In Giappone, nove agenti della polizia della prefettura di Hyogo rischiano conseguenze penali per presunte puntate su casinò online, vietati dalla legge. La polizia ha inviato i fascicoli ai pubblici ministeri e ha deciso sanzioni interne. Lunedì ha imposto multe e ha sospeso gli agenti per sei mesi. Gli episodi sono avvenuti nel tempo libero, ma l’amministrazione parla di violazione del codice di condotta.
La ricostruzione
Gli investigatori hanno ricostruito gli accessi ai siti tramite dispositivi personali, soprattutto smartphone. Sei agenti provenivano dalla stessa struttura operativa. Il dato indica un possibile “effetto emulazione” dentro un singolo reparto. Tra i casi più gravi c’è un ufficiale di alto grado, sulla ventina. Tra dicembre e giugno ha effettuato accessi ripetuti allo stesso sito. Ha piazzato oltre 3.000 scommesse e ha speso più di 5 milioni di yen (poco più di 27 mila euro). Un collega coetaneo gli avrebbe segnalato la piattaforma.
Gli altri tre agenti lavoravano in unità diverse. Uno era un funzionario sulla trentina del settore investigativo nella sede di Kobe. Il caso alimenta l’allarme per l’immagine del corpo. Un ruolo investigativo richiede standard ancora più rigorosi.
La prefettura affronta anche altri episodi disciplinari. La polizia ha punito nove agenti per condotte durante l’orario di servizio. Tra questi, un ispettore quarantenne ha bevuto alcol e ha giocato a pachinko in turno. La direzione ha sanzionato anche i superiori diretti. Vuole così rafforzare la responsabilità lungo la catena di comando.
Koichi Tsuchiyama, capo dell’ufficio ispettivo, ha definito la situazione grave. Ha parlato di troppi casi in un periodo breve. Ha promesso più formazione sull’etica del lavoro e più controlli interni. L’obiettivo resta chiaro: far rispettare la legge a chi la deve tutelare. sm/AGIMEG










