Dal gioco responsabile ai controlli sui PVR, mentre il MEF punta a verifiche più efficaci e al recupero del gettito: tutelare il sistema è indispensabile, ma servono chiarezza, proporzionalità e certezza delle regole. Il gioco pubblico legale è certamente uno dei settori maggiormente regolamentati e controllati del sistema economico italiano.
Tutela dei minori, gioco responsabile, antiriciclaggio, tracciabilità, sicurezza e protezione del consumatore sono obiettivi imprescindibili. Ma proprio un settore così complesso necessita, più di altri, di regole chiare, interpretazioni uniformi e controlli proporzionati.
Il rischio, altrimenti, è quello di porre concessionari e migliaia di PVR in una condizione quasi permanente di difesa, proprio perché rappresentano la parte del mercato identificata, autorizzata e, dunque, più facilmente controllabile.
Gioco responsabile e comunicazione: occorre distinguere
Un esempio particolarmente attuale riguarda la comunicazione nel gioco responsabile, tema che, soprattutto negli ultimi mesi, sta assumendo crescente rilevanza anche sul piano giudiziario, alimentando contenziosi e interpretazioni non sempre uniformi.
In questo contesto si inseriscono le linee guida e i più recenti orientamenti dell’AGCOM che, anche alla luce delle indicazioni emerse in sede giudiziaria, introducono una distinzione importante tra pubblico indistinto e giocatore già registrato.


L’Autorità prende in considerazione l’area riservata delle piattaforme, alla quale accedono utenti maggiorenni e già praticanti il gioco, arrivando a prospettare per questi ultimi «un livello di tutela richiesto minore» rispetto alle comunicazioni diffuse erga omnes.
Non significa, evidentemente, che dopo il login tutto sia consentito. Significa però che destinatario, contesto e modalità della comunicazione devono essere valutati concretamente.
Una cosa è raggiungere un cittadino estraneo al gioco con un messaggio capace di indurlo a registrarsi e iniziare a scommettere; altra cosa è comunicare con un maggiorenne che ha già aperto un conto, è stato identificato e accede volontariamente alla propria area di gioco. Un principio semplice: prima di contestare occorre distinguere.
Giorgetti: più controlli e maggiore attenzione al gettito
Il tema assume ancora maggiore rilevanza alla luce dell’indirizzo tracciato dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per il 2027: rafforzare l’efficacia dei controlli e le attività finalizzate al recupero del gettito anche nel settore dei giochi.
Un obiettivo certamente legittimo, che rende però ancora più importante garantire chiarezza delle regole e uniformità degli accertamenti.Perché il settore conosce anche contestazioni che, dopo mesi o anni, vengono archiviate o annullate. E quando ciò accade, il provvedimento scompare, ma non scompaiono le spese legali, i costi professionali, il tempo impiegato e l’incertezza sostenuta dall’operatore.
Più controlli, quindi, devono significare anche maggiore qualità del controllo.
PVR: un settore che attende ancora risposte
La questione riguarda direttamente anche le migliaia di Punti Vendita Ricariche, ormai parte essenziale della rete territoriale collegata al gioco online.
Proprio mentre si annuncia un’intensificazione dei controlli, il prossimo 24 settembre è attesa un’importante udienza del Consiglio di Stato sul contenzioso relativo all’Albo e alla disciplina dei PVR.
Non si tratta di chiedere meno verifiche. Al contrario: un settore controllato è una garanzia per tutti.
Ma se alcune questioni fondamentali sono ancora oggetto di interpretazioni e pronunciamenti giurisdizionali, diventa ancora più importante evitare che l’incertezza normativa venga trasferita integralmente sull’operatore attraverso la sanzione.
Il paradosso del concessionario legale
A tutto questo si aggiunge una pressione economica crescente.

I concessionari online hanno sostenuto un costo di 7 milioni di euro per ogni nuova concessione, oltre a garanzie, investimenti tecnologici, certificazioni, personale e compliance.
Parallelamente emergono nuove ipotesi di contribuzione legate al mondo dello sport e nuove questioni economiche, come quelle relative ai dati ufficiali delle competizioni.
Ogni misura può avere, singolarmente, una propria giustificazione. È la loro stratificazione che dovrebbe indurre a una riflessione.
Il concessionario legale paga per entrare nel sistema, investe per rimanervi, identifica il giocatore, traccia le operazioni, applica gli strumenti di gioco responsabile ed è sottoposto a controlli continui.
Ed è proprio perché opera alla luce del sole che rischia, paradossalmente, di diventare il destinatario più semplice di ogni nuovo controllo, contestazione, responsabilità o costo.
Servono regole chiare, non meno regole
Nessuno chiede meno controlli. Le violazioni devono essere accertate e sanzionate e la tutela del giocatore deve rimanere centrale.
Ma una contestazione non equivale a una violazione accertata, così come essere sottoposti a controllo non significa essere inadempienti.
Se il 2027 sarà anche l’anno di un rafforzamento dei controlli sul gioco, dovrà essere contemporaneamente l’anno della chiarezza delle regole, della proporzionalità e dell’uniformità della loro applicazione.
Perché esiste un confine che non dovrebbe essere superato:
il gioco legale deve essere controllato, ma non può diventare, proprio perché legale e perfettamente identificabile, il bersaglio più semplice del sistema.
A cura degli Avv.ti Antonella Lo Presti e Davide Giugno

