Home Attualità De-risking bancario, Commissione Finanze del Senato al lavoro sul ddl Croatti su inclusione finanziaria

De-risking bancario, Commissione Finanze del Senato al lavoro sul ddl Croatti su inclusione finanziaria

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Il tema dell’accesso ai conti correnti e del cosiddetto de-risking bancario torna all’attenzione della Commissione Finanze del Senato, che sta valutando il disegno di legge a prima firma del senatore M5S Marco Croatti in materia di inclusione finanziaria, anche in relazione alle altre proposte già all’esame.

L’obiettivo è “consentire alla Commissione di disporre di un quadro complessivo ed esaustivo della materia prima di definire l’iter dei provvedimenti, attraverso la scelta di un testo base ovvero di un testo unificato”, ha spiegato il presidente Garavaglia.

De-risking bancario, le criticità per gli operatori del gioco legale

Il tema è molto sentito dagli operatori del gioco legale, che spesso incontrano difficoltà nell’apertura o nel mantenimento dei conti correnti bancari, subendo anche chiusure dei rapporti. Infatti, banche e istituti finanziari continuano a chiudere conti correnti e negare l’accesso al credito a imprese e lavoratori del settore, anche attraverso pratiche di de-risking basate sulla semplice appartenenza al comparto del gioco. Nonostante quello del gioco legale sia un settore autorizzato e controllato dallo Stato, caratterizzato da elevati livelli di tracciabilità e da specifici obblighi antiriciclaggio.

Il contenuto del disegno di legge Croatti

Il disegno di legge Croatti mira, in particolare, a riconoscere l’accesso ai servizi bancari essenziali come una componente della “cittadinanza economica”, considerando il conto corrente non più come un semplice rapporto privato, ma come un’infrastruttura indispensabile per partecipare alla vita economica e sociale: ricevere redditi e prestazioni, effettuare pagamenti, gestire un’attività, pagare le imposte e accedere ai servizi digitali.

La proposta intende rafforzare l’inclusione finanziaria, introducendo un “conto universale” e maggiori garanzie in caso di rifiuto o chiusura di un rapporto bancario. Il principio centrale è quello della valutazione individuale del rischio: banche e intermediari non dovrebbero poter escludere automaticamente intere categorie economiche considerate rischiose, secondo una logica di de-risking, ma dovrebbero valutare la posizione del singolo cliente.Senato della RepubblicaSenato della Repubblica

La riforma, in linea con gli orientamenti dell’Autorità bancaria europea, non elimina gli obblighi antiriciclaggio né introduce un obbligo generalizzato per le banche di aprire un conto. Gli intermediari conserverebbero la possibilità di rifiutare un rapporto nei casi previsti dalla legge, ma sarebbero tenuti a garantire maggiore trasparenza e motivazione dei dinieghi.

I cinque obiettivi della proposta

In sintesi, il disegno di legge persegue cinque obiettivi: garantire l’accesso ai servizi bancari essenziali, rafforzare l’inclusione finanziaria, contrastare le esclusioni generalizzate basate sul settore di appartenenza, tutelare le persone più vulnerabili e aumentare trasparenza e controlli nel rapporto tra banche e utenti.

La proposta prevede inoltre un monitoraggio parlamentare annuale dell’efficacia delle nuove misure, senza introdurre nuovi oneri per la finanza pubblica. cdn/AGIMEG

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