Convegno “Gioco pubblico”, Riccardo Pedrizzi: “Riforma del gioco fisico urgente. Governo riapra confronto con la filiera”

Il Senatore Riccardo Pedrizzi, già parlamentare, è intervenuto durante il convegno dal titolo “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, iniziativa del Milton Friedman Institute, che si sta svolgendo a Roma.

Riforma del gioco fisico: perché l’Italia ha bisogno di certezza normativa e concorrenza

“Il settore del gioco pubblico in Italia si trova a un bivio cruciale. Da mesi si rincorre il “ritornello” di una riforma imminente, ma la realtà parla di un andamento lento che rischia di paralizzare l’intera filiera. Per attrarre investimenti, specialmente dall’estero, è fondamentale superare la frammentazione legislativa e scongiurare lo spettro di un oligopolio che danneggerebbe lo Stato e le imprese”, ha sottolineato.

​La frammentazione normativa: un ostacolo agli investimenti

“​Uno dei problemi principali del sistema attuale è la mancanza di una legislazione uniforme. Oggi, un investitore si trova a dover navigare tra una miriade di regole che cambiano non solo da regione a regione, ma addirittura da comune a comune.

​Per garantire stabilità, è necessario che il Governo vari linee guida normative valide per tutto il territorio nazionale e, soprattutto, per un arco temporale che giustifichi l’investimento iniziale. Senza certezza del diritto, il capitale straniero continuerà a percepire l’Italia come un mercato ad alto rischio”.

​Il nodo delle competenze ministeriali

“La riforma – ha specificato Pedrizzi – deve definire con precisione i confini d’azione dei vari dicasteri coinvolti:

  • MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze): gestione del gettito erariale.
  • Ministero della Salute: prevenzione e contrasto alle ludopatie.
  • Ministero dell’Interno: tutela dell’ordine pubblico e legalità”.

​Il rischio oligopolio: un danno per lo Stato e le PMI

“​Prefigurare un mercato limitato a pochissimi grandi attori sarebbe un errore strategico gravissimo. Il tessuto produttivo italiano è composto da medie e piccole aziende che garantiscono capillarità e controllo.

  • Perdita di potere contrattuale: se il mercato si riducesse a due o tre soggetti, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli perderebbe forza negoziale, trovandosi “in ginocchio” di fronte a giganti privati.
  • ​Danno al gettito nel lungo periodo: un incasso immediato dalla vendita di poche mega-concessioni non compensa la perdita di entrate costanti garantite da una filiera diversificata e sana.

​”Non sono un amante di un mercato senza regole, ma un sistema concessorio deve regolamentare, non soffocare la concorrenza”, ha aggiunto.Riccardo Pedrizzi

​La sfida al Governo: un confronto basato sui dati

“Nonostante gli annunci degli ultimi sei mesi, la riforma del gioco fisico sembra restare in un limbo burocratico. Con l’avvicinarsi della fine della legislatura, il rischio è che il provvedimento venga frettolosamente approvato o, peggio, abbandonato.

​All’interno di ogni schieramento politico convivono anime proibizioniste e componenti liberali. Per questo motivo, chiediamo ufficialmente al Governo di:

  • ​Riaprire il tavolo di confronto con gli operatori della filiera.
  • Analizzare i dati reali forniti dalle imprese del settore.
  • ​Giustificare pubblicamente le basi tecniche su cui poggia l’attuale bozza di riforma”.

Conclusione

“Il settore non può più aspettare. La filiera è pronta a fornire cifre e analisi per costruire un sistema che tuteli la salute pubblica, garantisca il gettito e protegga migliaia di posti di lavoro. Chiediamo trasparenza e coraggio politico: è tempo di passare dai “prossimi giorni” ai fatti”, ha concluso. cdn/AGIMEG