“Quando è nata la nostra associazione, c’era una situazione molto diversa ed era molto chiara la distinzione tra chi raccoglieva scommesse all’angolo della strada, quindi illegalmente, e chi offriva un gioco controllato e regolamentato dallo Stato”. Ha iniziato così il suo intervento Emilio Zamparelli, presidente di Sts, parlando all’Enada Workshop che si è tenuto oggi a Roma.
Zamparelli ha richiamato l’epoca in cui il “toto nero” era un fenomeno molto diffuso, ricordando che le somme oggi introitate dallo Stato venivano allora incassate dalla criminalità organizzata, “che certo non li usava per il bene della collettività”.
“Si parla di una cifra come 800 miliardi raccolti dai botteghini e dai tabaccai, mentre 1.800 miliardi erano raccolti dal gioco clandestino. Oggi non si parla più del ‘toto nero’ e i più penalizzati siamo noi che offriamo il gioco per conto dello Stato, mentre quello illegale arriva direttamente attraverso le piattaforme ‘.com’”.
Il presidente di Sts ha poi espresso una posizione netta sul rapporto con le Regioni: “Quando sento parlare di compromesso con le Regioni ho un po’ di fastidio. Credo che non si possa fare un compromesso: le fasce orarie e i distanziometri si sono dimostrati del tutto inefficaci!”.
Zamparelli ha concluso invocando “la dignità per questo settore”, sottolineando che il riordino “dev’essere l’occasione per dare dignità a chi rappresenta lo Stato sul territorio”. gpm/AGIMEG










