Home Attualità Dossier Camera: nel 2025 spesa dai giochi a 21,9 miliardi di euro. Circa 11,5 miliardi all’Erario

Dossier Camera: nel 2025 spesa dai giochi a 21,9 miliardi di euro. Circa 11,5 miliardi all’Erario

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Arriva alla Camera il dossier di monitoraggio e controllo sulle relazioni da obbligo
di legge. Il dossier reca il monitoraggio delle 71 relazioni previste da obblighi di legge che la Presidenza del Consiglio dei ministri, i diversi Dicasteri e altri soggetti non governativi hanno trasmesso al Parlamento nel trimestre marzo-maggio 2026, suddivise sulla base delle Commissioni permanenti cui sono state assegnate.

Relativa alla VI Commissione Finanze, la Relazione sul settore dei giochi pubblici con i dati relativi all’anno 2025 trasmessa dal Ministro dell’economia e delle finanze.

Il quadro del 2025 mostra un settore in trasformazione: il gioco fisico (soprattutto AWP e VLT) continua a perdere terreno, mentre il gioco online cresce rapidamente. Parallelamente aumentano gli strumenti di controllo, le misure contro il gioco patologico e le attività di contrasto all’illegalità. Lo Stato continua a ricavare un gettito rilevante dal settore, ma deve affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione e dalla frammentazione normativa territoriale.

Relazione sul settore dei giochi pubblici

La relazione fornisce un quadro riepilogativo delle principali attività svolte e avviate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) nell’anno 2025, ricordando preliminarmente che il modello italiano di esercizio del gioco pubblico con vincite in denaro si basa su due principi ordinamentali, che trovano fondamento nel decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496 (Disciplina delle attività di giuoco). Secondo tali principi spetta allo Stato: stabilire le tipologie di giochi e i luoghi ove è consentito giocare (c.d. riserva legale statale); scegliere le modalità attraverso le quali possono essere offerti e gestiti i giochi pubblici, secondo il modello di gestione diretta, ovvero dell’esternalizzazione, ossia mediante affidamento della gestione, con gara pubblica europea, a soggetti privati dotati di particolari requisiti.

Alla relazione sono allegati il monitoraggio territoriale del giocato per regione e provincia e il report mensile sui giochi relativo al periodo 2022-2025. Dai dati forniti emerge che nel 2025, il giocato complessivo riferito all’intero territorio nazionale e al totale dei canali fisico e telematico, ammonta a circa 165,3 miliardi di euro. A fronte di tale importo, le vincite corrisposte risultano pari a circa 143,4 miliardi di euro e le entrate erariali, comprensive delle ritenute sulle vincite, come stabilito dal decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, a circa 11,5 miliardi di euro; la spesa, calcolata come differenza tra giocato e vincite, si attesta a circa 21,9 miliardi di euro.

La relazione ricorda che la raccolta dei giochi pubblici avviene attraverso il canale storico, costituito dalla rete di luoghi fisici nei quali è consentito acquistare prodotti di gioco, e mediante una seconda modalità, più recente, avviata con la legge 7 luglio 2009, n. 88 (Legge comunitaria 2008), costituita dal gioco online o a distanza.

Il documento evidenzia che il modello della esternalizzazione, relativamente al gioco nei luoghi fisici, sta attraversando una fase di transizione. In tale disciplina di competenza statale, infatti, vi è un forte coinvolgimento delle autonomie locali, in considerazione del fatto che la tutela della salute (il gioco problematico è inserito tra i livelli essenziali di assistenza) e il governo del territorio rientrano tra le materie di legislazione concorrente tra Stato e regioni. A partire dal 2013, la disciplina centralizzata e organica del settore è stata sostituita da interventi normativi a carattere locale da parte di regioni e comuni, concernenti la localizzazione e gli orari di esercizio dei punti vendita, con una conseguente frammentazione della disciplina.

L’incertezza circa i luoghi fisici in cui sarebbe stato consentito aprire un punto di gioco senza incorrere nei limiti ostativi introdotti con leggi regionali e con regolamenti comunali non ha consentito lo svolgimento di alcune delle gare pubbliche per l’affidamento delle concessioni. Anche il Consiglio di Stato, nei pareri n. 1068/2019 e n. 1057/2019, nel pronunciarsi sulla documentazione di gara, ha infatti rilevato le criticità che avrebbero potuto insorgere ove fossero state bandite nuove gare per il rinnovo delle concessioni di raccolta del gioco pubblico in rete fisica senza la preventiva attuazione dell’intesa politica sulla regolamentazione — nell’intero territorio nazionale — dei limiti di distanze e di orari per l’esercizio del gioco pubblico.

Il settore degli apparecchi da intrattenimento

Il settore degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro — Amusement With Prizes (AWP) e Video Lottery Terminal (VLT), di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, TULPS) — si avvale di un duplice regime:

Dal 2004, tale infrastruttura è affidata in concessione a soggetti privati (società di capitali in possesso di particolari requisiti tecnico-infrastrutturali ed economici, oltre che di onorabilità e professionalità) selezionati con procedura a evidenza pubblica. Attualmente operano 10 società concessionarie, rispetto alle 13 originarie, per effetto di fusioni per incorporazione che rispecchiano la tendenza alla concentrazione del mercato.

Ai sensi della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (articolo 1, comma 96, lettera c), le società concessionarie operano in regime di proroga fino al 31 dicembre 2026, a fronte del versamento di un corrispettivo complessivo biennale di circa 270 milioni di euro, suddiviso in tre rate per ciascuno degli anni 2025 e 2026. Due concessionarie hanno impugnato i provvedimenti attuativi e i relativi contenziosi sono ancora pendenti.

La relazione segnala che, con riferimento alla rete di raccolta, al 31 dicembre 2025 si registra una lieve flessione degli esercizi che ospitano apparecchi AWP, mentre resta pressoché stabile il numero di sale che ospitano apparecchi VLT, con una maggiore concentrazione in Lombardia, Campania, Lazio, Piemonte e Puglia. Il numero di apparecchi AWP in esercizio oscilla tra le 220.000 e le 230.000 unità; gli apparecchi VLT sono circa 55.000.

Volumi di raccolta e risultati economici della gestione

Il documento riferisce che il settore degli apparecchi da intrattenimento genera circa il 50% delle entrate totali derivanti dal gioco. I dati 2025 (pur non ancora consolidati) confermano il trend negativo della raccolta — che costituisce l’imponibile su cui è applicato il prelievo erariale unico (PREU) dovuto per gli apparecchi da intrattenimento — avviato nel 2022 e culminato nel 2024 con una flessione particolarmente significativa. In merito la relazione fa presente che fino al 2023 il progressivo innalzamento delle aliquote PREU aveva consentito di contenere gli effetti della contrazione della raccolta sulle entrate erariali.

A partire dal 2024, tuttavia, la riduzione della raccolta – pari a circa il 6% rispetto al 2023 e al 30% rispetto al 2019 – ha raggiunto dimensioni tali da determinare anche una sensibile diminuzione del gettito erariale. Nel 2025 si riscontra un’ulteriore diminuzione della raccolta – superiore al 6% rispetto al 2024 e prossima al 35% rispetto al 2019 – con una perdita aggiuntiva per l’erario di circa 300 milioni rispetto all’anno precedente e di circa 1,4 miliardi di euro rispetto al 2019.

L’impatto maggiore si registra sugli apparecchi AWP, penalizzati da un pay-out meno vantaggioso per il giocatore rispetto agli apparecchi VLT, dall’assenza di innovazioni di prodotto, dalle limitazioni localizzative e orarie imposte a livello locale, dall’elevata tassazione rispetto ad altri giochi — inclusi quelli analoghi offerti online — e dal consolidamento, dopo la pandemia, di abitudini di gioco orientate verso i canali digitali.

volumi raccolta apparecchivolumi raccolta apparecchi

Tutela dei giocatori e della legalità

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli esercita un controllo costante sui concessionari, verificando il regolare versamento del PREU e dei canoni concessori, il corretto funzionamento della rete telematica e il rispetto della normativa di settore. Nel corso del 2025 sono stati avviati procedimenti sanzionatori per inadempienze rilevate negli anni 2017- 2019 e sono state irrogate ulteriori penali per il mancato aggiornamento della banca dati relativa all’ubicazione degli apparecchi. Sempre nell’anno 2025, sono state poste in essere le attività di verifica sul mantenimento, da parte di ciascun concessionario, degli indici di solidità patrimoniale.

Con riferimento alla documentazione antimafia, la relazione riferisce che il controllo dell’Agenzia si è esplicato in termini di monitoraggio del mantenimento da parte dei concessionari dei requisiti soggettivi tramite acquisizione, verifica e aggiornamento dei dati dagli stessi forniti, interfacciandosi con la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia. L’Agenzia ha inoltre provveduto a verificare il regolare adempimento contributivo chiedendo il DURC (Documento unico di regolarità contributiva) per tutte le società concessionarie del settore.

In merito al controllo del rispetto del divieto di gioco per i minori, la relazione ricorda l’obbligo di utilizzo della tessera sanitaria per l’accesso agli apparecchi VLT, introdotto nel 2020 ai fini della verifica della maggiore età dei giocatori.

Si segnala inoltre la digitalizzazione dei titoli autorizzatori, avviata dall’Agenzia nel 2023 e completata nel 2025 per gli apparecchi senza vincita in denaro, mentre per quelli con vincita la sperimentazione è in fase conclusiva; si ricorda anche l’introduzione dell’applicazione istituzionale “GiocoLegale”, che consente a chiunque di verificare in tempo reale la regolarità degli apparecchi.

L’ADM ha inoltre indicato ai concessionari, nell’ambito delle linee guida per il 2025, tre aree tematiche prioritarie per la formazione e la ricerca: il contrasto al gioco d’azzardo minorile, il contrasto ai rischi derivanti dai disturbi da gioco d’azzardo, nonché studi comparati con altri Paesi in materia di normativa, fiscalità e diffusione del fenomeno.

Il settore del gioco del bingo

La relazione riferisce che, al 31 dicembre 2025, le sale Bingo attive sul territorio nazionale sono 181 rispetto alle 183 registrate a fine 2024, gestite da 94 concessionari. La riduzione è dovuta a due provvedimenti di decadenza: uno per liquidazione giudiziale del titolare, il secondo per gravi violazioni convenzionali. Anche per il Bingo si registra una progressiva concentrazione dovuta alla graduale acquisizione da parte dei grandi operatori di quelli minori, per i quali lo status di concessionario comporta adempimenti e obbligazioni particolarmente onerosi.

Le società concessionarie per il gioco del Bingo operano in regime di proroga dei propri titoli concessori, ai sensi dell’articolo 1, comma 636, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Il quadro normativo della proroga è stato oggetto di successive modifiche nel tempo, con estensione, di volta in volta, della durata e con un progressivo innalzamento dei canoni mensili (da 2.800 fino a 7.500 euro), nonché di un lungo e complesso contenzioso giudiziario, che ha portato a due pronunce fondamentali.

Con sentenza del 20 marzo 2025, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato applicabile la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione alle concessioni Bingo, poiché le disposizioni legislative di proroga, entrate in vigore dopo la data limite di trasposizione della direttiva, hanno alterato in modo sostanziale l’equilibrio economico originario dei rapporti concessori.

La Corte ha altresì dichiarato incompatibile con l’articolo 43 della medesima direttiva la proroga unilaterale disposta per legge, con aumento forfettario del canone uguale per tutti i concessionari, indipendentemente dal loro fatturato, e con obbligo di accettazione della proroga quale condizione per partecipare alle future procedure di riattribuzione delle concessioni.

Sulla scorta della richiamata pronuncia, il Consiglio di Stato, con sentenze del 6 ottobre 2025 (nn. 7784, 7787 e 7807), ha disposto l’obbligo per l’ADM, quale amministrazione aggiudicatrice, di disapplicare le norme dichiarate incompatibili con il diritto europeo e di procedere con immediatezza all’indizione delle gare. Il Consiglio di Stato ha altresì stabilito la necessità di rideterminare il canone dovuto dai concessionari sulla base del fatturato da ciascuno prodotto, bilanciando i vantaggi e gli svantaggi derivati dal regime di proroga tecnica. In attesa dei chiarimenti del Consiglio di Stato in sede di ottemperanza (udienza fissata al 21 maggio 2026), l’ADM ha provvisoriamente rideterminato il canone, per gli anni 2025 e 2026, nella misura di 2.800 euro mensili per ciascun concessionario.

Volumi di raccolta e risultati economici

Per quanto riguarda i risultati economici, la relazione osserva che, nel 2025, il gioco del Bingo ha registrato una lieve flessione rispetto all’anno precedente, sia in termini di fatturato sia di gettito erariale. Il fatturato, inteso come valore nominale delle cartelle acquistate dai concessionari presso gli Uffici ADM, è stato pari a circa 1,5 miliardi di euro, con una diminuzione dello 0,47% rispetto al 2024. Il gettito erariale, determinato applicando al fatturato l’aliquota del 12%, è risultato pari a circa 180 milioni di euro.

La legge 30 dicembre 2024, n. 207 (articolo 1, comma 91), ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2025, un tetto al montepremi destinato alle vincite dei giocatori, fissato in una misura compresa tra il minimo del 70% e il massimo del 71% del prezzo di vendita delle cartelle, con l’effetto di ridurre gli spazi di concorrenza sleale tra i concessionari di sale Bingo, risultando neutrale sotto il profilo degli effetti finanziari per lo Stato. La relazione segnala altresì che a causa del contenzioso sulle proroghe e delle misure cautelari del TAR Lazio, al 31 dicembre 2025 gli importi effettivamente versati a titolo di canone concessorio per il 2025 ammontano a circa 7,5 milioni di euro.

Tutela dei giocatori e della legalità

Nel corso del 2025 l’ADM ha irrogato diverse penali convenzionali per assicurare il corretto adempimento degli obblighi a carico dei concessionari. In particolare: in 9 casi di omessa trasmissione dei dati di gioco; in 10 casi di omessa trasmissione dei bilanci; poi, in 3 casi di superamento del limite massimo del montepremi stabilito dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207. In due casi è stata contestata la mancata presentazione delle autodichiarazioni sui requisiti soggettivi, con procedimenti conclusi in archiviazione.

L’ADM ha inoltre accertato il mantenimento da parte di ciascun concessionario del rapporto di indebitamento entro un valore non superiore a quello stabilito dal decreto interdirigenziale del 28 giugno 2011 del Ministero dell’economia e delle finanze, adottato in attuazione dell’articolo 1, comma 78, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

Il documento rileva poi che sono stati sottoposti a verifica 335 soggetti nell’ambito dei controlli sulle autodichiarazioni necessarie all’acquisizione della documentazione antimafia. Particolare attenzione è stata rivolta alla verifica dell’autenticità delle polizze fideiussorie, che i concessionari hanno l’obbligo di prestare ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto del Ministro delle finanze 31 gennaio 2000, n. 29, nella misura di 516.456,89 euro per ciascuna sala, atteso che la crescente difficoltà di accesso al credito bancario da parte dei concessionari di minori dimensioni ha elevato il rischio di produzione di polizze false. Nel corso dei sopralluoghi periodici presso le sale Bingo effettuati dagli uffici territoriali non sono state tuttavia rilevate irregolarità.

Il settore del gioco a distanza e delle scommesse

La relazione fa presente che le concessioni aventi ad oggetto la raccolta delle scommesse mediante punti fisici sono scadute nel 2016. In assenza di un quadro regolatorio chiaro, è stato necessario ricorrere a ripetuti interventi normativi di proroga.

Da ultimo, la legge 30 dicembre 2024, n. 207 (articolo 1, comma 96, lettera b), ha fissato il termine delle concessioni al 31 dicembre 2026. Si ricorda che le concessioni, che si suddividono in ippiche e sportive, sono state assegnate con tre distinte tornate di gara, ai sensi, rispettivamente: dell’articolo 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, (c.d. “concessioni Bersani”); dell’articolo 1-bis del decreto-legge 25 settembre 2008, n. 149 (“concessioni Giorgetti”), e dell’articolo 10, comma 9-octies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (“concessioni Monti”).

I bandi hanno avuto l’obiettivo di regolarizzare il mercato delle scommesse, rendendolo più competitivo. Alcuni operatori esteri hanno tuttavia proposto ricorsi il cui esito è stato la formazione di una giurisprudenza comunitaria che ha sancito la compatibilità del sistema concessorio italiano, in materia di gioco, con i principi del diritto europeo. Il documento fa presente che, allo stato attuale, le concessioni per la raccolta su rete fisica sono 95, riferite a 74 società, cui si aggiungono 3 titolari di raccolta regolarizzati ai sensi dell’articolo 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché 32 società che gestiscono gli ippodromi, per un totale di 9.874 punti di raccolta scommesse.

La rete dei concessionari online e la nuova procedura di affidamento

La relazione osserva che l’adozione del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, in attuazione dell’articolo 15 della legge 9 agosto 2023, n. 111, di delega al Governo per il riordino delle disposizioni in materia di giochi pubblici, ha rappresentato una tappa cruciale nell’evoluzione del quadro normativo del gioco online. Il citato decreto legislativo ha infatti dettato i princìpi fondamentali del gioco pubblico in Italia, innovando profondamente il tessuto legislativo esistente, in particolare, nel rafforzamento dei presìdi a tutela della salute dei giocatori e, più in generale, dell’ordine pubblico.

L’articolo 6 ha disposto, in particolare, l’indizione della gara per il rilascio delle concessioni online, fissando rigorosi requisiti soggettivi e oggettivi, tra cui:

L’Agenzia ha dato attuazione alle norme contenute nel decreto, con particolare riferimento alla predisposizione degli atti di gara per l’affidamento delle nuove concessioni.

A conclusione della procedura, il 17 settembre 2025 sono state aggiudicate 52 concessioni a 46 operatori, con un gettito erariale di 364 milioni di euro. Il 12 novembre 2025 le precedenti concessioni sono cessate e il giorno successivo è iniziata la decorrenza del nuovo corso concessorio novennale.

In attuazione del decreto legislativo n. 41 del 2024 sono stati adottati il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 marzo 2025, n. 57, recante disposizioni per il procedimento di accertamento, contestazione e irrogazione delle penali convenzionali, e il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 22 aprile 2025, n. 70, sulla gestione delle cause di decadenza o revoca della concessione.

L’Agenzia ha inoltre provveduto, con determinazione direttoriale del 25 ottobre 2024, a istituire l’Albo dei Punti Vendita Ricariche (PVR), attualmente sospeso a seguito di un giudizio cautelare del TAR del Lazio. L’appello è pendente dinanzi al Consiglio di Stato, con udienza di merito fissata al 24 settembre 2026.

La relazione osserva che particolare rilievo ha assunto l’attività di monitoraggio dei flussi anomali di scommesse: le segnalazioni trasmesse all’Unità informativa scommesse sportive del Ministero dell’interno sono passate da 27 nel 2024 a 35 nel 2025, riferite prevalentemente al calcio. Il volume totale di gioco sospetto rilevato nel 2025 è stato pari a 546.987,21 euro, con vincite per 1.616.082,19 euro. A rafforzamento del contrasto al match fixing, l’articolo 6 del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96 (c.d. decreto sport), ha autorizzato l’Agenzia delle dogane e dei monopoli a trasmettere alla Procura generale del CONI i dati dei titolari di conti di gioco riconducibili a tesserati delle federazioni sportive.

Sul piano fiscale, l’articolo 1 della legge n. 207 del 2024 è intervenuto con due distinte misure, a decorrere dal 1° gennaio 2025.

In particolare, il comma 92 ha aumentato le aliquote dell’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, fissandole: al 25,5% per i giochi di abilità a distanza, i giochi di carte, i giochi di sorte a quota fissa e il bingo a distanza; al 20,5% per le scommesse sportive a quota fissa su rete fisica e al 24,5% se raccolte a distanza; sempre al 24,5% per le scommesse a quota fissa su eventi simulati.

Il comma 93 ha invece ridotto le aliquote sulle scommesse ippiche a quota fissa, dal 43% al 20,5% per la rete fisica e dal 47% al 24,5% per il gioco a distanza, con l’obiettivo di equipararle a quelle delle scommesse sportive e di rilanciare il settore dell’ippica.

Gioco responsabile e tutela del giocatore

La relazione evidenzia che la nuova disciplina adottata attribuisce particolare importanza alla tutela del giocatore. Per quanto riguarda le misure di contrasto al gioco d’azzardo e di promozione di forme di gioco responsabile, le Regole tecniche e la Convenzione delle nuove concessioni per il gioco a distanza prevedono, in attuazione dell’articolo 15 del decreto legislativo n. 41 del 2024: misure di autolimitazione (tempo, spesa, perdita) impostabili dal giocatore all’apertura del conto e preimpostate, in default, secondo limiti più stringenti per i giocatori tra i 18 e i 24 anni; alert automatici sull’andamento di gioco; la possibilità di autoesclusione, anche selettiva e a tempo indeterminato; la formazione obbligatoria degli operatori dei call center.

La Convenzione introduce inoltre due strumenti obbligatori e innovativi in materia di gioco responsabile: un Piano annuale degli investimenti (articolo 8) che impegna ciascun concessionario, per i primi due anni di concessione, a investire una somma non inferiore a 700.000 euro (pari al 10% del corrispettivo una tantum) per il contrasto al gioco patologico e l’adozione obbligatoria di policy di gioco responsabile (articolo 20, comma 3) basate su analisi predittiva comportamentale, indicatori di rischio e alert automatici al raggiungimento di soglie di spesa e di tempo in funzione dell’età e delle abitudini di gioco.

L’attuazione di tali misure è oggetto di una relazione annuale predisposta da ciascun concessionario. L’Ufficio dell’ADM deputato al controllo delle concessioni per la raccolta del gioco a distanza sta inoltre elaborando, sulla base delle relazioni predisposte dai concessionari e con il supporto dell’intelligenza artificiale, delle analisi predittive e della scienza comportamentale, Linee guida nazionali sul gioco responsabile, a cui i concessionari dovranno adeguare le proprie politiche. Le Linee guida saranno sottoposte alla valutazione degli stakeholder e periodicamente aggiornate.

Dati e statistiche

Nel triennio 2023-2025 il comparto del gioco a distanza e delle scommesse mostra un trend di crescita significativo, in termini sia di raccolta sia di gettito erariale: nel 2025 la raccolta lorda è pari a 109,3 miliardi di euro, in aumento dell’8,7% rispetto al 2024, mentre l’imposta unica ammonta a 1,71 miliardi, con un incremento del 17,6%.

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La relazione osserva che l’analisi per tipologia di gioco evidenzia un progressivo spostamento della propensione al gioco dai giochi a totalizzatore ai giochi a quota fissa. In termini di raccolta le crescite più significative si registrano per le scommesse a quota fissa su eventi simulati e per i giochi di sorte a quota fissa e di carte in solitario; i decrementi più rilevanti riguardano i concorsi pronostici sportivi e le scommesse ippiche a totalizzatore. In particolare, nel triennio 2023-2025 i giochi a quota fissa hanno registrato un incremento di raccolta del 9,4% nel 2024 e un decremento dell’1,1% nel 2025; i giochi a totalizzatore mostrano un decremento del 7,8% nel 2024 e un’ulteriore diminuzione del 4,2% nel 2025.

Il documento evidenzia che i giochi a totalizzatore sono caratterizzati da una più elevata difficoltà di vincita e da importi delle vincite contenuti a causa dei bassi volumi di raccolta, sproporzionati al livello di difficoltà. Tale quadro ha determinato un progressivo calo nel tempo della raccolta. I concorsi pronostici, in particolare, presentano una frammentazione del palinsesto che ne ha ridotto l’attrattività. I giocatori mostrano invece un interesse crescente per i giochi a quota fissa, che offrono una maggiore probabilità di vincita, pur con importi più contenuti. Su tale dinamica incide inoltre il pay-out (percentuale delle vincite sulla raccolta), mediamente inferiore per i giochi a totalizzatore.

La ripartizione per canale di raccolta mostra comportamenti diversi a seconda della tipologia di scommessa: il 72,4% delle scommesse sportive a quota fissa su eventi diversi dalle corse dei cavalli è effettuato tramite canale telematico; il 69,1% delle scommesse a quota fissa su eventi simulati proviene invece dal canale fisico.

Gioco a distanza: conti di gioco, importo delle ricariche e mezzi di pagamento

La relazione rileva che nel 2025 la media annua del numero di conti di gioco che hanno effettuato attività di gioco (c.d. “giocanti”) è stata di circa 3,77 milioni, con una media di 239,9 milioni di giocate mensili. I dati comprendono anche le movimentazioni riferite ai giochi numerici a totalizzatore e a quota fissa (Lotto, SuperEnalotto e affini).

Le regioni con il maggior numero di conti attivi al 31 dicembre 2025 sono Campania (16,6%) e Lombardia (13%), seguite da Sicilia (11,3%) e Lazio (10,7%); i valori più bassi si registrano in Valle d’Aosta (0,1%), Molise (0,5%) e Trentino-Alto Adige (0,9%).

conti gioco in italiaconti gioco in italia

L’analisi per fascia d’età evidenzia una concentrazione nelle classi giovani-adulte, con oltre 8,4 milioni di conti riguardanti giocatori tra i 18 e i 34 anni e una netta prevalenza maschile in tutte le fasce. La relazione riferisce poi che nel 2025 sono state effettuate circa 338 milioni di operazioni di ricarica per un importo complessivo di 13,2 miliardi di euro, con un importo medio di ricarica mensile di poco superiore a 39 euro. Il principale strumento di pagamento utilizzato per la ricarica dei conti di gioco è la carta di credito (59,6% delle operazioni).

Il settore dei giochi numerici e delle lotterie

Il documento ricorda che la concessione dei giochi numerici a quota fissa, che comprende la gestione del Lotto, è stata affidata, in attuazione dell’articolo 23, comma 4, del decreto legislativo n. 41 del 2024, alla società Lottoitalia S.r.l., già aggiudicataria della pregressa concessione, con decorrenza del nuovo rapporto novennale dal 30 novembre 2025.

La gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale — che comprende il SuperEnalotto — è demandata in concessione novennale, a decorrere dal 1° dicembre 2021, alla società Sisal Italia S.p.A., a seguito dell’espletamento della procedura di selezione indetta secondo i criteri fissati dall’articolo 1, comma 576, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

In concessione a Lotterie Nazionali S.r.l, rinnovata per un ulteriore novennio in esecuzione dell’articolo 20, comma 1, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, è stata affidata la gestione delle lotterie a estrazione istantanea anche con partecipazione a distanza (cosiddetti Gratta e Vinci); quella delle lotterie nazionali a estrazione differita è invece riservata all’ADM — in virtù dell’articolo 21, comma 6, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 — che vi provvede direttamente, ovvero mediante una società a totale partecipazione pubblica. Per il 2025 è stata individuata, in continuità con il triennio precedente, la sola Lotteria Italia.

Al 31 dicembre 2025 la rete fisica di raccolta è composta da circa 35.000 punti di vendita per i giochi numerici a totalizzatore nazionale, da 33.639 ricevitorie per i giochi numerici a quota fissa e da circa 52.500 punti di vendita per le lotterie a estrazione istantanea.

I nuovi regolamenti di settore

Per quanto attiene alla regolamentazione del settore, la relazione segnala che nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026, in attuazione dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 41 del 2024 sono stati adottati il regolamento generale delle lotterie a estrazione istantanea (decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 14 novembre 2025, n. 197), e il regolamento generale dei giochi numerici (decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 3 dicembre 2025, n. 214); lo schema di regolamento generale delle lotterie a estrazione differita prosegue il proprio iter.

Dati e statistiche

La relazione riferisce poi che, al 31 dicembre 2025, la raccolta dei giochi numerici a totalizzatore nazionale è stata pari a 1,79 miliardi di euro, con un utile erariale di 569,4 milioni di euro, in flessione di circa il 4% rispetto al 2024. Il decremento ha interessato esclusivamente la raccolta fisica, mentre la raccolta a distanza ha mantenuto i livelli dell’anno precedente. Si precisa che sull’andamento della raccolta incide in modo significativo l’entità del jackpot del SuperEnalotto.

La raccolta dei giochi numerici a quota fissa è stata pari a 8,24 miliardi di euro rispetto agli 8,16 miliardi del 2024, a fronte di un utile erariale di 1,08 miliardi (1,12 miliardi nel 2024). Ancora, la raccolta delle lotterie a estrazione istantanea ammonta a 12,95 miliardi di euro (12,61 miliardi nel 2024), con un utile erariale di 1,80 miliardi (1,79 miliardi nel 2024). Poi, la raccolta della Lotteria Italia 2025 è stata pari a 48,08 milioni di euro.

I controlli sui giochi

La relazione riferisce che l’attività di controllo sul settore del gioco pubblico è svolta in maniera trasversale e mira alla prevenzione dei comportamenti illeciti, nonché alla repressione degli illeciti non rilevabili a livello territoriale. Nel 2025 i controlli complessivi sono stati 31.391, in crescita rispetto ai 28.068 del 2024. In particolare, i controlli relativi al gioco minorile sono passati da 13.016 a 14.418 (+10,8%).

La relazione segnala che la collaborazione e lo scambio di informazioni tra gli Uffici centrali e territoriali dell’Agenzia e le altre amministrazioni costituiscono uno snodo fondamentale dell’attività di contrasto delle irregolarità nel settore. La rete di collaborazione coinvolge la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Direzione investigativa antimafia, il Ministero delle imprese e del made in Italy per la materia delle manifestazioni a premio, le Procure della Repubblica e le Polizie locali. Nel corso del 2025 sono pervenute oltre 90 richieste di informazioni da parte delle Forze di polizia, definite nel 98% dei casi entro 30 giorni.

Per quanto concerne l’attività di contrasto al gioco illegale online, si riferisce che nel corso del 2025 sono stati inibiti 1.038 siti; un ulteriore provvedimento in corso di predisposizione riguarderà l’inibizione di ulteriori 129 siti, con una crescita di oltre il 44% rispetto al 2024 e del 111% rispetto al 2023.

Le operazioni di controllo coordinato e le notizie di reato

Nel corso del 2025 l’ADM ha direttamente organizzato 6 operazioni di controllo coordinato per il contrasto del gioco illegale, svoltesi nelle regioni Abruzzo, Calabria, Campania e Piemonte con la collaborazione delle Forze di polizia. L’Agenzia partecipa, inoltre, alla realizzazione del piano dei controlli del Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori (Co.Pre.G.I.), presieduto dal Direttore dell’Agenzia e composto dalle Forze di polizia. Il monitoraggio continuo dei flussi di gioco ha consentito di trasmettere alle competenti Procure della Repubblica 15 notizie di reato, con contestazioni riguardanti principalmente peculato, truffa ai danni dello Stato, contraffazione, sostituzione di persona, intermediazione nell’attività di gioco, riciclaggio e autoriciclaggio.

La relazione riferisce altresì che, attraverso la consultazione di specifiche banche dati, sono state verificate 127 dichiarazioni e 18 informative specifiche, con la segnalazione alle strutture territoriali dell’Agenzia di 40 esercizi a rischio.

Sul piano della cooperazione internazionale, l’Agenzia partecipa attivamente al Gambling Regulators European Forum — gruppo ristretto dei sette maggiori regolatori di gioco europei — e al Gruppo di Copenhagen, costituito in attuazione della Convenzione di Macolin per il contrasto al match fixing. cdn/AGIMEG

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