La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 non è che la punta dell’iceberg di una crisi strutturale ben più profonda. Parte da questa consapevolezza la nuova bozza del disegno di legge sulla riforma del calcio italiano.
Il testo, di iniziativa del senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, è ancora suscettibile di modifiche durante l’iter legislativo.
Rispetto alle prime versioni dello scorso aprile, il nuovo DDL – riporta Calcio e Finanza – analizza nel dettaglio le criticità non più rimandabili del nostro calcio:
- Crisi economica: oltre 730 milioni di euro di perdite annue e un indebitamento complessivo del sistema di circa 5,5 miliardi di euro.
- Gap infrastrutturale e perdita di competitività internazionale.
- Declino tecnico: campionati caratterizzati da minore intensità, meno dribbling e velocità di gioco inferiore rispetto ai top campionati europei.
- Marginalità del talento nazionale: appena l’1,9% dei minuti in Serie A è giocato da Under 21 italiani selezionabili. Di contro, il 67,9% del minutaggio complessivo è occupato da calciatori stranieri.
L’obiettivo del DDL non è un semplice aiuto pubblico, ma la creazione di un ecosistema autosufficiente. La riforma si muove lungo tre direttrici chiave: nuove fonti di finanziamento, sostenibilità economica dei club e valorizzazione dei giovani formati in Italia.
Diritti TV: il 15% legato a vivai e sostenibilità (PVS)
Una delle novità più impattanti riguarda la ripartizione dei diritti televisivi della Serie A. A partire dalla stagione 2027/28, una quota non inferiore al 15% dei ricavi verrà distribuita in base ai nuovi Parametri di Valorizzazione e Sostenibilità (PVS), così suddivisi: valorizzazione del settore giovanile maschile e femminile con il 50%; sostenibilità economica con il 30%; utilizzo di calciatori formati in Italia con il 10%; qualità delle infrastrutture con il 10%.
Inoltre, un ulteriore 5% dei ricavi TV sarà assegnato come premio di bilancio alle società capaci di presentare conti in utile o in pareggio per almeno tre esercizi consecutivi.
Scommesse e Pirateria: oltre 220 milioni per il sistema calcio
Il DDL introduce misure forti per generare nuove entrate interne, senza gravare sulla fiscalità generale:
Il ritorno della “Quota Totocalcio” sulle scommesse
Dal 1° gennaio 2027, verrà introdotto un contributo pari al 2% sull’importo giocato di ogni scommessa sportiva sul calcio in Italia. Considerando una raccolta stimata di 11,2 miliardi di euro, la misura genererà circa 224 milioni di euro annui. Le risorse gestite dalla FIGC saranno così vincolate:
- Almeno il 50%: sviluppo dei settori giovanili, impianti pubblici e centri federali.
- Poi, almeno il 30%: programmi di prevenzione e contrasto alla ludopatia (circa 67 milioni di euro).
- Il restante 20%: calcio femminile e scuole calcio dilettantistiche.
Per garantire l’invarianza del gettito dello Stato e non gravare sui concessionari, è prevista una contestuale riduzione dell’imposta unica sulle scommesse.
Fondo anti-pirateria
Il 10% dei proventi delle sanzioni AGCOM contro la pirateria audiovisiva (circa 1,5 milioni di euro l’anno su una stima di 15 milioni complessivi) sarà destinato a un fondo FIGC per il potenziamento dei vivai e dell’impiantistica di base.
Giovani e Vivai: obblighi in Primavera e bonus Indici Finanziari
Per invertire la rotta sul talento italiano, la riforma introduce norme stringenti e incentivi fiscali:
- Obbligo in Primavera (dal 2027/28): nelle distinte delle partite di Serie A e B dovranno essere presenti almeno 10 calciatori formati in Italia (per almeno 3 anni consecutivi tra i 15 e i 21 anni). Le sanzioni per il mancato rispetto vanno da multe amministrative (10-50 mila euro) fino a penalizzazioni in classifica.
- Sconto sugli indici di controllo: per incentivare l’acquisto di Under 23 italiani, i costi sostenuti per questi calciatori (stipendi e ammortamenti) saranno esclusi per il 50% dal calcolo degli indici di sostenibilità finanziaria della prima squadra. L’agevolazione si applicherà dal 2027/28 al 2031/32 a patto che il calciatore giochi almeno il 25% dei minuti totali.
- Sgravi Contributivi: per i giovani professionisti (18-23 anni) cresciuti nei vivai italiani, le aliquote contributive pensionistiche saranno ridotte del 30% per i primi 5 anni. I costi (15 milioni) saranno in parte coperti dal superamento della copertura INAIL per i calciatori, sostituita da polizze private obbligatorie a carico dei club.
- Vincolo Sportivo e Premi: il vincolo sportivo viene ridisegnato (durata massima di due anni, replicabile fino ai 20 anni). Viene inoltre potenziato il premio di formazione tecnica a partire dai 10 anni compiuti, per tutelare e remunerare i club dilettantistici.
Calciomercato: tetto agli Agenti e stop alle Fideiussioni operative
Il disegno di legge punta a regolare in maniera rigida le dinamiche di mercato e le commissioni dei procuratori:
- Tetto alle commissioni degli agenti: su una spesa complessiva attuale di circa 300 milioni, la bozza introduce tetti precisi: massimo 5% della retribuzione lorda se pagato dall’atleta, 7% se pagato dal club. Nei trasferimenti definitivi, il tetto per la società acquirente è fissato al 5% (3% nei prestiti). È prevista la creazione di un registro pubblico online dei compensi, con risparmi stimati per i club fino a 100 milioni di euro.
- Reverse Charge IVA: introduzione dell’inversione contabile per i trasferimenti domestici, per azzerare gli squilibri di cassa e dare liquidità immediata.
- Fondo di Garanzia Calciomercato: istituito presso il Credito Sportivo con un’anticipazione statale rimborsabile di 5 milioni nel 2027. Sarà alimentato dallo 0,3% del valore dei trasferimenti della stagione precedente per garantire i pagamenti tra club in caso di inadempimento. Di conseguenza, decade l’obbligo di fideiussione per i pagamenti dilazionati all’interno delle stanze di compensazione delle leghe, generando un risparmio stimato di 15-25 milioni per i club.

Riforma dei Campionati: il Professionismo scende a 80 squadre
Sul piano dell’ordinamento calcistico, il DDL Marcheschi introduce il tanto discusso taglio delle squadre professionistiche, fissando il tetto massimo a 80 club complessivi tra Serie A, Serie B e Serie C.
Spetterà alla FIGC ridefinire le percentuali di riduzione nel rispetto della proporzionalità. Una misura drastica ma considerata necessaria per porre un freno alla fragilità del sistema, che dal 1986 a oggi ha visto fallire o essere esclusi ben 194 club.
Coperture finanziarie e monitoraggio istituzionale
Il costo complessivo della manovra è stimato in 245 milioni di euro annui a partire dal 2027. La quasi totalità della cifra (224 milioni) arriverà dal prelievo sulle scommesse calcistiche. I restanti 15 milioni necessari per le agevolazioni sui giovani saranno coperti da: risparmi derivanti dall’uscita dal sistema INAIL (6,5 milioni); entrate della Commissione indipendente sui controlli finanziari (2,5 milioni) e riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica (6 milioni).
Il Governo sarà chiamato a presentare alle Camere una relazione di monitoraggio entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge, verificando l’effettivo aumento del minutaggio dei giovani italiani, il miglioramento dei bilanci societari e l’impatto sociale dei fondi contro la ludopatia. cdn/AGIMEG

