Decreto Dignità: sanzione AGCOM su violazione divieto pubblicità giochi, Consiglio di Stato rinvia udienza in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia UE

Il Consiglio di Stato ha deciso di rinviare la decisione sulla controversia riguardante una sanzione di 388.000 euro per violazione del Decreto Dignità sulla pubblicità dei giochi con vincite in denaro al 19 marzo 2026. La causa riguarda il ricorso dell’operatore Vincitù contro l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), in attesa della sentenza della Corte di Giustizia Europea su un caso simile.

Il ricorso, originariamente presentato contro una sanzione e una precedente sentenza del Tar Lazio, contestava la legittimità delle norme sulle pubblicità del gioco, ritenute in contrasto con la normativa europea che regola le normative tecniche nel settore dei servizi della società dell’informazione.

In un procedimento precedente, il Tribunale aveva già inviato alla Corte Europea alcuni quesiti su come si applicano le normative europee al diritto nazionale. Tra i quesiti sollevati, inoltre, si chiedeva se la direttiva europea prevedesse che il divieto di pubblicità, posto da una normativa diversa da quella che regolamenta il servizio stesso, debba comunque essere soggetto all’obbligo di notifica. Si interrogava se, in caso di mancata notifica, un soggetto privato possa impugnare tale omissione in giudizio e se, in caso di accertamento della violazione, il giudice nazionale sia obbligato a dichiarare inefficace la disposizione interna. Ciò considerando che l’applicazione o meno di tale provvedimento potrebbe influire su valori e principi tutelati dal diritto unionale, come la tutela del consumatore e della salute.Consiglio di Stato

La Corte di Giustizia Europea dovrà chiarire queste questioni, e il Consiglio di Stato ha deciso di aspettare la loro risposta prima di pronunciarsi definitivamente, rinviando la decisione al 2026. lp/AGIMEG