Sono stati discussi questa mattina al Consiglio di Stato sia la sospensiva sia il merito per il bando di gara del gioco online. Durante la discussione, gli avvocati del collegio difensivo, Maria Teresa Parrelli, Alvise Vergerio De Cesena, Marco Ripamonti e Luca Porfiri, hanno nuovamente insistito per ottenere la sospensione del bando, considerando che il 22 ottobre è la data ultima per la raccolta del gioco e che il 12 novembre scadranno le vecchie concessioni.
Secondo i legali, sarebbe quindi necessario procedere alla migrazione dei conti di gioco, e proprio per evitare questa operazione forzata, con la conseguente cessione obbligata di tutti i conti, hanno chiesto la sospensione del bando.
Nel merito, il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno discutere sul carattere escludente del bando stesso. Per gli avvocati il bando è infatti escludente, in particolare per quanto riguarda la fideiussione d’ingresso e il costo della concessione, fissato a 7 milioni di euro.
L’Avvocatura dello Stato, invece, ha sostenuto che non si tratta di una misura escludente, poiché tutti gli altri operatori avrebbero comunque partecipato. Ma, secondo il collegio difensivo, il fatto che alcuni abbiano partecipato non dimostra affatto l’assenza di elementi escludenti. Un bando è escludente quando non garantisce la convenienza economica a partecipare.
Gli avvocati del collegio difensivo hanno fornito dati, perizie tecniche e analisi economiche per dimostrare che, per i due ricorrenti – Plivio e Sogno di Tolosa – la partecipazione al bando sarebbe stata antieconomica. E non si tratta di una posizione isolata: anche chi ha deciso di partecipare lo ha fatto in una condizione di forzatura, hanno sottolineato gli avvocati, senza la certezza che la concessione possa rivelarsi remunerativa.
A conferma di ciò, tre operatori – Scommettendo, Sportbet e BGame – sono intervenuti ad adiuvandum, cioè a sostegno della tesi difensiva, dimostrando che anche tra i partecipanti esistono forti perplessità. Non è quindi vero, hanno sottolineato gli avvocati, che chi ha aderito lo abbia fatto con leggerezza o con la convinzione che il bando sia corretto: anche i partecipanti lo contestano.
La decisione, sia sulla sospensiva sia sul merito (quindi sull’eventuale annullamento del bando), è attesa nelle prossime 24-48 ore. Si tratta di un esito molto incerto, da cui dipenderanno anche gli sviluppi della discussione sui PVR, relativi alla determinazione del 25 ottobre 2024, che verrà esaminata l’11 dicembre.
La soluzione migliore, secondo il collegio difensivo, sarebbe quella di sospendere il bando in attesa della decisione sui PVR, come hanno formalmente richiesto. sb/AGIMEG









