Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto si è pronunciato su un ricorso presentato da un bar contro il Comune di Schio. Il locale aveva impugnato il provvedimento con cui l’amministrazione comunale aveva vietato la prosecuzione dell’attività di giochi leciti all’interno del pubblico esercizio.
Il divieto era stato adottato nel dicembre 2022 dal servizio sviluppo economico del Comune, che aveva fatto riferimento alle norme urbanistiche introdotte con una variante al piano regolatore comunale relativa alla regolamentazione delle sale giochi e dei locali con apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro.
Il nodo della normativa applicata
Secondo il Comune, la disciplina urbanistica prevedeva che gli esercizi situati fuori dalle zone industriali fossero considerati “zone improprie” per questo tipo di attività e vietava qualsiasi ampliamento delle sale giochi, includendo anche il cambio di gestione.
La società ricorrente ha però contestato questa interpretazione sostenendo che il Comune avrebbe applicato una versione delle norme ormai superata.
Esaminando il caso, il TAR ha rilevato che la variante urbanistica era stata prima adottata con una deliberazione del luglio 2017 e poi approvata definitivamente con una seconda delibera del novembre dello stesso anno. Quest’ultima decisione prevedeva l’inserimento del testo definitivo delle norme tecniche operative in un allegato specifico, che però non risulta agli atti del processo.
Proprio questo documento potrebbe chiarire quale fosse la versione effettivamente in vigore della norma al momento del provvedimento impugnato.
Per questo motivo il TAR ha disposto un approfondimento istruttorio, ordinando al Comune di Schio di depositare entro il 30 aprile 2026 il testo definitivo della norma urbanistica e una relazione che ricostruisca le modifiche introdotte con la variante.
Solo dopo l’acquisizione di questi documenti sarà possibile stabilire se il Comune abbia applicato correttamente la normativa oppure se abbia fatto riferimento a una disposizione non più vigente. Il tribunale ha quindi rinviato la trattazione della causa all’udienza pubblica del 25 giugno 2026, quando proseguirà il giudizio nel merito della vicenda. mg/AGIMEG

