Home Attualità “Giocare da grandi”, D’Angeli: “Utilizzare slogan e messaggi comuni potrebbe rafforzare la reputazione del comparto e prevenire comportamenti a rischio”

“Giocare da grandi”, D’Angeli: “Utilizzare slogan e messaggi comuni potrebbe rafforzare la reputazione del comparto e prevenire comportamenti a rischio”

Più l’utente è informato, più l’esperienza di gioco è sicura e corretta. È questo il messaggio alla base dell’intervento di Laura D’Angeli, fondatrice dello Studio D’Angeli ed esperta del settore. “La consapevolezza non può che nascere da una corretta informazione, le persone devono essere messe nelle condizioni di comprendere pienamente i prodotti e le esperienze con cui entrano in contatto, che si tratti di social media, videogiochi o gioco con vincita in denaro” ha detto durante il convegno “Giocare da grandi. Generazioni a confronto tra sogni e realismo” promosso da SWG e Brightstar.

“La fiducia dei consumatori è strettamente legata alla capacità degli operatori di mantenere le promesse fatte e di comunicare in modo chiaro gli strumenti di tutela esistenti. Oggi esistono numerosi sistemi di player protection, ma spesso vengono comunicati in modo troppo tecnico o con modalità diverse da operatore a operatore, risultando poco comprensibili soprattutto per le nuove generazioni”.

Giocare da grandi SWG BrightstarGiocare da grandi SWG Brightstar

“Uno dei passaggi fondamentali potrebbe essere la definizione di messaggi informativi più chiari e standardizzati, con slogan e indicatori comuni che rendano immediatamente comprensibili i principi di gioco responsabile e le tutele disponibili per i maggiorenni. Un approccio che potrebbe contribuire non solo a rafforzare la reputazione del comparto, ma anche a prevenire comportamenti problematici attraverso una maggiore consapevolezza dei rischi”.

D’Angeli: “Gli italiani hanno bassa propensione al rischio”

“La bassa propensione al rischio degli italiani emerge anche sul piano economico-finanziario: in media investiamo circa l’11% del patrimonio, contro valori intorno al 30% negli Stati Uniti. Un atteggiamento che si riflette anche nel modo in cui le nuove generazioni affrontano scelte economiche e opportunità legate al digitale”.

“L’immersione in ambienti digitali sempre più complessi rende cruciale il tema della consapevolezza: la velocità delle interazioni online può creare uno scarto tra l’azione e la percezione delle conseguenze. Le decisioni vengono prese in pochi istanti, mentre gli effetti arrivano spesso dopo, e questo divario può aumentare l’esposizione al rischio, soprattutto tra i più giovani” ha concluso D’Angeli. sm/AGIMEG

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