La Senatrice M5S Dolores Bevilacqua ha convocato una conferenza stampa presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. L’incontro è dedicato al tema “Verso il decreto legislativo di riordino del gioco d’azzardo distribuito nelle città italiane”.
Ha preso parte all’evento in collegamento anche Remigio Del Grosso, rappresentante di Adusbef che ha offerto tre spunti di riflessione riguardo al riordino del gioco fisico, sottolineando come la percezione dei consumatori sia spesso in contrasto con le finalità dichiarate dalle istituzioni.
Gettito erariale vs salute pubblica
Il primo punto critico riguarda la gerarchia degli interessi nelle nuove normative. “L’impressione è che le istituzioni mirino prioritariamente a garantire il gettito erariale piuttosto che la tutela della salute dei cittadini”, ha detto.
Dall’Osservatorio alla Consulta: il rischio di esclusione
Del Grosso ha evidenziato una preoccupante tendenza alla sostituzione di organismi di controllo con nuovi enti che escludono i rappresentanti degli utenti.
- Il precedente del MiMIT: Viene citata l’abolizione improvvisa del “Comitato Media e Minori”, attivo dal 2002 e sostituito dopo un anno da un nuovo organismo.
- Mancanza di rappresentanza: mentre il vecchio comitato prevedeva 10 rappresentanti degli utenti, il nuovo non ne include alcuno.
- Conflitto di interessi: si teme che la nuova Consulta sul gioco soffra dello stesso problema, privilegiando i concessionari a scapito della salute pubblica.
Precisione terminologica e “Ludopatia”

Del Grosso ha concluso il suo intervento con una critica formale ma sostanziale all’uso del linguaggio nelle sedi istituzionali.
- Termine obsoleto: nonostante il termine “ludopatia” sia stato ufficialmente abolito nel 2019, l’Autorità per le Comunicazioni lo ha recentemente utilizzato in una consultazione.
- Documenti ufficiali: la relazione illustrativa della Camera dei Deputati sul gioco fisico cita il termine “ludopatia” ben otto volte.
- Critica alle istituzioni: questa “disattenzione” terminologica è interpretata da Del Grosso come un segno di scarsa sensibilità o competenza delle istituzioni verso la reale tutela dei cittadini. cdn/AGIMEG

