Home Attualità Dl carburanti, De Bertoldi (Lega): “Una spesa di pubblicità imposta, svolta per conto dello Stato, diventa spesa di rappresentanza”. Vaccari (PD): “Chiedevamo di destinare prioritariamente alla prevenzione le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni fiscali sul settore”

Dl carburanti, De Bertoldi (Lega): “Una spesa di pubblicità imposta, svolta per conto dello Stato, diventa spesa di rappresentanza”. Vaccari (PD): “Chiedevamo di destinare prioritariamente alla prevenzione le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni fiscali sul settore”

andrea de bertoldi lega cameraandrea de bertoldi lega camera

La discussione all’Aula della Camera sul Dl carburanti è proseguita oggi. Il Dl dovrà poi passare al Senato entro il 25 settembre 2026. Nel corso dell’esame degli ordini del giorno, i deputati Andrea de Bertoldi (Lega) e Stefano Vaccari (PD) sono intervenuti anche in merito alle disposizioni fiscali sul settore dei giochi pubblici introdotte durante l’esame in sede referente.

L’articolo 2-ter sulle spese dei concessionari di gioco al centro degli odg di De Bertoldi e Vaccari

La norma interviene sul trattamento fiscale di alcune spese sostenute dai concessionari. Vengono qualificate fiscalmente come spese di rappresentanza quelle sostenute per campagne informative e iniziative di comunicazione responsabile, comprese quelle destinate alla prevenzione e al contrasto del gioco patologico.

È prevista poi l’indeducibilità ai fini IRES e IRAP delle spese per sponsorizzazioni o analoghe tipologie contrattuali sostenute da soggetti direttamente o indirettamente riconducibili agli operatori di gioco legale che svolgono attività di informazione e comparazione di quote o offerte. Le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni sono destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica.

De Bertoldi chiede l’accantonamento: “Una spesa imposta dallo Stato”

Chiedo che questo emendamento venga accantonato per un’ulteriore riflessione. Questa norma incide in modo pesante sui concessionari del gioco pubblico e incide in modo eticamente inadeguato. I costi della pubblicità sul gioco responsabile sono sostenuti dai concessionari per conto dello Stato: è lo Stato che impone ai concessionari di fare quella che un tempo si chiamava pubblicità progresso”.

Il punto sollevato riguarda il carattere retroattivo della disposizione e il suo effetto sulla deducibilità di spese che i concessionari sono tenuti a sostenere.

Come è possibile che lo Stato da una parte imponga una spesa e oggi stabilisca, in modo retroattivo e contro lo Statuto del contribuente, che quella spesa non può più essere dedotta? Una spesa di pubblicità imposta, svolta per conto dello Stato, diventa spesa di rappresentanza, con limiti di deducibilità praticamente integrali”.

Per questo doppio motivo, la retroattività e l’indeducibilità di una spesa sostenuta obbligatoriamente per conto dello Stato, chiedo al Sottosegretario di accantonare questo ordine del giorno: non per una ragione politica, ma di buon senso”, ha concluso.

La richiesta non è stata accolta e l’ordine del giorno è stato poi ritirato dal relatore.

stefano vaccari camerastefano vaccari camera

Vaccari: destinare le maggiori entrate alla prevenzione

Di segno opposto la posizione del deputato del Partito Democratico, primo firmatario dell’ordine del giorno 9/3045-A/9 insieme a Merola.

Intervengo sul tema sollevato dal collega De Bertoldi, per ragioni opposte alle sue. L’articolo 2-ter, che prevede la non deducibilità ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP di alcune spese sostenute dai concessionari, è un primo intervento positivo: evita che forme di comunicazione commerciale riconducibili alla promozione del gioco beneficino di un trattamento fiscale favorevole”.

Nel suo intervento in Aula ha richiamato i dati sulla raccolta e sul gettito.

Nel 2025 gli italiani hanno giocato 165 miliardi e di questi soltanto 11,4 miliardi sono finiti nel bilancio dello Stato. Le stime sui primi quattro mesi indicano per fine 2026 un giocato di 180-185 miliardi: superiore alla spesa sanitaria e pari a due volte e mezzo la spesa per l’istruzione”.

Sul fronte della pubblicità ha citato il confronto con altri Paesi.

La norma mette un freno ad alcuni escamotage con cui il divieto di pubblicità e sponsorizzazione introdotto dal decreto Dignità viene sistematicamente aggirato. Altrove non accade: nella prima partita dell’Inter a Madrid la squadra ha dovuto giocare senza lo sponsor consentito in Italia, perché in Spagna una norma analoga viene applicata con più rigore. Anche in Turchia la Roma ha dovuto togliere lo sponsor dalla maglia”.

L’ordine del giorno impegnava il Governo a riconsiderare la destinazione delle risorse disposta dall’articolo 2-ter e a rafforzare il contrasto alle forme di promozione indiretta del gioco, con riferimento alle attività di affiliate marketing, alle comunicazioni realizzate attraverso influencer e creatori di contenuti, all’utilizzo di codici promozionali e bonus e alla diffusione di collegamenti verso piattaforme di gioco.

Chiedeva inoltre di rafforzare la vigilanza dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sulle nuove modalità di comunicazione commerciale e di riferire periodicamente alle Camere sull’andamento delle entrate del settore.

Chiedevamo di destinare prioritariamente alla prevenzione le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni fiscali sul settore. Con la legge di bilancio 2026 è stato azzerato l’Osservatorio nazionale, che da oltre dieci anni faceva lavorare assieme quattro ministeri, le Regioni, i Comuni e il terzo settore su prevenzione, informazione e sensibilizzazione. Quelle risorse sono confluite in un unico fondo con tutte le dipendenze, ridotte drasticamente e rese di fatto inefficaci, a fronte di un milione e mezzo di cittadini dipendenti certificati dai servizi di prevenzione nel 2025”.

Anche su questo ordine del giorno il Governo ha espresso parere contrario. “Mi dispiace per l’atteggiamento semplicemente contrario del Governo, coerente del resto con quello tenuto fino ad oggi su questo settore”, ha commentato il deputato. fp/AGIMEG

Exit mobile version