Home Attualità Enada Workshop 2025, Cardia (Acadi): “Le distanze non tutelano nessuno. Il nuovo nemico pubblico è l’online, ma è un errore strategico enorme”

Enada Workshop 2025, Cardia (Acadi): “Le distanze non tutelano nessuno. Il nuovo nemico pubblico è l’online, ma è un errore strategico enorme”

Nel corso del panel dedicato al riordino del gioco pubblico all’Enada Workshop 2025, il presidente di Acadi, Geronimo Cardia, ha tracciato un’analisi dura e diretta sul quadro regolatorio italiano, denunciando distorsioni, cortocircuiti normativi e la tendenza – politica e mediatica – a individuare un “nemico pubblico” di riferimento.

Per Cardia la disinformazione sul settore segue sempre la stessa dinamica: “La gente ha bisogno di un nemico. Quando Libera pubblica dei dati e trova un nemico, sono tutti super interessati”. Ha raccontato un episodio recente, citando un convegno in cui “è emerso che c’è un nuovo nemico pubblico nella testa di tantissime persone e questo è l’online”. Un errore gravissimo, secondo lui: “La raccomandazione che abbiamo dato è: non fate lo stesso errore che state facendo dal 2010, cioè individuare in uno dei trentatré tipi di gioco o in uno dei due canali distributivi il nuovo nemico pubblico da abbattere”.

“Senza visione organica nascono i cortocircuiti”

Cardia ha denunciato che molte proposte normative nascono da valutazioni parziali e non coordinate: “I cortocircuiti nascono perché fai una valutazione parziale di un aspetto dimenticandoti tutto il resto”.

Ha ricordato che gli operatori chiedono da anni un riequilibrio dei parametri, mentre dovrebbe essere lo Stato – azionista del gioco – a farlo: “Facciamo finta di essere la politica. Il gioco è un affare di Stato. Se faccio i conti con quello che ho combinato dal 2010 a oggi, la domanda è aumentata: ho lavorato bene io Stato? No”.

“È intellettualmente errato pensare che distanze e orari tutelino l’utente”

Uno dei passaggi più duri del suo intervento ha riguardato le normative territoriali: “È ipocrita oggi negoziare di lasciare un po’ di distanze sostenibili. È intellettualmente errato pensare che una distanza tuteli l’utente”. E ancora: “È intellettualmente errato pensare che una limitazione di orario tuteli l’utente, soprattutto se vale solo per uno dei tanti tipi di gioco”. Cardia ha ribadito con chiarezza la posizione di Acadi: “Abbiamo già detto al Ministero che noi non siamo d’accordo. Andrebbe estirpato il concetto che esiste una misura distanziale idonea a salvaguardare l’utente. Non esiste, è sbagliato”.

“La tutela la dà la tecnologia: prodotti ‘safe’, non distanze”

Per il presidente di Acadi la vera protezione passa per gli strumenti tecnologici: “Serve fare riferimento alla tecnologia. Non vi piace la macchina di Gatti? Si può fare un’altra. Ma il concetto ormai è chiaro: usare la tecnologia”. Fra gli esempi citati: “Prodotti safe, riconoscimento facciale che allerta se c’è un minore. Cose accessibili a tutti”.

“Lo Stato sta consentendo attività di elusione fiscale senza accorgersene”

Il presidente di Acadi ha denunciato un altro cortocircuito: “È possibile che non ci si accorge che consentire un intrattenimento identico nelle stesse modalità, ma con un gettito un terzo rispetto agli apparecchi del territorio, è uno stimolo a riflettere sulle stupidaggini regolatorie che si stanno facendo?”. Ha ricordato che la rete generalista è il presidio principale: “Raggiunge seimila comuni su ottomila. Le sale specializzate arrivano a milleduecento”. E avverte: “Ammazzare la rete generalista significa arretrare sui territori e togliere presidio proprio dove serve”.

“C’è il tema dei 150.000 lavoratori: 110.000 stanno nella rete generalista”

Cardia richiama un dato che ritiene ignorato da chi scrive le norme: “Dei 150.000 lavoratori, quelli della rete generalista e delle società di gestione ne rubano 110.000”. E aggiunge: “È possibile che stiamo ignorando tutto questo?”.

“La politica ha avuto coraggio sull’online. Lo abbia anche sul territorio”

Cardia sottolinea come la riforma dell’online sia stata approvata, nonostante l’impopolarità. “E allora perché non si siede al tavolo e dice alle Regioni e ai Comuni: basta con questa ipocrisia, togliamo definitivamente distanze e orari?”.

“Attenzione alla bozza: se introduce nuove distanze, saranno solo per gli apparecchi”

In chiusura, Cardia ha avvertito la platea: “Teniamo gli occhi aperti. Se oltre alla distanza calmierata e alla limitazione di orario sostenibile ci troviamo un’altra distanza, quella tra punti, osservatele bene le notizie quando usciranno, perché sarà ancora una volta solo ed esclusivamente per gli apparecchi”. E conclude con un messaggio netto: “Se il riordino mette le manette al settore degli apparecchi – che porta più del 50% del gettito erariale, che dà 110.000 lavoratori, che somministra i prodotti più delicati con i baristi e i tabaccai – allora c’è molto da lavorare”.

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