Flop Italia al Mondiale 2026: Gravina si dimette, il 22 giugno si vota per il nuovo presidente della FIGC

Gabriele Gravina ha annunciato le dimissioni da presidente della Figc durante il vertice con le componenti federali. Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno.

L’addio, dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2026 della Nazionale italiana di calcio, è stato annunciato dal presidente federale nel corso del vertice con i presidenti delle componenti del consiglio federali.

All’incontro erano presenti i n.1 di Serie A, B, Lega Pro, LND, AIC e AIAC, rispettivamente Ezio Maria Simonelli, Paolo Bedin, Matteo Marani, Giancarlo Abete, Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri dopo la mancata qualificazione dell’Italia al mondiale, la terza consecutiva e la seconda sotto la gestione Gravina.

Il comunicato ufficiale della FIGC

“Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano.logo figc

Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”.

Uno sguardo al futuro

Dopo l’era Gravina, il nome che sta scalando le gerarchie per la leadership della FIGC è quello di Giovanni Malagò. L’ex presidente del CONI, reduce dal trionfo organizzativo e d’immagine delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, è attualmente l’uomo da battere nella corsa alla successione.

​Gli altri candidati: da Abete a Demetrio Albertini

Nonostante Malagò sia in pole position, la partita per la poltrona resta aperta.

  • Giancarlo Abete: già numero uno della FIGC tra il 2007 e il 2014, il suo nome è garanzia di esperienza.
  • ​Demetrio Albertini: rappresenta il volto del rinnovamento tecnico e la voce dei protagonisti in campo.
  • Matteo Marani: l’attuale presidente della Lega Pro resta sullo sfondo come profilo istituzionale di alto livello, stimato per la sua capacità comunicativa e gestionale.
  • Michele Uva: fresco di nomina come Executive Director di Euro 2032 Italia, Uva rappresenta l’ala “tecnica” ed europea, con una profonda conoscenza dei meccanismi UEFA. cdn/AGIMEG