L’Associazione europea per il gioco e le scommesse (EGBA) ha dichiarato inattuabile e controproducente l’ipotesi di istituire un prelievo europeo sul gioco online, avvertendo che penalizzerebbe la tutela dei consumatori e ridurrebbe il gettito fiscale degli Stati membri.
La dichiarazione arriva dopo il voto della Commissione Bilancio del Parlamento europeo sul parere relativo al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034. Nel documento, la Commissione indica tra le potenziali nuove fonti di entrate dirette per il bilancio UE anche un prelievo sul gioco online.
La posizione dell’EGBA
Secondo l’associazione, un’imposta europea sul gioco, che si aggiungerebbe ai tributi nazionali già esistenti, renderebbe il mercato regolamentato meno competitivo rispetto all’offerta illegale, con ricadute negative sulla protezione dei giocatori e, in ultima analisi, sul gettito fiscale degli Stati membri.

Iter decisionale
Sul piano procedurale, l’istituzione di qualsiasi nuova risorsa propria dell’UE, ovvero una fonte di entrata diretta per il bilancio comunitario, richiede l’accordo unanime di tutti e 27 gli Stati membri riuniti in sede di Consiglio.
Il Parlamento europeo dovrebbe votare il parere della commissione nella sessione plenaria di fine aprile. Successivamente prenderanno avvio i negoziati formali sul quadro finanziario pluriennale (QFP), con una conclusione prevista entro la fine del 2026.
Le parole di Maarten Haijer, segretario generale EGBA
Maarten Haijer, segretario generale dell’EGBA, dichiara: “Il voto odierno rappresenta un invito cauto e condizionato agli Stati membri a valutare l’ipotesi di un prelievo sul gioco d’azzardo online a livello UE. Non si tratta né di una proposta né di una decisione. Attualmente il settore del gioco non è armonizzato a livello europeo e non esiste una base giuridica per definire, gestire o riscuotere un simile prelievo. Al di là di questi ostacoli legali, introdurre un’ulteriore tassa oltre a quelle nazionali già esistenti – in un comparto in cui gli operatori autorizzati in alcuni Stati membri sono già tassati con aliquote superiori al 50% dei ricavi lordi di gioco – avrebbe un solo vincitore: gli operatori illegali“.
Haijer aggiunge: “Poiché non pagano alcuna imposta, gli operatori illegali possono già offrire ai giocatori prodotti e prezzi più competitivi, senza però garantire le tutele per i consumatori assicurate dagli operatori autorizzati. L’introduzione di un prelievo europeo aggraverebbe ulteriormente questa situazione: amplierebbe il mercato nero, danneggerebbe la tutela dei consumatori nell’UE e ridurrebbe complessivamente le entrate fiscali degli Stati membri“. fp/AGIMEG

