Giochi e antiriciclaggio, Malta bocciata per gestione del rischio e scarsa prevenzione del crimine finanziario

Il regime antiriciclaggio di Malta non ha superato la revisione realizzata da esperti internazionali. L’organismo di controllo Moneyval ha così concesso all’isola poco più di un anno per ovviare a una serie di carenze riscontrate nelle sue azioni di antiriciclaggio. Il comitato di esperti sulla valutazione delle misure antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo ha valutato le leggi finanziarie di Malta e la loro applicazione dall’inizio del 2018. La posizione finale su Malta è stata approvata dal Consiglio d’Europa nel corso di una sessione plenaria chiusa della scorsa settimana – fa sapere il Times of Malta – e la giurisdizione ha ottenuto un “punteggio complessivo scarso”. Moneyval ha valutato l’efficacia dei paesi nella lotta al riciclaggio di denaro in 11 aree chiave, denominate “risultati immediati”. Malta ha ottenuto una valutazione positiva e sufficiente solo per le voci: attuazione delle sanzioni internazionali e la cooperazione internazionale. Invece, le aree in cui al Paese è stata assegnata una valutazione bassa sono: la gestione del rischio, le indagini sul riciclaggio di denaro e le azioni penali e la prevenzione del crimine finanziario. Malta sarà ora monitorata dalla Financial Action Task Force (FATF). La valutazione di Moneyval ha riguardato il periodo tra il 2013 e il 2018. Le riforme elaborate o attuate dopo tale periodo non sono state prese in considerazione nel voto finale. Se queste criticità non dovessero essere superate Malta potrebbe finire per essere considerata una “giurisdizione ad alto rischio”, il che potrebbe avere un impatto sulla sua economia dei servizi finanziari. “Nell’interesse della trasparenza, l’opposizione chiede al governo di rendere pubblico il rapporto completo approvato dal Consiglio d’Europa, il rapporto degli esperti su quali misure devono essere prese nei prossimi 12 mesi e una tabella di marcia che mostri come e quando queste raccomandazioni verranno implementate”, ha sottolineato il Partito Nazionalista. Qualche giorno fa, Claudia Callus, senior manager della sezione conformità presso l’Unità di analisi delle informazioni finanziarie, aveva dichiarato che durante le ispezioni in loco risultava che la maggior parte delle società di gioco attuasse i sistemi antiriciclaggio solo “sulla carta”. cdn/AGIMEG

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