Primo incontro tra il presidente della FIGC Giovanni Malagò e il ministro dello Sport Andrea Abodi. Al centro del confronto diversi temi chiave per il futuro del calcio italiano, dalla possibile revisione del Decreto Dignità al riconoscimento del diritto d’autore nel betting.
Decreto Dignità, betting e risorse per il calcio
Nel primo incontro tra il presidente della FIGC Giovanni Malagò e il ministro dello Sport Andrea Abodi sono stati discussi diversi temi chiave per il futuro del calcio italiano.
Tra i principali dossier figura la possibile revisione del Decreto Dignità, che dal 2018 vieta la pubblicità dei giochi, e il riconoscimento del diritto d’autore nel betting, legato all’uso dei dati sportivi da parte degli operatori di scommesse.
Malagò ha ribadito la sua idea di considerare le scommesse una possibile risorsa economica per il calcio, con l’ipotesi di destinare parte dei ricavi al sistema sportivo.
Sostenibilità, stadi, vivai e pirateria
Si è parlato anche di misure per la sostenibilità del settore, come:
- incentivi fiscali per stadi e settori giovanili;
- revisione del Decreto Crescita;
- rafforzamento delle norme contro la pirateria.
L’incontro, durato oltre un’ora, ha avviato un percorso di confronto continuo tra Governo e FIGC per definire una scala di priorità sulle riforme del calcio italiano.
Le parole di Abodi e Malagò
“Una lunga chiacchierata piena di contenuti. Sappiamo quali sono le cose di cui il sistema ha bisogno e lavoriamo perché ci siano le condizioni”, sono le parole del ministro dello Sport Andrea Abodi a margine dell’incontro nel suo ufficio a Roma con il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò.
“Ci rivedremo sistematicamente”, prosegue il ministro, “perché le cose da fare hanno bisogno di ritmi intensi. Due persone da sole non possono farcela e lo faremo in armonia con gli altri. Sperando ci sarà reciprocità di armonia”.
“Una chiacchierata molto utile”, ha aggiunto Malagò, “concreta e interessante. C’è una scala di priorità e mi sono particolarmente dedicato a dire di occuparsi prima delle priorità perché le cose da affrontare sono veramente tante”. cdn/AGIMEG









