L’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha riunito istituzioni, autorità di controllo e operatori del settore del gioco per affrontare uno dei temi più critici per l’industria e per la tutela dell’integrità economica: la lotta al riciclaggio di denaro.
Due appuntamenti presso la Banca d’Italia – un seminario di carattere più ampio al mattino e una conferenza focalizzata sulla qualità delle segnalazioni nel pomeriggio – hanno delineato sfide, criticità e possibili linee operative per rafforzare la compliance antiriciclaggio nel comparto.
Un mercato da 157 miliardi sotto la lente
Nel corso del seminario inaugurale, il direttore dell’UIF Enzo Serata ha ricordato come il settore del gioco, fisico e online, rappresenti un mercato annuale di circa 157 miliardi di euro e resti «particolarmente esposto ai fenomeni criminali». Nonostante il gettito generato per lo Stato e l’importanza economica del comparto, la rilevanza dei rischi di riciclaggio è confermata dall’analisi nazionale dei rischi e dalle dinamiche dei flussi finanziari collegati alle attività di gioco.
Serata ha evidenziato come dopo una riduzione delle segnalazioni nel 2024, il primo semestre del 2025 abbia registrato una crescita significativa (+37%) delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS), segno di una maggiore attenzione verso qualità e tempestività del reporting.
Il nuovo quadro normativo europeo
Una parte centrale del seminario è stata dedicata alle novità normative europee. La funzione dei fornitori di servizi di gioco – sia fisico che online – come soggetti obbligati agli adempimenti AML è stata ribadita anche dal Regolamento UE 16/24/2024, che rafforza il ruolo dell’Autorità europea antiriciclaggio (AMLA) con poteri di supervisione e coordinamento delle autorità nazionali.
Rischi specifici nel settore del gioco
Durante gli interventi tecnici dell’UIF, sono emersi profili di rischio distinti tra canale online e rete fisica di gioco. Per il primo, la vulnerabilità è legata a fenomeni come furto d’identità, uso di strumenti di pagamento poco tracciabili e pratiche come il betting exchange che complicano l’identificazione dei flussi. Nel gioco fisico, l’utilizzo del contante e la frammentazione dei punti vendita aumentano la possibilità di infiltrazioni criminali.
Le ispezioni UIF effettuate nel corso dell’ultimo anno hanno evidenziato carenze significative nell’adeguata verifica dei clienti, nella profilazione del rischio e nel monitoraggio delle transazioni. In un caso, una parte della Guardia di Finanza ha identificato 400 utenti senza corretta identificazione, insieme a operazioni sospette non segnalate.
Qualità delle segnalazioni
Nel pomeriggio, la conferenza ha concentrato l’attenzione sulla qualità delle segnalazioni di operazioni sospette, un nodo cruciale per rendere il sistema antiriciclaggio efficace. La Dott.ssa Anna Maria Antonietta Carriero dell’UIF ha illustrato l’evoluzione nel tempo del contributo informativo degli operatori: dal 2020, la maggior parte delle segnalazioni proviene dal gioco online.
USP fondamentale del nuovo approccio è lo strumento Quasar, destinato a classificare e confrontare la qualità delle segnalazioni su base di indicatori di rischiosità e fenomeni associati, rendendo possibile una valutazione più efficace dell’utilità informativa delle SOS.
Durante gli interventi tecnici, sono state individuate criticità frequenti nelle segnalazioni trasmesse: molte riguardano soggetti indagati senza reali elementi di operatività sospetta, altre ripetono informazioni già note o sono inviate in ritardo (oltre 120 giorni), riducendo la loro efficacia ai fini investigativi.
Linee guida e proposte operative
Per migliorare il reporting, gli esperti hanno sottolineato l’importanza di inserire informazioni rilevanti e precise nei modelli SOS: dettagli sui collaboratori, ubicazione degli esercizi di gioco, legami tra soggetti coinvolti nelle operazioni, e specifiche sui metodi di pagamento.
La tavola rotonda con grandi operatori come Lottomatica e Sisal ha evidenziato come gli investimenti tecnologici (IT, scoring automatico, machine learning) e la formazione del personale siano strumenti chiave per generare segnalazioni più mirate e informative, riducendo il rumore informativo e aumentando il valore investigativo dei dati trasmessi.

Sfide strutturali e prospettive
Tra le principali sfide emerse dal confronto vi sono l’asimmetria informativa tra operatori del gioco e istituti finanziari, la carenza di strumenti digitali di tracciabilità nel gioco retail e la difficoltà di monitorare pagamenti non riconducibili direttamente al titolare del conto di gioco.
Il direttore Serata ha concluso ribadendo che UIF e settore privato condividono gli stessi obiettivi nella lotta alle infiltrazioni criminali. Una maggiore qualità delle segnalazioni, insieme a strumenti normativi chiari e a un dialogo continuo tra istituzioni e operatori, costituisce un passo fondamentale verso una migliore governance del rischio di riciclaggio nel mercato del gioco. lb/AGIMEG

