Gambling Commission: 48% degli adulti britannici gioca, mercato da 16,8 miliardi di sterline

Ian Angus, Director of Policy della Gambling Commission, ha illustrato a rappresentanti delle autorità locali il quadro aggiornato del gioco in Gran Bretagna e il ruolo del modello “co-regolatorio” per rendere il settore più sicuro, equo e libero dal crimine. Al centro del suo intervento i nuovi dati sulla partecipazione al gioco, le dimensioni del mercato, il livello dei controlli sui punti fisici e le riforme in corso dopo il White Paper del 2023.

Angus ha richiamato innanzitutto il nuovo Gambling Survey for Great Britain (GSGB), pubblicato in ottobre: si tratta del principale strumento statistico della Commissione, un’indagine su circa 20.000 adulti all’anno, la più ampia al mondo nel suo genere. I dati mostrano che il 48% dei partecipanti di età pari o superiore a 18 anni ha giocato in qualche forma nelle quattro settimane precedenti. Il 38% ha giocato online contro il 29% in presenza, ma gran parte di questo scarto è legato all’acquisto online di biglietti della lotteria. Escludendo le estrazioni del lotto, infatti, il 18% ha giocato in presenza e il 16% online, confermando il ruolo ancora centrale del retail. Le attività più diffuse restano la National Lottery (31%), le altre lotterie benefiche (16%) e i gratta e vinci (13%), seguite dalle scommesse (11%) e dal gioco su fruit machine o slot (5%).

Un secondo pilastro informativo sono le industry statistics appena aggiornate. Nel periodo fino alla fine di marzo 2025 il mercato ha generato un Gross Gambling Yield (GGY, cioè somme giocate meno le vincite) di 16,8 miliardi di sterline, di cui 4,8 miliardi provenienti dai segmenti land-based – sale giochi, scommesse, bingo e casinò. Sul territorio sono presenti 8.234 punti gioco, inclusi 5.825 betting shop. Gli Adult Gaming Centres (AGC) sono 1.451, in lieve aumento (+49) rispetto all’anno precedente, mentre gli operatori autorizzati sono 2.179, un numero in leggera flessione. Mentre il GGY, sia online sia terrestre, è in crescita sull’anno precedente, il numero complessivo di locali mostra un calo moderato, in contrasto con la percezione spesso veicolata da parte dei media.

Angus ha ribadito il valore del modello di co-regolazione introdotto dal Gambling Act 2005, che attribuisce poteri sia alla Gambling Commission sia alle autorità locali: licenze, possibilità di applicare fee e poteri ispettivi ed esecutivi. La Commissione continua a lavorare con i consigli locali su raccolta dati, protezione dei soggetti vulnerabili e scambio di intelligence, e non intende “sostituirsi” alle autorità sul territorio, ma supportarle, anche tramite il bollettino dedicato alle Licensing Authorities e i webinar trimestrali.

Un elemento chiave di questa collaborazione sono i Licensing Authority Returns (LA Returns), che fotografano il funzionamento del gioco fisico anno per anno. Tra aprile 2024 e marzo 2025 la Commissione ha ricevuto risposte da 329 delle 350 autorità interpellate, pari a un tasso di risposta del 94%. Tuttavia, i dati mostrano che circa un terzo delle LAs non ha effettuato alcuna ispezione ai punti gioco nel periodo considerato. In totale sono state condotte 2.208 ispezioni, circa un terzo in meno rispetto alle 3.203 del 2019/20 (incluse le attività di test purchasing). Pur riconoscendo che una parte rilevante dell’attività regolatoria non emerge da queste sole cifre – anche perché oggi gli operatori devono effettuare test indipendenti – Angus ha ricordato che le autorità locali dovrebbero usare appieno i poteri già disponibili, anche in tema di fee: queste devono essere trasparenti, basate sul solo recupero costi e riviste ogni anno.

Sul fronte delle riforme, la Commissione è impegnata nell’attuazione del White Paper 2023 e, per quanto riguarda il land-based, la novità più rilevante è la consultazione sulle Gaming Machines Technical Standards, chiusa in estate. Le proposte prevedono l’introduzione di cinque nuovi standard, di una condizione di licenza e di una prescrizione di responsabilità sociale per rendere più sicuro l’uso delle macchine in ogni fase dell’esperienza di gioco, con funzioni di impostazione di limiti di tempo e spesa, messaggi di gioco responsabile e visualizzazione della posizione netta e del tempo di sessione. La consultazione contempla anche la modifica di tre standard esistenti per migliorare l’esperienza del cliente, la fusione di dodici standard tecnici in un unico documento allineato ai requisiti per il gioco remoto, e la rimozione del materiale ormai obsoleto. Oltre 1.000 contributi sono pervenuti, e la Commissione conta di iniziare a pubblicare esiti e prossimi passi nel nuovo anno.

Parallelamente, il Department for Culture, Media and Sport (DCMS) sta consultando su due dossier che interessano direttamente il gioco fisico: da un lato adeguamenti di puntate e premi per le macchine di categoria D (comprese le crane grabs, le coin pushers e le macchine con premi non in denaro) e la creazione di una nuova categoria di macchine “slot-style” senza vincita in denaro; dall’altro misure per distinguere più chiaramente tra AGC e sale bingo, introducendo in queste ultime una “bingo area” che occupi almeno una quota minima della superficie. Il DCMS ha inoltre ribadito l’impegno a individuare un veicolo legislativo che consenta alle autorità locali di utilizzare cumulative impact assessments nel rilascio delle licenze di gioco, tema che la Commissione segue con attenzione. sm/AGIMEG