“Il comparto del gioco fisico si trova a operare con apparecchi caratterizzati dal minor appeal in Europa, con parametri di gioco che non garantiscono adeguati livelli di intrattenimento e in presenza di una concorrenza crescente e strutturalmente avvantaggiata da parte del gioco online. In tale contesto, si rendono necessarie misure ponte, immediate e sostanziali, finalizzate a ristabilire un equilibrio competitivo tra il prodotto fisico e le molteplici alternative oggi disponibili per il giocatore”. Lo ha detto Francesco Badolato, avvocato e rappresentante dell’associazione SAPAR, intervenuto durante il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato” svoltosi a Roma.
“Tali misure sono già state oggetto di proposte condivise con altre associazioni di categoria, con le quali è stato avviato un percorso di collaborazione volto alla salvaguardia di un’industria strategica per il Paese, che non può essere accompagnata verso un progressivo e silenzioso ridimensionamento”.
Il ruolo di Sapar
“L’Associazione dal 1962 svolge un ruolo di tutela e rappresentanza delle migliaia di imprese presenti su tutto il territorio nazionale, aziende che da sempre garantiscono professionalità, legalità e presidio costante”.
“Per presidio non si intende soltanto la presenza fisica sul territorio, ma anche la visibilità e la regolamentazione di un prodotto disciplinato da norme statali che, nel corso degli anni, hanno consentito di conseguire risultati significativi sotto il profilo del controllo, della sicurezza e del gettito erariale”.
“Oggi, tuttavia, tali risultati sono messi in discussione da un contesto profondamente mutato. L’evoluzione tecnologica e l’emergere di nuove modalità di fruizione del gioco, particolarmente attrattive per le nuove generazioni, hanno modificato radicalmente lo scenario competitivo”.
“La questione non riguarda esclusivamente il comparto, ma anche l’Erario, che registra mese dopo mese un’erosione della quota derivante dal gioco fisico, a beneficio principalmente del gioco online. Quest’ultimo, pur in costante crescita, non riesce a compensare integralmente il gettito storicamente garantito dal gioco terrestre”.
“Si richiama pertanto un’assunzione di responsabilità condivisa, anche da parte delle amministrazioni competenti, affinché vengano definite in tempi rapidi variazioni tecniche sostenibili per l’industria che quantomeno frenino la perdita erariale. Si tratta di aspetti strettamente interconnessi ed estremamente importanti”.
“Siamo alle porte della 38ª edizione di ENADA, manifestazione di riferimento per il settore, che rappresenterà un’importante occasione di confronto sugli aspetti generali del comparto”.
Il riordino e il nuovo bando apparecchi
“Il dibattito non può prescindere da un’analisi approfondita delle indiscrezioni relative al nuovo bando apparecchi”.
“In via preliminare, occorre evidenziare come il nodo centrale resti l’Accordo Stato-Regioni: in assenza di una sua definizione, qualsiasi pianificazione di investimenti risulterebbe impraticabile. Non è infatti sostenibile programmare interventi di tale portata senza una preventiva stabilizzazione e armonizzazione delle misure applicate in modo disomogeneo dagli enti locali negli ultimi anni al gioco terrestre”.
“Tali misure hanno finito per attribuire alle sole slot fisiche un ruolo stigmatizzante, non più coerente con i dati oggi disponibili caratterizzati da maggiore accessibilità e da livelli di gioco e vincita significativamente superiori rispetto al gioco terrestre distribuito presso bar e tabaccherie. È essenziale invece che il confronto pubblico si fondi su dati aggiornati e su una rappresentazione aderente alla realtà attuale”.

“Pur accogliendo con favore l’ipotesi di revisione delle distanze minime, riteniamo necessario avviare una riflessione sull’effettiva utilità di strumenti quali il distanziometro e le limitazioni orarie, anche alla luce delle misure tecnologiche oggi disponibili e del principio di proporzionalità dell’azione amministrativa”.
“Anche la distinzione tra esercizi certificati e non certificati non ci trova d’accordo in quanto non vorremmo che tale distinzione porti a confinare gli apparecchi solo nelle sale o in alcuni esercizi generalisti col rischio di ghettizzazione del giocatore (in tal senso si è espresso in più ricerche l’Eurispes)”.
“Superata la questione dell’Accordo con le Regioni, occorrerà valutare attentamente il contenuto del bando. Le indiscrezioni attualmente disponibili sembrano orientate verso una marcata concentrazione degli operatori della filiera. In particolare, l’eventuale innalzamento del limite massimo di concentrazione oltre l’attuale 25%, fino a soglie del 35-40%, rappresenterebbe un segnale fortemente penalizzante per i piccoli concessionari e, indirettamente, per i gestori tradizionali, con evidenti criticità anche sotto il profilo della tutela dell’iniziativa economica privata garantita dall’articolo 41 della Costituzione”.
“Una simile impostazione solleva interrogativi rilevanti anche sotto il profilo dell’interesse pubblico. La scomparsa di numerose piccole imprese comporterebbe una significativa perdita di presidio territoriale e rilevanti ricadute occupazionali. Inoltre, la concentrazione dell’offerta prevalentemente nelle aree a maggiore attrattività economica comprometterebbe la distribuzione capillare garantita negli ultimi vent’anni proprio dal piccolo gestore, con il rischio che la riduzione del presidio legale favorisca fenomeni di illegalità”.
“Ulteriore elemento di attenzione riguarda le condizioni economiche di accesso alla gara, che, secondo quanto si apprende, comporterebbero investimenti di entità tale da consentire il rientro solo nel medio-lungo periodo e al raggiungimento di livelli di raccolta particolarmente elevati. Una dinamica che rischia di accentuare la dipendenza della filiera dai volumi di raccolta, alterando l’equilibrio complessivo del sistema”.
“Oltre a questo si rischia di consegnare il mercato del gioco fisico agli operatori che poi sono anche i grandi players del gioco a distanza con l’evidente rischio di traslazione dell’utenza verso l’online che spinge a giocare di più perché ha un payout elevatissimo garantendo al contempo però un gettito erariale più basso”.
Conclusioni
“L’obiettivo prioritario deve essere la definizione di un bando equilibrato, che consenta allo Stato di mantenere un efficace controllo territoriale, alle imprese di partecipare in filiera assicurando la continuità delle attività imprenditoriali e al sistema di salvaguardare aziende, livelli occupazionali e interesse erariale. Finora la contrazione del gettito derivante dagli apparecchi è stata bilanciata infatti dall’aumento delle entrate derivanti da altre tipologie di gioco fisico ma tale dinamica evidentemente non ha garanzie di durata”.
“In questa prospettiva, SAPAR continuerà a operare, in sinergia con le altre associazioni di categoria, per la tutela e la valorizzazione di un comparto che rappresenta un segmento significativo della filiera economica nazionale”. sm/AGIMEG

