Enada Workshop 2025, Chiacchio (AGSI): “La politica decide senza conoscere il settore: servono regole chiare e sostenibili”

Nel suo intervento all’Enada Workshop 2025, Pasquale Chiacchio, presidente di AGSI, ha richiamato la politica a un’assunzione di responsabilità reale sul futuro del gioco pubblico, sottolineando l’urgenza di norme chiare e sostenibili per l’intera filiera. Dopo aver ringraziato l’associazione Sapar e il presidente Sergio D’Angelo per l’invito, Chiacchio ha evidenziato un problema strutturale: “I politici sono politici, ma non hanno la competenza dei settori. Vanno istruiti”.

Il presidente AGSI ha ricordato di aver sollecitato personalmente i parlamentari presenti sul tema bancario: “Prima dell’inizio del convegno ho ricordato agli onorevoli De Bertoldi e Testa il problema bancario ed è stato affrontato. Vanno sollecitati continuamente”. “Una legge approvata all’unanimità a luglio non è ancora calendarizzata. Serve pazienza ma anche fermezza”.

Chiacchio ha quindi denunciato l’immobilismo politico su provvedimenti essenziali: “È stata approvata all’unanimità una legge in Parlamento a luglio e siamo a novembre, e al Senato non è ancora stata calendarizzata”. Da qui il richiamo alla necessità di insistere senza sosta: “Con la politica ci vuole tanta pazienza. Non bisogna demordere mai, non stancarsi mai, pungolarli sempre, ricordargli sempre che abbiamo qualcosa in sospeso”.

E ha sottolineato la responsabilità morale delle associazioni: “Abbiamo la responsabilità di tutelare un intero settore. Dietro a tante imprese ci sono tante famiglie”. “Decidono senza sapere: vanno istruiti perché non conoscono il settore”.

Il presidente AGSI ha definito “assurdo” che chi legifera spesso non abbia alcuna conoscenza del comparto: “La politica va sensibilizzata. Va fatto capire che dietro un risultato che per loro è banale per una categoria è di vitale importanza. Decidono senza sapere cosa vanno a fare, e una loro decisione porta la vita o la morte di un intero settore”.

Pasquale Chiacchio (Pres. Agsi) a Enada

Ha però riconosciuto segnali positivi negli interventi politici ascoltati durante l’evento: “Ho apprezzato molto gli interventi degli onorevoli sul palco perché hanno dimostrato di essere informati, cosa che è mancata negli anni precedenti”. “Regole chiare e sostenibili: siamo noi a chiederle. E siamo vittime del gioco illegale”. Chiacchio ha insistito sulla necessità di norme precise e applicabili: “Noi imprenditori chiediamo che ci siano regole chiare, certe e sostenibili per l’impresa”.

E ha respinto l’idea che il gioco legale sia responsabile della vulnerabilità dei giocatori: “Quale ricerca dice che sono gli operatori del gioco legale a creare soggetti vulnerabili? Forse per il 20% può essere, ma all’80% è il mercato illegale”. Ha spiegato perché: “Nel mercato illegale fanno giocare senza soldi, senza alcuna serietà. Poi sanno come recuperare le risorse, creando problemi in casa, in famiglia e alla nostra immagine”.

“Siamo vittime di cattiva informazione e concorrenza sleale. Le forze dell’ordine devono fare la loro parte”. Il presidente AGSI ha ribadito che gli operatori non possono combattere da soli l’illegalità: “Noi siamo vittime del gioco illegale, della cattiva informazione, della concorrenza sleale. Le forze dell’ordine devono fare la loro parte”. E ha chiuso con un appello alla collaborazione istituzionale: “Non vogliamo regole incerte: vogliamo regole che tengano in piedi le piccole e medie imprese e i grandi concessionari, e che siano costruite anche con il contributo degli operatori”. sp/AGIMEG