Il direttore dei Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Mario Lollobrigida, all’Enada Workshop 2025 ha fatto il punto sullo stato del riordino del gioco pubblico, confermando che i lavori sono nella fase finale di definizione insieme al Ministero dell’Economia. “Per quanto riguarda il riordino inizio a dire che i lavori sono ancora in corso. Stiamo collaborando con gli uffici legislativi del viceministro e con l’ufficio di gabinetto per le ultime rifiniture della bozza che avevamo già preparato a maggio di quest’anno”, ha spiegato. “La bozza c’è, è allo studio, e stiamo facendo incontri serrati perché vogliamo chiudere il prima possibile con un testo definitivo”.
Secondo Lollobrigida, l’obiettivo è arrivare rapidamente alla Conferenza Unificata Stato Regioni: “Pensiamo che il lavoro sia un lavoro completo e che possa trovare facilmente consenso anche da parte delle regioni”.
Distanze e orari: “Le regioni non transigono”
Il direttore ha confermato le richieste arrivate dai tavoli tecnici regionali: “Le regioni hanno chiesto di mantenere in qualche modo il discorso delle distanze tra i luoghi sensibili. È per loro un punto imprescindibile. Così come vogliono il mantenimento del sistema degli orari di apertura per gli apparecchi di intrattenimento”. ADM ha comunque presentato proposte più flessibili rispetto alle norme attuali: “Abbiamo fatto una proposta molto diminutiva di quanto è ora nelle regioni. Crediamo sia una proposta accettabile e che non comprima in maniera significativa le aziende”.
Formazione obbligatoria per gli operatori
Un capitolo centrale del riordino riguarda la qualificazione del personale: “L’operatore che raccoglie il gioco deve avere una maggiore consapevolezza dei rischi e una maggiore sensibilità nel riconoscere comportamenti a rischio. Una parte importante del decreto riguarderà proprio questo aspetto”. Lollobrigida ha indicato come possibile data di chiusura del testo: “Ritengo che entro dicembre avremo chiuso il documento”. Nuove gare nel fisico: “Se il decreto sarà approvato prima della scadenza della delega, partiremo a fine 2026”.
“Se si riesce a trovare un accordo e quindi licenziare il decreto di riordino, immediatamente partiranno le nuove gare per i settori più attenzionati – ha continuato Lollobrigida -: apparecchi, scommesse e anche bingo. Se il governo dovesse licenziarlo prima della scadenza della delega, quindi prima di agosto, io spero molto prima, le gare partiranno a fine 2026 e il nuovo assetto si avrà nel corso del 2027”.
E aggiunge un punto importante: “Anche qualora non si dovesse arrivare al decreto delegato, qualcosa nel 2026 si dovrà fare. Il Consiglio di Stato sul bingo è stato chiaro: ripartire con le gare, perché non è possibile mantenere proroghe così lunghe”.
Apparecchi di intrattenimento: “Le AWP evolute possono risolvere problemi di accesso e controllo”
“Gli apparecchi di intrattenimento sono forse il settore che potrebbe avere gli sviluppi più significativi. I principi della delega prevedono l’introduzione delle AWP evolute”. Secondo Lollobrigida, questi nuovi apparecchi potranno: “Evitare l’accesso dei minori in maniera sicura”, “monitorare in tempo reale le attività di gioco del singolo giocatore senza essere invasive”, ed essere più efficaci “anche rispetto al gioco fisico tradizionale”.
Le AWP evolute potranno inoltre inviare alert automatici in caso di comportamenti a rischio: “Messaggi durante il gioco, limiti di tempo impostati all’inizio della sessione, segnali in caso di attività troppo veloce”. Per Lollobrigida, il futuro del comparto resta promettente: “C’è un grosso futuro nel settore AVP, con ottimi margini per migliorare il rapporto con il giocatore e garantire un’offerta più sicura per chi ha rischi di gioco problematico”.
Raccolta vs spesa: la confusione dei dati
“Confondere i due dati fa comodo a una certa stampa. Il rapporto di Libera, per esempio, era pieno di cose non dette correttamente. È stato ripreso da migliaia di testate locali: tutti a dire che il proprio comune era colpito dalla piaga del gioco d’azzardo, ma non è così”. Ha spiegato che ADM ha fatto analisi specifiche sulla spesa online, che indicano una quota molto ridotta di giocatori potenzialmente a rischio: “Una porzione molto ridotta potrebbe essere a rischio. Ma bisogna anche capire il reddito dei giocatori. Ciò che è rischioso per uno stipendio medio non lo è per un professionista”. Sul tema, ha ricordato anche i numeri dell’Istituto Superiore di Sanità del 2018: “Un milione e mezzo di ludopatici e un milione e quattro a rischio sono cifre assurde”. E ribadisce: “La percentuale reale non è elevata. Serve distinguere, ma spesso non si vuole farlo”.
Lollobrigida denuncia un sistema mediatico che alimenta percezioni distorte: “Purtroppo si leggono solo titoli e abstract. È complicato agire contro questa falsa informazione”. Illegale favorito dalle ordinanze locali: “Basta una stanza dietro un bar con cinque PC collegati a un sito .com”
Lollobrigida ha evidenziato come norme restrittive, distanze e orari possano avere effetti opposti a quelli dichiarati: “Le ordinanze dei sindaci e le leggi regionali spesso favoriscono il gioco illegale. Oggi bastano cinque computer in una saletta dietro un bar collegati a un sito .com per offrire lo stesso gioco delle slot: ci vuole un attimo”.
Il futuro: “ADM non cambia, ma cambierà il rapporto con i concessionari”
“L’ADM non cambierà, non è che cambiamo perché arriva un decreto delegato. Ma ci sarà un maggiore contatto con i concessionari, un rapporto più stretto e più penetrante sulle loro attività e sulla loro offerta di gioco”. Ha concluso spiegando che l’obiettivo del riordino resta quello di costruire un sistema più coerente, moderno e sostenibile: “Se il decreto andrà nel senso che ci auguriamo, avremo regole più proporzionate, un mercato più controllato e un rapporto più efficace tra amministrazione e concessionari”. sp/AGIMEG

