stato l’unico comune dove è calato sia il gioco online sia quello fisico su slot e VLT”. fp/AGIMEG

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