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Francia: raccolta record per le scommesse online sui Mondiali 2026, 1,3 miliardi di euro giocati

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I Mondiali 2026, i primi giocati con 48 squadre anziché 32, hanno fatto segnare in Francia il record storico delle scommesse sportive online: 1,3 miliardi di euro di raccolta e 157 milioni di euro di spesa dei giocatori. Ne dà notizia l’ANJ, l’autorità francese di regolamentazione del gioco. Nel 2022 i volumi si erano fermati a 597 milioni di raccolta e 70 milioni di spesa, quindi in quattro anni i numeri sono più che raddoppiati. La semifinale Francia-Spagna del 14 luglio è la partita più giocata dal 2010, con 63 milioni di euro di scommesse, davanti alla finale Francia-Argentina del 2022, che si era fermata a 51 milioni.

Oltre tre milioni di giocatori e 113 milioni di scommesse

Durante il torneo 3,1 milioni di giocatori hanno piazzato quasi 113 milioni di scommesse. I conti attivi sono stati 3,8 milioni, un milione dei quali aperti nel corso della competizione. Nel 2022 i giocatori erano 2,2 milioni e le giocate 54 milioni: il bacino di scommettitori è quindi cresciuto di oltre il 40%, mentre il numero delle puntate è raddoppiato. Le cinque partite più giocate hanno tutte superato i 30 milioni di euro di raccolta. Oltre alla semifinale ci sono Francia-Marocco con 46 milioni, la finale Spagna-Argentina con 38 milioni, Paraguay-Francia con 35 milioni e Francia-Svezia con 33 milioni.

L’ANJ spiega che il record si inserisce in una crescita di fondo del comparto. La raccolta annuale è passata da 8,5 miliardi di euro nel 2023 a 10,3 miliardi nel 2024, con un aumento del 21%, ed è salita a 11,5 miliardi nel 2025 con un ulteriore 12%, nonostante l’anno scorso non ci fossero grandi competizioni internazionali. A pesare è soprattutto un calendario calcistico sempre più fitto, che l’allargamento del Mondiale a 48 squadre e 104 partite ha contribuito ad ampliare. L’autorità considera questa crescita continua dell’offerta di scommesse un punto di attenzione, perché favorisce l’intensificarsi delle abitudini di gioco.

Cambia anche il tipo di puntate. Le scommesse sull’esito finale valgono il 28% della raccolta del torneo, contro oltre il 45% registrato nel resto della stagione calcistica, a vantaggio delle giocate più specifiche, come quelle sui marcatori o sul risultato esatto, e delle multiple. Il live scende al 25% dal 40% della media annuale, anche per gli orari tardivi delle partite. Il bilancio individuale resta negativo per la gran parte degli scommettitori: 471.000 giocatori hanno perso più di 100 euro, mentre soltanto 217.000 hanno vinto almeno la stessa somma. Circa un quarto dei partecipanti chiude il torneo senza perdite. Nei prossimi mesi l’ANJ verificherà quali effetti la competizione avrà avuto sul gioco eccessivo.

ANJANJ

Pubblicità, il regolatore chiede di rispettare i budget dichiarati

Il Mondiale è stato anche un’occasione importante per acquisire nuovi clienti, e gli operatori si erano preparati aumentando del 25% i budget pubblicitari e promozionali per il 2026. Nelle strategie comunicate all’autorità avevano indicato quasi 150 milioni di euro di spesa concentrati tra giugno e luglio, destinati in larga parte alla televisione. A gennaio, esaminando quei piani, l’ANJ aveva chiesto di non superare il tetto complessivo annunciato e di contenere gli spostamenti di risorse al suo interno. La verifica arriverà al più tardi con il bilancio delle strategie 2026.

Secondo il regolatore l’invito alla moderazione è stato accolto. Le pause di raffreddamento introdotte in questa edizione non sono state vendute agli operatori di gioco da M6 e beIN SPORTS, le due emittenti che hanno trasmesso il torneo, proprio per non aumentare la pressione pubblicitaria durante le partite. Una scelta che il 42% dei francesi ha giudicato necessaria e il 35% efficace, con percentuali più alte tra chi aveva intenzione di scommettere. L’autorità sta valutando di aggiornare su questo punto la carta di impegni firmata nel 2022 con editori e concessionarie, insieme agli analoghi documenti siglati per gli altri mezzi, così da adeguarli ai nuovi formati pubblicitari. Otto operatori hanno inoltre diffuso messaggi di prevenzione del gioco eccessivo.

Sul piano normativo lANJ si dice delusa per l’abbandono del divieto di pubblicità nella fascia a ridosso delle partite, il cosiddetto whistle-to-whistle ban, che l’autorità chiedeva da anni. La misura era stata approvata dall’Assemblea nazionale all’interno della proposta di legge sull’organizzazione e sul finanziamento dello sport professionistico, ma è poi stata cancellata dalla commissione mista paritetica. Il regolatore giudica invece positivo il via libera del Parlamento a nuovi strumenti contro l’offerta illegale e a una serie di tutele per i giocatori tra i 18 e i 25 anni: per questa fascia sarà più difficile innalzare i limiti di gioco messi a disposizione dagli operatori e l’ANJ potrà fissare un tetto alle perdite. fp/AGIMEG

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