La lotta al bullismo e al disagio giovanile entra anche nei luoghi dell’intrattenimento. È questo il messaggio emerso durante la conferenza stampa di presentazione della prossima edizione di FEEXPO, la fiera dell’Amusement in programma a Bergamo, che ha visto tra i protagonisti l’Osservatorio Nazionale contro il Bullismo e il Disagio Giovanile.
Un ruolo che, come spiegato dal presidente dell’Osservatorio Luca Massaccesi, può apparire inaspettato ma che trova una motivazione precisa: “Dove c’è una sala giochi c’è un centro di aggregazione. E dove c’è aggregazione ci sono i giovani. Oggi i giovani devono essere al centro dell’attenzione”.
Il disagio giovanile al centro dell’attenzione
Secondo Massaccesi, il disagio vissuto dalle nuove generazioni va ben oltre il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. “Abbiamo coinvolto oltre 11.000 ragazzi in un nostro sondaggio e il quadro è chiaro: vivono un periodo storico segnato da ansia, stress e preoccupazioni. Mancano punti di riferimento, perché le principali agenzie educative, come scuola e famiglia, sono in difficoltà”.
In questo contesto, lo sport e i luoghi di socialità assumono un ruolo centrale. “I ragazzi hanno bisogno di credere in qualcuno e in qualcosa. Le sale giochi rappresentano un momento di aggregazione e proprio per questo devono diventare ambienti sicuri”.
Sale giochi come ambienti sicuri e consapevoli
Il concetto di sicurezza, secondo il presidente dell’Osservatorio, non si limita agli aspetti strutturali, ma riguarda soprattutto la capacità di ascolto e prevenzione. “Significa dare alle sale giochi quel ‘quid’ in più: saper interagire con i ragazzi, capirli, riconoscere le situazioni di disagio e intervenire al momento giusto”.
In quest’ottica, il ruolo del responsabile di sala diventa centrale. “Non deve essere un semplice guardiano delle macchine, ma una persona formata, con la capacità di osservare, comprendere e prevenire”.
Inclusione e business possono convivere
Rispondendo a chi vede un conflitto tra l’attività imprenditoriale e un ruolo educativo, Massaccesi ha sottolineato come le due dimensioni possano rafforzarsi a vicenda. “È giusto che un imprenditore pensi al profitto. Ma quando si parla di giovani è ancora più giusto creare ambienti sani, belli, puliti e inclusivi. Luoghi in cui i ragazzi stiano bene”.
Secondo Massaccesi, sale giochi più inclusive e serene diventano anche più attrattive: “Più i giovani stanno bene, più le sale sono frequentate. Il business arriva di conseguenza”.
Il progetto “Safe Place” e la formazione dei gestori
Proprio per accompagnare questo percorso nasce il progetto “Safe Place”, che prevede attività di formazione dedicate ai gestori e agli addetti delle sale giochi. Al centro del progetto c’è l’“Accademia dei Campioni”, una struttura che coinvolge 25 campioni del mondo e un comitato scientifico composto da psicologi, psicoterapeuti e sociologi.
“L’obiettivo è fornire strumenti concreti – ha spiegato Massaccesi – dalla comunicazione con i giovani al riconoscimento delle situazioni di disagio, fino alla gestione delle dinamiche di gruppo e al rapporto con le famiglie”.
Un percorso che punta anche sulla comunicazione degli spazi: “Il genitore deve percepire fin dall’ingresso di trovarsi in un ambiente certificato, che mette al centro i ragazzi. Il profitto viene dopo”.
Con l’ingresso dell’Osservatorio Nazionale contro il Bullismo e il Disagio Giovanile nel contesto di FEEXPO, la fiera dell’Amusement apre così a una riflessione più ampia sul ruolo sociale dei luoghi di intrattenimento e sulla responsabilità condivisa nella tutela delle nuove generazioni. gpm/AGIMEG









