Il neurologo Gianluca Bruti ha preso parte al panel dal titolo “Il gioco responsabile come leva strategica di prevenzione a tutela del consumatore”, organizzato da Novomatic Italia durante Enada 2026.
Il professor Bruti posto l’accento sul disturbo da gioco d’azzardo, sottolineandone definizione, meccanismi cerebrali e vulnerabilità individuali: “Usare la testa significa conoscere se stessi, modificare il proprio comportamento in base alle situazioni. Giocare responsabilmente significa riuscire e fermare la dopamina nel nostro cervello, fermarsi prima che diventi un disturbo. Nel gioco può crearsi un disturbo, il gioco è dopamina, giocare è bello ed è ricreativo, giocare è divertirsi. Il problema è quando questo gioco diventa una dipendenza per me, è lì che nasce la possibilità di utilizzare degli strumenti che mi possono far comprendere che quella macchina cerebrale non funziona più. E questa app di Novomatic è sicuramente utile”.

“I giocatori problematici non sono consapevoli di quello che fanno, sono annebbiati. Giocare responsabilmente significa non rischiare, perché il rischio fa parte del gioco: giocare può portare a vincere e a perdere, dipende come si reagisce alla vincita o alla perdita. C’è chi vince al gioco e poi si ferma, c’è chi perde e non si ferma. Chi gioca online più facilmente gioca in modo problematico, chi gioca online si isola dalle relazioni sociali”.
“Il disturbo del gioco viene definito come un impulso da dipendenza, al pari di altre dipendenze come quello da sostanze, si verificano quindi sintomi da astinenza. Biologia e ambiente creano dipendenze, quindi dobbiamo lavorare sull’ambiente in cui crescono i bambini e i giovani. I termini chiave sono: impulsività, rinforzo negativo, rinforzo positivo e compulsività. E’ meglio crescere bambini forti che aggiustare adulti rotti, per questo bisogna porre grandissima attenzione alla fase dell’adolescenza”. lb/AGIMEG

