Nel corso della Conferenza Nazionale sulle Dipendenze 2025, il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione del gioco online e sulla necessità di aggiornare gli strumenti di regolazione e tutela. Freni ha sottolineato come l’attuale scenario digitale presenti nuove sfide: “Il confine tra videogioco e azzardo si è assottigliato. La cosiddetta gamification trasforma prodotti nati come intrattenimento in autentici simulatori d’azzardo, e non possiamo ignorare questa trasformazione”, ha affermato.
Riordino online e nuovi obblighi per i concessionari
Secondo Freni, il percorso intrapreso dal Governo attraverso la Delega Fiscale sta già ridisegnando il settore: “Con il riordino abbiamo avviato un modello completamente rinnovato per il comparto online. I nuovi bandi sono stati assegnati e porteranno gradualmente all’introduzione di infrastrutture capaci di prevenire i disturbi legati al gaming e ai meccanismi di gamification”, ha spiegato il sottosegretario, ricordando che in Italia il gioco è legale “solo quando autorizzato e regolato dallo Stato, e proprio per questo il dialogo con i concessionari è imprescindibile”.

Gaming disorder e Lea: il cambio di prospettiva
Freni ha poi affrontato il tema della tutela sanitaria, sostenendo che l’inquadramento dei disturbi legati al gioco debba necessariamente allinearsi alla realtà attuale. “Nel nostro Paese la Dga è già inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza. In passato non si riteneva necessario includere il gaming disorder, perché si pensava erroneamente che l’attività svolta in ambito domestico non avesse rilievo pubblico. Oggi sappiamo che non è così, e un legislatore responsabile deve aggiornare gli strumenti quando il contesto cambia”, ha dichiarato.
Ha inoltre chiarito che interpretare i disturbi legati al gioco come un semplice comportamento volontario significherebbe sbagliare approccio: “Considerare gambling e gaming come un vizio ci allontana dalla soluzione. Parliamo invece di patologie, e come tali devono essere affrontate”.
Piattaforme illegali e tutela dei minori
Il sottosegretario ha evidenziato anche il problema dell’accesso a offerte non autorizzate, soprattutto tra i più giovani. “L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha oscurato quasi mille piattaforme di gioco illegali. Ma ciò dimostra quanto sia ampio il rischio che i minori si avvicinino a piattaforme prive di regole e controlli, dove vengono proposti prodotti di gioco che lo Stato non riconosce né tutela”, ha osservato Freni.
Da qui, l’invito a includere anche il gaming disorder nei Lea, per garantire un quadro di protezione più completo. E un avvertimento: “Se non introdurremo innovazioni tecnologiche capaci di filtrare gli accessi e rendere più sicuro il settore, rischiamo che ogni sforzo compiuto finora sia vano”. sm/AGIMEG

