Home Attualità Forum Acadi: nel 2024 il 76% della spesa dalla rete retail. Il 38% da apparecchi da gioco AWP e VLT

Forum Acadi: nel 2024 il 76% della spesa dalla rete retail. Il 38% da apparecchi da gioco AWP e VLT

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Nel 2024 le concessioni di giochi pubblici complessivamente attive sono state oltre 500 (al netto delle concessioni delle rivendite del gioco del Lotto e dei suoi nuovi giochi accessori come il 10eLotto), delle quali oltre 400 nei giochi distribuiti nei punti vendita specializzati o generalisti. Alcune concessioni riguardano reti nazionali (collegamento telematico degli apparecchi da gioco, automatizzazione dei giochi numerici a quota fissa, giochi numerici a totalizzatore nazionale e tutte le concessioni per gioco a distanza, produzione e distribuzione delle lotterie nazionali istantanee o differite), mentre altre (oltre alle ricevitorie del gioco del Lotto e degli altri giochi numerici a quota fissa, richiedibili soltanto dai titolari di rivendite di generi di monopolio) sono rilasciate per punti vendita: i negozi o corner di scommesse e le sale bingo.

E’ quanto si legge nel Bilancio di Sostenibilità 2024 di Acadi, presentato questa mattina a Roma.

Il mercato regolamentato gestito all’interno di concessioni statali ha registrato nel 2024 oltre 157 miliardi di euro di giocate, restituendone 136 in vincite. La dimensione effettiva del mercato in termini economici è stata pertanto di 21,4 miliardi di euro, dei quali 10,5 (19%) destinati all’erario in forza dei differenti sistemi di imposizione fiscale sulle attività di gioco (al netto dei diversi prelievi sulle vincite dei giocatori); in confronto al 2023 la raccolta complessiva è aumentata di quasi il 7%, a fronte di un aumento della spesa di oltre il 2%, generando tuttavia una riduzione dei prelievi sui giochi di circa il 4% in ragione dei differenti modelli fiscali attualmente adottati. Rispetto ad una spesa del 49,1%, i prelievi erariali nella Rete generalista sono stati pari al 60%. Nell’Online a fronte di una spesa del 23,8% i prelievi erariali sono stati il 12,4%. Nelle sale specializzate le somme spese sono state il 27,1%, le entrate erariali sono state il 27,6%.

Dal 2018 al 2024 le somme spese passano 18,9 Mld di euro a 21,4 Mld euro, con un aumento del 13,2%. Tutto questo nonostante la riduzione della spesa per giochi fisici che arriva a 16,3 Mld di euro dai 17,3 Mld di euro del 2018, più che compensati dall’aumento della spesa per giochi online (da 1,6 mld di euro del 2018 al 5,1 Mld di euro del 2024, +219%).

Dal 2018 al 2024 la Raccolta di gioco aumenta di 50,6 miliardi di euro. La Raccolta dei giochi fisici, per effetto delle varie limitazioni introdotte (distanziometri ecc.), si riduce di 10,0 miliardi di euro, mentre la Raccolta dei giochi online aumenta di 60,7 miliardi di euro, con un incremento del 193%. Nello stesso periodo di riferimento la somma spesa è in aumento di 2,5 miliardi di euro, a causa della riduzione di 1 miliardo di euro del gioco fisico e dell’aumento di 3,5 milioni di euro del gioco online.

Le entrate erariali nello stesso periodo incrementano di 0,9 miliardi. Quasi l’80% proviene dal gioco fisico, il 12,1% dal gioco online e il 9,5% dalla tassazione sulle vincite. Il 2024 sul 2023 conferma il trend per cui le somme giocate aumentano dello 0,5% per i giochi fisici e dell’11,6% per i giochi online. Complessivamente l’aumento è del 6,7%. Le somme spese risultano diminuite dell’1,2% per i giochi fisici e aumentate del 15,9% per l’online; in totale l’aumento è del 2,4%. Le entrate erariali diminuiscono di circa 200 milioni di euro, per effetto della riduzione del gettito dai giochi fisici non compensata dall’aumento dell’online.

La ripartizione della spesa dei giocatori nel 2024 è stata generata per il 76% nei punti vendita, nei quali, rispettivamente, gli apparecchi da gioco AWP e VLT hanno contribuito per il 38% della spesa totale, i giochi numerici (Lotto, Superenalotto e giochi accessori) e le lotterie differite e istantanee (“Gratta e Vinci”) per il 29% e gli altri prodotti di gioco (scommesse e gioco del bingo) per il 9%. Nel gioco online, i giochi da casinò (slot machines e poker online) hanno generato circa il 14% della spesa totale del mercato regolamentato, le scommesse sportive, ippiche e virtuali oltre l’8,5%, le lotterie ed il bingo online circa l’1%.

I servizi di gioco del c.d. retail gaming, offerti tipicamente nei pubblici esercizi e nelle rivendite di monopolio nonché nelle sale specializzate (scommesse, bingo e dedicate agli apparecchi di gioco) hanno registrato nel 2024 una spesa dei giocatori di circa 10,4 miliardi di euro, l’82% della quale dagli apparecchi da intrattenimento. Tali valori sono inferiori di circa il 15% rispetto al 2018, con una dinamica tuttavia molto differente tra le tre concessioni interessate: mentre le scommesse offerte nei punti vendita, superato il periodo COVID, hanno progressivamente incrementato le somme spese, il bingo nelle sale è tornato stabile su valori pre pandemici ma gli apparecchi da intrattenimento hanno subito una perdita di spesa di oltre il 20% nel periodo, anche a fronte di tutte le limitazioni poste nei diversi contesti locali. Per le dinamiche ancora più sensibili alla pressione fiscale sugli apparecchi, ulteriormente incrementata nel periodo 2019 2021, i valori sono più netti nella diminuzione dei margini lordi disponibili per le filiere (dopo il versamento dei prelievi sugli apparecchi, sul bingo e dell’imposta unica sulle scommesse): il comparto ha ridotto la marginalità complessiva di circa il 14,5% ma al suo interno gli apparecchi hanno ridotto di qua si il 30% i margini, a fronte di una stabilità del bingo di sala e ad un aumento di oltre il 40% dell’insieme dei prodotti di scommesse, con un importante contributo alla crescita, negli ultimi anni, delle scommesse su eventi virtuali.

Gli aumenti di aliquote di diversi prelievi fiscali, le limitazioni introdotte alla distribuzione di alcuni prodotti di gioco, a partire dagli apparecchi da intrattenimento, l’aumento delle soluzioni di gioco a distanza e le razionalizzazioni distributive operate dai concessionari hanno ridotto negli ultimi anni il numero dei punti vendita attivi nelle differenti concessioni, concentrando la raccolta in un numero più limitato di punti vendita unici.

Al 2024 la rete più estesa è risultata essere quella dei punti vendita lotterie (Gratta e Vinci e lotterie nazionali) con quasi 54.000 punti vendita unici, seguita da quella dei punti con apparecchi AWP (circa 43.000), giochi numerici (Lotto e Superenalotto, tra 32.000 e 34.000); meno di 10.000 punti comprende la rete in concessione di raccolta delle scom messe sportive, ippiche e virtuali mentre non raggiungono 4.400 le sale specializzate con apparecchi Videolotterie VLT. Sono da diversi anni meno di 200 le sale per il gioco del bingo. Per le ragioni fiscali, di restrizioni locali e progressiva crescita del gioco a distanza, nella comparazione del 2024 al 2018 le reti AWP si sono ridotte di circa il 22%, le sale bingo di quasi il 13%; dimensione simile per la rete dei “Gratta e Vinci” mentre la riduzione dei punti scommesse è stata più contenuta.

Il payout (percentuale di restituzione in vincite sul totale delle somme giocate) è il valore metrico comparativo del prezzo pagato, mediamente, dai giocatori per la fruizione dei giochi in denaro: maggiore è il payout, minore è il prezzo pagato dai giocatori in un’unità di tempo; inoltre, maggiore è il payout, maggiori sono le vincite durante le sessioni di gioco che sono rigiocate prima del termine delle sessioni stesse, aumentando l’intrattenimento dei giocatori e complessivamente la raccolta di gioco. La comparazione tra le percentuali di restituzione in vincite nel periodo 2022-2024 consente di confrontare i prodotti di gioco sia nel rapporto tra prezzo pagato e ritorno in vincite, sul totale delle giocate nell’anno, che nella dinamica evolutiva nell’ultimo triennio.

Nel 2024 i prodotti commercializzati nella rete generalista (bar, tabaccherie, ricevitorie) hanno restituito in vincite mediamente il 68% – 69% delle somme giocate, mentre quelli della rete specializzata (sale con apparecchi, scommesse, bingo) tra l’80% e l’83%%. I giochi a distanza pagano in vin cite stabilmente tra il 94% ed il 95% delle puntate effettuate. L’intero mercato regolamentato si è posizionato nel 2024 ad oltre l’86,5% di ritorno in vincite, crescendo di circa 1,5 punti in due anni. Sono inferiori al 70% i giochi del Superenalotto e le AWP; tra il 70% e il 75% il bingo nelle sale, il Lotto e le Lotterie istantanee e nazionali offerte nei punti vendita, il bingo e le lotterie istantanee online. Oltre l’80% e fino al 90% sono tutte le scommesse sportive, quasi tutte le ippiche, le virtuali, sia nei punti vendita che online, le videolotterie VLT. Al livello più elevato, sopra la media dei prodotti online, i giochi di sorte a quota fissa (principalmente slot e casinò online) e le scommesse con interazione diretta tra giocatori (c.d. betting exchange).

La tendenza complessiva dei prodotti di gioco in concorrenza nel mercato regolamentato vede quindi un tentativo di recupero di attrattività nei punti generalisti (guidato dai giochi numerici a totalizzatore, che garantiscono vincite molto elevate, ed in parte dal Lotto; i Gratta e Vinci si stabilizzano beneficiando della crescita recente mentre sono ferme le
AWP), un consolidamento della rete specializzata, guidato dalle scommesse, con stabilizzazione del bingo in sala e tendenza inversa delle VLT ed una stabilizzazione, con valorizzazione della forte crescita, nel segmento a distanza, che per prodotti come il bingo online od i giochi di sorte ha ritoccato al ribasso le percentuali, comunque ai picchi del mercato, di ritorno in vincite negli ultimi due esercizi. cdn/AGIMEG

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