Home Attualità CSR Award, Guinci (Eurobet Italia): “Dai ‘no’ alla costruzione della rete: così abbiamo imparato davvero cosa significa fare partnership”

CSR Award, Guinci (Eurobet Italia): “Dai ‘no’ alla costruzione della rete: così abbiamo imparato davvero cosa significa fare partnership”

Giuliano Guinci Eurobet ItaliaGiuliano Guinci Eurobet Italia

Nel corso del CSR Award 2025, Giuliano Guinci, Public Affairs, Sustainability & Retail Operations Director di Eurobet Italia, ha raccontato l’origine dei progetti sociali sviluppati dall’azienda negli ultimi anni. Un percorso, ha spiegato, nato “quasi dalla follia”, intesa come determinazione e capacità di credere in un’idea anche quando tutto sembra remare contro.

Guinci ha ricordato come tutto sia iniziato dall’insistenza positiva della presidente di Seconda Chance, Flavia Filippi, che “mi ha proposto il progetto fin dall’inizio”, finché “non l’ho seguita e ho conosciuto un’altra donna eccezionale e altrettanto forte come lei”. Da quell’incontro è nata una collaborazione che, negli anni, ha richiesto una grande iniezione di fiducia per mantenere viva la rete di relazioni.

“Ho una lista dei ‘no’. Ma se ci fossimo fermati, non sarebbe successo nulla”

Guinci ha spiegato di aver imparato quanto il percorso sia complesso sul piano pratico. “Ho la mia lista dei no, un giorno vorrei scriverla: tutti quelli che mi hanno detto no e le motivazioni dei no. Ne ho avuti decine”. Una difficoltà condivisa con i partner del progetto, che “hanno alle spalle un numero di no dieci volte maggiore”.

Csr Award EntainCsr Award Entain

“Fare partnership significa prima di tutto ascoltare”

Passando all’esperienza maturata attraverso il CSR Award, Guinci ha sottolineato come partecipare fin dalla prima edizione abbia permesso di vedere “toccare con mano” l’evoluzione del percorso. “Un’azienda può fare due grandi cose”, ha spiegato: “utilizzare i fondi che ha, perché senza quelli non si fa nulla, e portare competenze”.

Ha insistito soprattutto sull’importanza dell’ascolto: “Bisogna essere attenti a non parlare prima di aver ascoltato. Quando si tocca una materia che non è di competenza, serve cautela”. Negli ultimi quattro anni, ha spiegato, “Eurobet ha ascoltato territori, associazioni e istituzioni, imparando quali linguaggi servono per dialogare ai vari tavoli”.

“Le associazioni devono imparare a parlare la lingua delle imprese. E noi possiamo aiutarle”

Guinci ha evidenziato una criticità ricorrente: molte associazioni del terzo settore non hanno gli strumenti per dialogare efficacemente con il mondo imprenditoriale. “Se un’associazione vuole chiedere fondi a un’azienda non può limitarsi a raccontare un fatto. Nella maggior parte dei casi l’interlocutore dopo 30 secondi ha spento il cervello e dopo tre minuti ha chiuso il telefono”.

Da qui il ruolo delle imprese: “Possiamo sopperire al loro deficit di competenze, aiutando a costruire reti, scrivere progetti, utilizzare gli strumenti giusti”. Un percorso che ha riguardato anche il dialogo con le istituzioni e realtà come Sport e Salute: “Abbiamo capito i bandi. Sono molto belli, perché molto complicati. E imparare quella lingua per noi è stato importante”.

“Oggi sappiamo davvero cosa significa fare partnership”

Dopo anni di esperienza, Guinci sostiene che l’azienda abbia maturato una capacità concreta di collaborazione: “Oggi sappiamo cosa vuol dire fare partnership. Abbiamo preso talmente tante uscite che ora sappiamo cosa serve per stare ai diversi tavoli: con la politica, con il territorio, con le aziende”.

Il passaggio decisivo, ha spiegato, è mettere al centro progetti reali: “Negli ultimi anni ho partecipato a molti incontri tra filantropi. Spesso sono andato via con un’idea un po’ fumosa. Adesso invece sappiamo che bisogna mettere al centro i progetti”.

“Servono altri partner per far crescere le progettualità”

Guardando al futuro, Guinci ha indicato due iniziative in arrivo. “Sono due cose che vogliamo fare nel nuovo anno e vanno incontro alle esigenze emerse: strutture gratuite per la cittadinanza o interventi in situazioni più complicate, dove si uniscono sport e salute”.

Si tratta di iniziative replicabili in molti altri contesti, ma serve ampliare la squadra: “Per cogliere l’opportunità c’è bisogno che altri si uniscano. Le progettualità possono crescere solo se la rete cresce”. sb/AGIMEG

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