“Abbiamo già collaborato in passato con le imprese del gioco, ognuno dal proprio punto di vista, ed è emerso che con 157 miliardi di euro come fatturato generato, il settore è un’importante asset dell’economia nazionale. Ma nonostante questo, l’opinione pubblica ha una scarsa conoscenza dei vari meccanismi di come funziona il comparto”. Così Angelo Caliendo, membro del direttivo di Eurispes, ha aperto il suo intervento all’Enada Workshop 2025 in corso di svolgimento a Roma.
Caliendo ha sottolineato come il fenomeno del gioco venga spesso percepito negativamente “a prescindere”, senza distinguere tra legalità e illegalità. “Non si comprende come il gioco legale sia il miglior antidoto al gioco illegale, spesso legato alla criminalità organizzata. E anche i nostri studi hanno dimostrato che comprimere l’offerta del gioco legale non porta alla riduzione della domanda ma tende ad alimentare il gioco illegale”.
Per contrastare le derive patologiche, ha spiegato, la soluzione individuata dalle analisi di Eurispes è il gioco responsabile: “Monitoraggio dei comportamenti, limiti di spesa. E questo può essere garantito solo dalla presenza di operatori che possono verificare quello che il giocatore fa realmente”.
Caliendo ha poi richiamato la necessità di una cornice regolatoria omogenea, perché norme diverse tra le Regioni rappresentano un ostacolo per gli imprenditori e portano a interventi legislativi guidati da episodi emotivamente percepiti dall’opinione pubblica. “È il caso delle distanze minime, che non producono alcun effetto ma soddisfano solo l’immaginario di chi percepisce l’allarme in maniera molto emotiva”.
Infine, ha evidenziato una disparità tra gioco online e gioco fisico: “È necessaria una riforma etica. Ma abbiamo rilevato una disparità fra il settore dell’online e quello fisico. E non va bene perché senza il riordino del gioco fisico si sposta il giocatore verso l’online. Bisogna intervenire su entrambi i versanti in parallelo”. gpm/AGIMEG

