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Forbes entra nei prediction markets, ma senza soldi veri, gli obiettivi

Forbes entra nei prediction marketsForbes entra nei prediction markets

Forbes prova a ritagliarsi uno spazio nel mondo dei prediction markets (scommesse predittive), ma lo fa con un approccio radicalmente diverso rispetto alle piattaforme che oggi dominano il settore (Polymarket e Kalshi).

La storica testata economico-finanziaria statunitense lancerà infatti ForbesPredict, una piattaforma di previsioni che debutterà in versione beta nelle prossime settimane e che sarà resa disponibile al pubblico nella seconda metà del 2026. La caratteristica distintiva è chiara fin dall’inizio: non sarà coinvolto denaro reale.

Le scommesse predittive si differenziano per diversi aspetti da quelle tradizionali, uno degli elementi distintivi è che i prezzi non sono espressi in quote decimali ma in percentuali che corrispondono alle probabilità che quel evento si verifichi in base all’incontro tra domanda e offerta tra gli utenti.

Non si tratta quindi né di un sito di scommesse né di un exchange tradizionale, e nemmeno di un mercato predittivo classico come Kalshi (che opera in un mercato regolato negli Stati Uniti a livello federale con il dollaro come valuta) o Polymarket (basa le sue transazioni con una stablecoin crypto, è il fase di due diligence negli States dopo il ban del 2022).

ForbesPredict elimina la componente finanziaria e punta invece su un sistema reputazionale.

Il funzionamento è semplice: i lettori potranno formulare previsioni sugli esiti delle notizie trattate da Forbes – economia, politica, mercati, tecnologia, business – e le risposte verranno aggregate in tempo reale per costruire una probabilità collettiva.

Gli utenti non vincono denaro, ma accumulano credibilità in base all’accuratezza delle proprie previsioni, creando nel tempo uno storico personale di affidabilità nella community prdi Forbes.

In altre parole, si tratta di forecasting sociale, non di speculazione.

Per Luciano Del Frate, capo redattore di Assopoker.com e attento osservatore dei mercati predittivi : “l’obiettivo per Forbes non è monetizzare le puntate, ma misurare il sentiment e la capacità predittiva della community. Un modello più vicino a una piattaforma di intelligenza collettiva (una sorta di sondaggio evoluto) che a un vero mercato di trading e si basa sulla teoria statistica della saggezza della folla”.

Dal punto di vista tecnologico, il progetto nasce in collaborazione con Axiom, startup guidata da Jeff Yam, che siede anche nel board della media company.

A prima vista può sembrare un controsenso: i prediction markets sono cresciuti proprio grazie al concetto di capitale a rischio e prezzi che riflettono domanda e offerta. Sono sondaggi evoluti, nel senso che le persone non possono mentire ma fanno previsioni più realistiche possibili o perderebbero denaro.

Forbes sceglie invece la strada opposta, rimuovendo completamente il denaro, ma rimane comunque il rischio reputazionale per gli utenti.

La logica è editoriale e non finanziaria.

“La prestigiosa testata  non punta a generare volumi di trading o commissioni, ma a rafforzare l’engagement, aumentare il tempo di permanenza sulla piattaforma e raccogliere dati comportamentali sui propri lettori. Non solo informazione ma anche partecipazione degli utenti”.

” Con ForbesPredict, stiamo rafforzando il nostro legame con il pubblico e passando dalla scalabilità al coinvolgimento e alla fidelizzazione”, ha affermato l’amministratore delegato Sherry Phillips. “Riteniamo inoltre che ci aiuterà a tenere la nostra redazione informata su ciò che il pubblico pensa degli argomenti che trattiamo, e siamo entusiasti di vedere come questo influenzerà la nostra narrazione”.

ForbesPredict diventa così uno strumento di fidelizzazione e di ascolto della community: trasforma il lettore da spettatore passivo a partecipante attivo, invitandolo a “prendere posizione” sui temi trattati.

Il valore, più che economico, è informativo: insight predittivi, sentiment, interazione continua con l’audience.

Il contesto: media tradizionali sempre più vicini ai prediction markets

“L’iniziativa di Forbes – afferma Del Frate – si inserisce in una tendenza più ampia che vede l’incontro tra mercati predittivi e grandi gruppi editoriali. E’ una mossa in risposta ai concorrenti diretti: Kalshi ha stretto una partnership con CNBC, Polymarket ha siglato un accordo con Dow Jones/Wall Street Journal”.

In entrambi i casi, i dati dei mercati vengono utilizzati come contenuto informativo e indicatore di sentiment, oltre che come prodotto di trading.

Forbes compie un passo ulteriore: mantiene la logica predittiva, ma elimina del tutto il rischio economico, spostando il baricentro dalla speculazione alla partecipazione.

“L’operazione, in termini industriali è da valutare più nell’ottica ‘media tech’ che ‘gambling’. Il fatto di non utilizzare denaro per il funzionamento della piattaforma è strategico. In questo modo il gruppo editoriale non ha alcuna barriera regolatoria, non deve trattare nessun tema per quanto riguarda le licenze che è molto dibattuto sia negli Stati Uniti che in Europa. Può avere un’audience più ampia e con costi operativi molto più bassi. In cambio, Forbes ottiene dati, fidelizzazione e coinvolgimento.

Non sta cercando di diventare un operatore betting. Sta costruendo una piattaforma di intelligenza collettiva interna al proprio ecosistema editoriale. E’ un esperimento che potrebbe presto funzionare anche in Italia per alcuni media finanziari”.

In sintesi

ForbesPredict sarà:

Non compete con Polymarket o Kalshi sul terreno del trading. Gioca un’altra partita: trasformare l’informazione in partecipazione e i lettori in dati predittivi.

Un prediction market senza scommesse, ma con un obiettivo preciso: tenere l’utente dentro l’ecosistema Forbes più a lungo possibile. ldf/AGIMEG

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