Bezzi (Provincia autonoma Trento): “Ricerca del consenso porta a iniziative nella gestione del gioco del tutto inefficaci”

dal nostro inviato a Portogruaro – Politici superficiali e ricerca del consenso sui social network. Questi i problemi che hanno portato molte amministrazioni a prendere iniziative nella gestione del gioco d’azzardo del tutto inefficaci o, addirittura, molto dannose. Lo ha detto il deputato altoatesino Giacomo Bezzi al convegno che si è tenuto a Portogruaro, a iniziativa dell’Istituto Milton Friedman, dal titolo “Gioco d’azzardo patologico: istruzioni per un corretto contrasto” nel quale si è parlato del regolamento comunale appena approvato. Basato su restrizioni orarie, con orari intermittenti per consentire il gioco, il regolamento è stato bocciato da tutti i relatori. “Affrontare le situazioni analizzando gli algoritmi dei social network vuol dire non fare bene l’amministratore, ma cercare solo il consenso. Chi amministra e chi governa, se non studia e non si informa, fa un danno alla società e non né un buon amministratore. Qui ci sono le evidenze scientifiche che dimostrano come la frammentazione oraria sia un danno e un errore.
Altrettanto netto il parere di Cesare Guerreschi, medico e psicoterapeuta, fondatore della Siipac (Società italiana intervento patologie compulsive): “Non c’è niente di più dannoso che interrompere il giocatore mentre gioca” ha detto senza mezzi termini “perché la conseguenza logica è la dissociazione e non sappiamo cosa accade in questa fase nella sua testa, ma siamo sicuri che aumenta nel giocatore la voglia di giocare con maggiore compulsività”.
Basandosi sulla esperienza di Bolzano, dove una delle prime normative ha praticamente eliminato il gioco dalla città, il presidente dell’associazione culturale La Sentinella, Luigi Nevola, ha detto che “dopo i divieti contro il gioco lecito, sono proliferati su tutto il territorio totem da gioco illegali sequestrati solo dopo due anni e con grandi sforzi tecnico-giuridici delle forze dell’ordine”. Secondo Nevola, le Amministrazioni comunali “finiscono con il dare involontariamente sostegno alla criminalità organizzata vietando il gioco lecito”.
“Ho parlato io steso con l’assessore Geronazzo” ha detto Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’istituto Milton Friedman “spiegandogli che tutti gli esperti e gli studi già realizzati sono concordi sul pericolo costituito dalle restrizioni orarie che finiscono con il danneggiare i giocatori, in particolare quelli patologici. Trovo scandaloso il fatto che non si tenga conto del parere di chi ha studiato e verificato con competenza questi fenomeni”. gpm/AGIMEG