Home Attualità FEEXPO, intervista ad Elisabetta Poso (ADM): dagli organismi di certificazione al QR code, dai nulla osta alla targa prova, dal valore dei premi agli aspetti sociali del settore dell’amusement

FEEXPO, intervista ad Elisabetta Poso (ADM): dagli organismi di certificazione al QR code, dai nulla osta alla targa prova, dal valore dei premi agli aspetti sociali del settore dell’amusement

Elisabetta Poso direttore Ufficio apparecchi da intrattenimento ADMElisabetta Poso direttore Ufficio apparecchi da intrattenimento ADM

Nella prima giornata della terza edizione della FEEXPO, la grande fiera dedicata agli apparecchi senza vincite in denaro, seguitissimo è stato l’intervento di Elisabetta Poso, a capo della direzione Apparecchi da Intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La Poso ha risposto, durante l’intervista pubblica con il direttore di Agimeg Fabio Felici, ad alcune importanti domande sui temi più caldi del settore dell’amusement.

Come valuta la richiesta di organizzare periodicamente un incontro tra organismi di verifica – ufficio preposto di ADM e importatori/produttori per smarcare criticità nell’interpretazione delle norme tecniche per la certificazione degli apparecchi comma 7

Sicuramente la comunicazione con gli operatori della filiera è fondamentale. Tant’è che negli ultimi anni siamo parte del tavolo degli Stati generali dell’Amusement, con il quale organizziamo periodicamente degli incontri in cui ci confrontiamo sulle eventuali criticità che possono derivare dall’applicazione della normativa sul territorio o altre situazioni contingenti che si possono venire a creare.

Quindi siamo sempre in contatto con le associazioni di categoria. Per quanto riguarda gli organismi di certificazione, il nostro ufficio controlli è preposto proprio al colloquio con queste realtà ed emana le linee guida di certificazione che rappresentano appunto un po’ una guida sugli gli aspetti principali che devono essere sottoposti a verifica tecnica. Rimane comunque sempre l’autonomia tecnica da parte degli organismi di verifica, che appunto sono soggetti a certificazioni internazionali e quindi operano attraverso delle metodologie universalmente riconosciute per quanto riguarda l’attività  di controllo.

Elisabetta Poso direttore Ufficio apparecchi da intrattenimento ADMElisabetta Poso direttore Ufficio apparecchi da intrattenimento ADM

Per il settore dell’amusement sarebbe importante ampliare gli organismi di certificazione per la categoria apparecchi comma 7 (ad oggi sono 4, ma non hanno obbligo di prendere in carico pratiche di certificazione e quindi le aziende produttrici/importatrici affrontano lentezze e ritardi nelle certificazioni)

L’Agenzia non ha dei limiti nella possibilità di certificare un numero di operatori. Anzi, noi auspichiamo assolutamente che si allarghi quanto più possibile la schiera degli organismi di verifica che stipulano la convenzione con l’Agenzia. Tra l’altro possono aderire in qualunque momento, non ci sono nemmeno delle scadenze temporali. In qualunque momento possono aderire alle convenzioni e, rispettando appunto i requisiti che vengono fissati dall’Agenzia, possono entrare in questo settore della certificazione degli apparecchi. Ovviamente non possiamo imporre a nessuno di stipulare le convenzioni e di certificare gli apparecchi in questione ma siamo aperti ad ampliare quanto più possibile numero degli organismi.

Con la Circolare n. 19 del 31 agosto 2023 si procedeva alla dematerializzazione dei titoli autorizzatori per gli apparecchi comma 7, avviando un periodo transitorio dove gli operatori erano obbligati ad apporre sull’apparecchio in modo da renderlo ben visibile sia i titoli autorizzatori (NOD e NOE) stampati in carta semplice, sia l’etichetta recante il QR-Code. E’ possibile procedere con la chiusura del periodo transitorio in modo di avere solo l’obbligo dell’esposizione dell’etichetta recante il Qr code?

E’ stato avviato prima per i comma 7 e dallo scorso anno è stato avviato anche per gli apparecchi con vincita in denaro. Quindi abbiamo sfruttato l’esperienza maturata nel settore dei comma 7 per poterla poi estendere anche al settore dei comma 6. Nel periodo di sperimentazione abbiamo richiesto agli operatori di applicare sugli apparecchi sia il nullaosta cartaceo sia l’etichetta con il solo QR Code, ma solo per la fase sperimentale.

E tutto sommato non sono emerse particolari criticità. Anzi abbiamo ricevuto una serie di feedback positivi dalla filiera. Stiamo quindi valutando la chiusura del periodo sperimentale, speriamo a breve, per poter lasciare appunto applicata soltanto l’etichetta QR Code. Tra l’altro, oltre alle dimensioni e altri vantaggi, tra cui appunto quello di non doversi recare presso i nostri uffici per una consegna fisica dei provvedimenti dato che viene tutto inviato attraverso strumenti di comunicazione digitali, consente anche un aggiornamento tempestivo di questi titoli autorizzatori,  visto che questi sono disponibili direttamente nella banca dati dell’Agenzia. Stiamo valutando semplicemente la data dalla quale poi partiremo con la sola posizione del QR Code.

Sarà possibile velocizzare i tempi di ADM per l’emissione del Nulla Osta a partire dalla definitiva verifica tecnica del campione da parte degli organismi di verifica spesso sono molto lunghi.

A quello che ci risulta, nella quasi totalità dei casi i tempi strettamente legati all’attività dell’Agenzia, quindi dal ricevimento dell’esito verifica all’emissione del certificato di esito positivo, passano tra i 2 e i 7 giorni, non di più. Quindi direi che sono dei tempi ragionevoli, considerato che i tempi del procedimento sono 60 giorni. Se ci sono dei casi particolari, probabilmente riguardano qualche situazione più complessa che magari richiede una istruttoria più approfondita. Sono dei casi eccezionali che non rientrano nella normalità. Noi chiaramente ce la mettiamo tutta, almeno per quelli che non hanno alcun problema, per emettere i certificati nell’arco appunto di un paio di giorni.

E’ possibile ripensare alla targa prova per testare i giochi sotto la responsabilità dell’importatore/produttore o gestore per evitare gli alti costi di omologa

Per quel che riguarda la targa prova, in effetti non è stata mai applicata nel settore degli apparecchi senza vincita in denaro. C’è stata in passato un’esperienza per gli apparecchi con vincita in denaro in cui veniva fatta una sorta di targa prova, ma sempre sulla base di una certificazione un po’ più ristretta sui principali elementi di funzionamento degli apparecchi. E comunque avevano dei costi. Quindi, un vero risparmio economico sulla targa prova non c’è mai stato. Quello che invece l’Agenzia ha fatto negli ultimi anni rispetto appunto ai tentativi di semplificazione è stato evitare l’omologa per tutta una serie di apparecchi elettromeccanici che sono stati inseriti nella categoria degli AEE. E questa è stata una iniziativa che ha consentito di non omologare una serie di apparecchi. Quindi anche con dei risparmi economici per gli operatori.

E’ possibile ragionare (in attesa di modifiche al TULPS) di allineare il “principio” del valore massimo dei premi a 20 volte il costo della giocata cosi come indicato per il 110 Comma 7a, anche al valore dei premi del comma 7cbis?, in maniera tale da evitare anche “distorsioni” in tema di premi?

Questa richiesta ci è già pervenuta da qualche associazione di categoria e noi la stiamo valutando con interesse. Dare un parametro un po’ più definito rispetto al valore dei premi è sicuramente una cosa migliorativa rispetto alla situazione attuale. Ovviamente per fare questo dobbiamo modificare quelle che sono le regole tecniche. E questa è una valutazione che dovremmo fare ma che non è così semplice da attuare. Anche lì serve comunque una procedura un po’ articolata di definizione di questi requisiti.

Che consiglio darebbe al settore per affrontare il nuovo mercato che si va delineando?

Mi trovo ad affrontare più aspetti del settore degli apparecchi, quindi sia quelli legati al mondo degli apparecchi senza vincita in denaro sia quelli con vincita in denaro e mi confronto con i colleghi che si occupano del settore dell’online. Mi sento di dire che uno dei principali punti di forza del settore fisico sta proprio nella funzione degli operatori che prevede una interazione con i fruitori del servizio. Cosa che non avviene spesso, anzi quasi mai, nel gioco online. Quindi questo è il vero punto di forza su cui agli operatori conviene lavorare, a mio parere. Si dovrebbe cioè creare una responsabilizzazione, una qualificazione all’interno delle sale da parte degli operatori. Secondo me può essere la chiave di volta, perché il sistema ne guadagnerebbe sicuramente in reputazione, in comunicazione e quindi, secondo me, questo porterebbe un beneficio a tutta la filiera.

Che impressione ha avuto, come primo impatto, di questo fiera?

Mi incuriosisce molto vedere quali sono le offerte più recenti, più tecnologiche, più moderne che vengono presentate. L’idea che mi sono fatta è sicuramente quella di una grande vivacità del settore che secondo me sta vivendo un periodo di rinascita, di modernizzazione. Oltre a un tentativo, che io trovo apprezzabile, di riunirsi in reti, quindi di fare gruppo, di proporre delle cose interessanti su questo settore.

Cosa pensa delle iniziative sociali del settore, come la collaborazione con il Moige e dell’idea che l’educazione dei ragazzi che può avvenire anche tramite questo tipo di offerta?

Io trovo che sia un’iniziativa veramente apprezzabile, molto interessante proprio nell’ottica di evitare l’isolamento delle persone dei giocatori e a maggior ragione dei minori, che sono, diciamo, i fruitori principali dei giochi senza vincita in denaro. Inoltre, tutte le reti familiari possono fruire di questa forma di intrattenimento. Ritengo quindi che sia un’iniziativa veramente apprezzabile come quelle legate agli studi di tipo scientifico che si stanno applicando anche a questo settore, che forse era tra quelli meno studiati a livello di statistiche e di dati disponibili. gpm/AGIMEG

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