La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha risposto a rinvii pregiudiziali del Tribunale Superiore di Giustizia della Comunità Valenciana riguardanti la Ley 1/2020 e il Decreto 97/2021 su gioco e prevenzione della ludopatia. La normativa prevede: distanze minime di 850 metri tra sale da gioco/punti scommesse e determinati centri educativi e di 500 metri tra alcuni esercizi di gioco; limita l’uso delle macchine di tipo B nei locali dell’ospitalità; introduce una moratoria fino a cinque anni per nuove autorizzazioni.

La Corte ha esaminato le misure alla luce dell’articolo 49 TFUE, qualificandole come restrizioni alla libertà di stabilimento, potenzialmente giustificate da ragioni imperative di interesse generale quali tutela della salute e dei consumatori, prevenzione delle dipendenze e protezione dei minori. Ha indicato che spetta al giudice nazionale verificare la proporzionalità, precisando che le distanze possono essere idonee e necessarie anche in presenza di altre misure, che l’applicazione ai rinnovi non è di per sé eccessiva se accompagnata da regimi transitori, che le limitazioni alle macchine di tipo B nei bar possono risultare appropriate dove l’accesso non è controllabile e che la moratoria quinquennale non è automaticamente sproporzionata se coerente e sistematica.
Le questioni su una presunta disparità tra pubblico e privato sono state dichiarate inammissibili per insufficienza di informazioni. La Corte conclude che l’articolo 49 TFUE non si oppone a tali misure alle condizioni indicate. sm/AGIMEG

