Home Attualità Gambling Commission: multa da 737 mila euro per l’operatore online Videoslots Limited

Gambling Commission: multa da 737 mila euro per l’operatore online Videoslots Limited

Un operatore di gioco online dovrà pagare 650.000 sterline (circa 737 mila euro) dopo che un’indagine della Gambling Commission ha evidenziato carenze in materia di antiriciclaggio (AML) e responsabilità sociale.

Videoslots Limited – che gestisce i siti videoslots.co.uk, mrvegas.com e megariches.com – riceverà anche un richiamo formale ed è tenuta a sottoporsi a una verifica indipendente da parte di terzi per accertare che le proprie politiche, procedure e controlli su AML e gioco più sicuro siano applicati in modo efficace.

Le violazioni in ambito di responsabilità sociale derivano principalmente dall’eccessiva fiducia in sistemi che non monitoravano in modo adeguato l’attività dei clienti, non riuscendo a individuare situazioni di danno o potenziale danno legato al gioco. L’indagine della Commissione ha accertato che, sebbene i sistemi di monitoraggio impostassero automaticamente per i clienti un limite di deposito mensile, tale limite era calcolato sul mese di calendario e non teneva conto del deposito iniziale del giocatore.

Di conseguenza, un cliente ha perso 5.000 sterline in un mese pur avendo un limite mensile di 3.000, un altro ne ha perse 5.000 in meno di 24 ore con lo stesso limite di 3.000, e un terzo ne ha perse 7.500 in 18 giorni nonostante un limite di 2.000 al mese.

Inoltre, i sistemi di monitoraggio di Videoslots non identificavano in modo efficace i clienti potenzialmente a rischio di problemi di gioco: un cliente, ad esempio, non ha ricevuto alcuna interazione da parte dell’operatore pur avendo perso 6.550 sterline in tre giorni effettivi di gioco nell’arco di due mesi.

Gioco illegaleGioco illegale

Le carenze in materia di antiriclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo includevano lacune nelle politiche e procedure correlate, omissioni nella tenuta dei registri e un’eccessiva dipendenza da un algoritmo per identificare e monitorare i comportamenti dei clienti, risultato in alcuni casi inefficace ai test.

In un caso, un cliente ha effettuato elevati volumi di deposito e gioco in 16 giorni, finanziando il conto tramite voucher digitali prepagati per oltre 75.000 sterline. Dopo l’attività di gioco, i proventi sono stati trasferiti a quattro diversi conti bancari. È emerso inoltre che in alcune occasioni il cliente accedeva al conto da fuori dalla Gran Bretagna.

Nonostante la presenza di numerosi indicatori di alto rischio, il punteggio di rischio AML automatizzato non ha superato la soglia che avrebbe imposto all’operatore di richiedere tempestivamente informazioni sull’origine dei fondi, con conseguenti ritardi inaccettabili nella revisione del conto e assenza di un’efficace due diligence e di un adeguato controllo sul cliente.

Una delle criticità principali era che il sistema di scoring automatico non qualificava l’attività come ad alto rischio, mentre si presumeva che i fondi derivassero da vincite reinvestite, senza però alcuna prova a sostegno del motivo per cui il cliente utilizzasse uno schema di depositi e prelievi così complesso e non necessario.

In un altro caso, il profilo di rischio di un cliente non è stato correttamente innalzato dopo una forte attività di depositi e prelievi nell’arco di un mese. L’operatore si è basato sul fatto che il cliente avesse registrato vincite significative, dando per scontato che il conto fosse alimentato da vincite riciclate, senza effettuare verifiche sufficienti o interazioni idonee a convalidare tale ipotesi.

John Pierce, Director of Enforcement della Commissione, ha dichiarato: “Gli operatori sono tenuti ad avere politiche, procedure e controlli efficaci in materia di responsabilità sociale e antiriciclaggio come condizione per il possesso della licenza di gioco. In questo caso, i limiti di deposito mensili dell’operatore si sono dimostrati inefficaci nella pratica e i controlli AML non sono stati applicati agli standard da noi richiesti”.

“L’indagine ha evidenziato un caso grave in cui voucher digitali prepagati sono stati utilizzati per il gioco senza un controllo adeguato e senza interventi tempestivi. L’eccessiva dipendenza da un algoritmo per il monitoraggio del rischio ha consentito al cliente di effettuare un elevato numero di depositi e trasferire i proventi del gioco verso più conti di destinazione, senza verifiche sufficienti e puntuali né una robusta verifica dell’origine dei fondi”.

“Inoltre, l’accettazione di voucher digitali come metodo di pagamento richiede controlli rigorosi anche sotto il profilo del gioco responsabile, soprattutto quando è possibile acquistare tali voucher tramite credito o criptovalute su siti di terzi”.

Ha proseguito: “I sistemi di pagamento “open-loop” sono intrinsecamente ad alto rischio perché possono consentire depositi anonimi e rendere più difficile la tracciabilità dei fondi. In questo caso, il concessionario non ha implementato interventi tempestivi verso il cliente e non ha condotto una due diligence rafforzata fino al raggiungimento di soglie di spesa molto elevate: tali mancanze non sono accettabili”.

“Gli operatori devono riesaminare il modo in cui gestiscono i sistemi di pagamento open-loop, come i voucher digitali prepagati, nell’ambiente di gioco, perché si tratta di strumenti ad alto rischio che presentano sfide operative in termini di monitoraggio efficace. Sebbene la nostra posizione sull’uso di sistemi di pagamento open-loop non sia cambiata, abbiamo aggiornato sul nostro sito le informazioni sui rischi per riflettere le nostre preoccupazioni riguardo ai voucher digitali”.

Pierce ha concluso: “Oltre alla sanzione pecuniaria e alle misure già adottate da Videoslots per dare seguito alle nostre osservazioni, l’operatore dovrà anche completare una verifica indipendente e ne seguiremo con attenzione gli esiti”. sm/AGIMEG

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